Lorenzo Di Domenico: “La collaborazione con Ferrari un sogno diventato realtà. Quest’anno anche tanta pallavolo in qualità di content creator ufficiale della Lega Volley”
La redazione ha avuto modo di scambiare quattro chiacchiere con uno dei creator sportivi piú seguiti sui social: si tratta di Lorenzo Di Domenico, influencer torinese dai mille interessi a lavoro per un'intensa annata ricca di eventi, progetti e opportunitá.

Eclettico, ambizioso e determinato: Lorenzo Di Domenico ha messo da parte la sua timidezza per coltivare la sua passione più grande: vivere e raccontare lo sport. Questa scelta lo ha portato oggi a essere uno dei creator sportivi italiani con il più alto seguito social: 1 milione di follower su Tik Tok, 800.000 mila iscritti sul suo canale Youtube e oltre 100.000 seguaci sul suo profilo Instagram “lorydido”. Una miriade di collaborazioni e nuovi importanti progetti in cantiere per Lorenzo, che in quest’intervista esclusiva ci racconta di sé e dei suoi numerosi e diversificati interessi, che spaziano dalla scrittura allo sport, passando per la psicologia. L’influencer torinese ci dà inoltre la sua opinione su diversi temi d'attualità, quali la lotta scudetto in Serie A e la nuova stagione di tennis che attende Jannik Sinner.
Ciao Lorenzo, raccontaci un po’ chi sei, quali sono le tue passioni sportive e come è nata l’idea di comunicare sui social.
“Sono Lorenzo Di Domenico e sono di Torino. Sono sempre stato un grande appassionato di tutti gli sport, in particolare della Formula 1. Da quando ho 5 anni seguo i Gran Premi e coltivo il sogno di lavorare in Ferrari. Quest’ambizione era talmente grande che, quando ho terminato le scuole medie, mi sono iscritto alla scuola superiore Pininfarina, che dava l’opportunità, al terzo anno, di trasferirsi a Maranello per studiare e in futuro lavorare in Ferrari. Purtroppo, le materie estremamente tecniche di questa scuola non facevano per me, quindi ho seguito altre strade.
Dal momento che ho sempre creduto nel mondo digitale, a 16 anni ho aperto la mia prima pagina Instagram. Facevo “l’influencer”: indossavo vestiti, venivo invitato agli eventi, mi facevo scattare delle foto e le pubblicavo. In contemporanea, creavo un network di persone nel quale ci si scambiavano opinioni e commenti. Da lì sono iniziate le prime collaborazioni, che sono andate avanti per due-tre anni.
Sono sempre stato un po’ timido però nel 2019, quando ancora “Tik Tok” si chiamava “Musically”, ho iniziato a creare dei contenuti video: inizialmente quelli che diventavano virali con la musica in sottofondo, poi, quando “Musically” è diventato “Tik Tok”, i cosiddetti “duetti” (video famosi in cui facevo reaction). Quando ho iniziato a commentare e a far sentire la mia voce, ecco apparire i primi follower.
Essendo, poi, sempre stato una persona molto curiosa e un grande lettore, ho deciso di cimentarmi nella creazione di video di curiosità, che in America andavano forte. Ho notato che questa tipologia di contenuti giravano bene e ho continuato quindi a pubblicarli. Durante il Covid sono stato salvato dallo studio del mondo digitale: passavo le mie giornate a studiare questa realtà, a leggere sempre di più per arricchire il mio vocabolario, a fare dirette con persone conosciute online. Così ho iniziato a crescere, a conoscere e a capire che era quella la realtà che mi piaceva.
Nel 2023, avendo raggiunto un engagement altissimo, ho deciso di cambiare rotta, integrando ai contenuti sulle curiosità quelli su ciò che mi appassionava davvero, ovvero lo sport. Nel 2025 ho avuto tantissime collaborazioni, per esempio con la Formula 1 a Montecarlo, sullo yatch di McLaren, con Zak Brown e i due piloti Piastri e Norris. Quest’inverno, insieme ad altri due creator, sono stato invitato da Ferrari in occasione della finale mondiale del “Ferrari Challenge”. Ho fatto un giro in macchina con Giovinazzi e creato contenuti video per Ferrari. Sono stato al Gran Premio di Monza invitato da Officina Caira, un’azienda belga, e in più ho collaborato con “Automobilist”, l’azienda che crea le grafiche per Ferrari e tanti altri brand.
Seguo anche tanto il calcio, e negli ultimi sei mesi ho girato un po’ tutti gli stadi italiani.
Sono inoltre molto felice di aver comunicare che, quest’anno, sarò il content creator ufficiale della Lega Volley”.
La Formula 1 e tutto ciò che le riguarda, infatti, è molto presente sul tuo profilo Instagram. Come hai raccontato, sei stato invitato da Ferrari al “Ferrari Challenge”, evento che ti ha permesso di fare tantissime esperienze, come intervistare Arthur Leclerc e fare un giro in macchina con Giovinazzi. Che esperienza è stata per te? Qual è il tuo pilota del cuore e quale, secondo te, è attualmente il più forte?
“Da fan dei motori, non tecnico ma fan dell’ambiente, è stata una bellissima esperienza, soprattutto perché sogno da sempre di lavorare per Ferrari. Stare al fianco di piloti come Giovinazzi, che ha vinto la 24 Ore di Le Mans, che corre per Ferrari, intervistarlo e fare un giro insieme è stata una sensazione fantastica. Il mio pilota preferito, oltre a Charles Leclerc, è Hamilton: vederlo vincere 7 campionati del mondo è stato pazzesco. Attualmente, comunque, penso che Verstappen sia il migliore in circolazione, ma da buon ferrarista spero che Leclerc riuscirà prima o poi a vincere almeno un mondiale. Negli anni mi sono piaciuti tanto anche Alonso e Vettel”.
La Formula 1, tuttavia, è solo uno dei tanti sport che ami e che segui da vicino. Infatti, sei anche un appassionato di tennis. Ti chiedo, dunque, se ti aspettassi che nascesse questo duello tra Sinner e Alcaraz, pronto a dominare la scena presente e futura.
“Non parlo tanto di tennis, ma mi è sempre tanto piaciuto questo sport, ormai sempre più popolare grazie ai risultati di Sinner. No, onestamente non me l’aspettavo, ma probabilmente tra Sinner e Alcaraz, che hanno fisicità, tecnica e mentalità diversa, si è creata una rivalità come quella tra Federer e Nadal o Djokovic. Sicuramente questo testa e testa durerà per parecchi anni. Per ciò che riguarda gli italiani, oltre a Sinner che è su un altro pianeta, va molto forte Musetti, anche Cobolli sta lavorando davvero bene”.
È pura utopia oppure quest’anno Sinner può riuscire nell’impresa del Grand Slam, secondo te?
“Se non ci fosse Alcaraz sarebbe più probabile, ma attualmente è molto difficile. Già portarne a casa uno sarebbe un grande risultato. Ricordiamo che ci sono anche ATP e Masters e che i tennisti ogni due settimane sono catapultati in una zona diversa del mondo, con temperature e superfici differenti. Sicuramente gli Slam sono una priorità sia per Sinner che per Alcaraz in questo momento, ma per Jannik anche vincerne solo uno o due sarebbe un risultato straordinario”.
Da appassionato di tennis, non posso non chiederti se c’è un tennista che ami particolarmente per il suo gioco e le sue caratteristiche.
“Federer e Nadal sono due leggende, ma ti dico Djokovic, perché sono cresciuto con i suoi successi. Ho sempre apprezzato la sua tenacia, la sua forza, adoro le sue esultanze dopo le vittorie, le tecniche che utilizza per risollevarsi quando si trova in difficoltà. Non piace a tutti, ma secondo me è un vero campione”.
Parlando di calcio, invece, chi vedi favorita allo scudetto in Serie A?
“Essendo tifoso dell’Inter, spero lo vincano i nerazzurri, ma anche non fossi di fede interista ti indicherei la squadra di Chivu come la formazione più forte. Non a caso si trova prima in classifica nonostante abbia perso tutti i big match della stagione. Ricordiamoci che l’Inter giocherà in casa i due big match di ritorno, Inter-Juventus e Inter-Roma, oltre che il derby Milan-Inter che i nerazzurri non vincono da un po’. In ogni caso, io credo che i campionati si vincano con le piccole: l’Inter, a parte che con l’Udinese, non ha steccato con nessuno, al contrario per esempio della Juventus, che ha fatto tanti pareggi con le piccole e vinto con le grandi. Penso quindi che l’Inter sia la favorita, perché è più forte e perché Chivu ha trasmesso una mentalità diversa ad una squadra che ha vissuto un anno disastroso, in cui poteva vincere tutto e non ha vinto nulla.
D’altra parte, vedo in netta risalita la Juventus, grazie all’identità che Spalletti ha dato alla squadra, e credo che si debba fare attenzione al Milan, che non credo abbia la rosa più forte, ma che può contare su profili quali Modric, Rafa Leao e Allegri, che ha vinto tanti scudetti. Questo è un grosso vantaggio. Poi c’è sempre il Napoli di Conte, campione d’Italia in carica e che quest’anno sta facendo fatica principalmente per i tanti infortuni. La Roma di Gasperini non credo rientri nella lotta scudetto ma è una squadra che gioca bene, penso la migliore dopo l’Inter. Mancano ancora tante partite, ma credo che soltanto i nerazzurri possano perdere questo scudetto”.
Quali giocatori nerazzurri si sono rivelati la scelta giusta per rinforzare un organico già qualitativamente forte?
“Sicuramente gli attaccanti. Lo scorso anno l’Inter aveva Arnautovic, Taremi e Correa, giocatori che non hanno dato un grande contributo. Invece, ora, con Pio Esposito, che ha forza, stazza, intelligenza, attaccamento alla maglia, e un ragazzo come Bonny, che ha dato una grande mano al Parma nella scorsa stagione, ha sicuramente rafforzato la fase offensiva. Mi dispiace aver perso Pavard, che mi trasmetteva tanta sicurezza. In Akanji, invece, che è indubbiamente forte e fisico, noto la tipica attitudine della Premier, quella per cui si gioca per attaccare, non per difendere. Zielinski? Sicuramente è un giocatore rigenerato. La sua rinascita è sicuramente dovuta al fatto che gioca di più. Quello che mi spaventa molto, adesso, è l’assenza di Calhanoglu. Speriamo che il turco recuperi velocemente”.
Sei autore del libro “Autostima: come costruire e mantenere la fiducia interiore”. Come è nata l’esigenza di scrivere e di pubblicare qualcosa su questo particolare tema? Quanto conta credere in sé stessi in questa società, che utilizza sempre più prepotentemente l’AI, che esige sempre di più, che rimpiazza facilmente e corre veloce?
“Scrivere un libro era uno dei miei obiettivi. Leggendo tanti libri di psicologia e pensando anche alla possibilità di prendere una laurea in tale ambito, mi sono detto che sarebbe stata una buona idea mettere tutto ciò che avevo appreso nero su bianco, anche le esperienze vissute in prima persona. Una particolarità del libro è che ogni capitolo inizia con una storia motivazionale realmente accaduta o inventata inerente al tema del capitolo stesso. In ogni caso, l’obiettivo non era quello di spopolare, ma di creare qualcosa di mio.
Per rispondere alla tua ultima domanda, conta tantissimo credere in sé stessi, l’autostima è fondamentale per raggiungere qualsiasi obiettivo. Credere nelle proprie capacità e nella propria persona è necessario soprattutto nei momenti negativi, quando tutto sembra insormontabile e invece basta fare un piccolo passo per cambiare prospettiva”.
Dovessi fare una top 3 delle tue esperienze nel ruolo di content creator, quale sarebbe?
“Al primo posto metto quello che è sempre stato il mio sogno: la collaborazione con Ferrari. L’invito, il fatto di essere salito su una loro auto con un loro pilota, vedere i miei contenuti social ripubblicati in automatico nelle loro Instagram stories con una viralità pazzesca è stato bellissimo. Ho conosciuto tante persone, ho avuto il privilegio di vedere come lavora il team e di fare un giro nella fabbrica, dentro Maranello. Al secondo posto metterei due eventi: l’esperienza nel 2021, a Montecarlo, quando sono stato invitato da Aston Martin, e poi l’esperienza sullo yatch di McLaren, qualche giorno prima del Gran Premio, sempre a Montecarlo. Chiuderei poi, con l’invito per Inter-Barcellona e Inter-Liverpool da parte degli sponsor”.
Hai dei progetti in cantiere?
“Attualmente sto lavorando a un nuovo libro in ambito moto GP, la cui prefazione potrebbe essere fatta dal mio amico Marco Melandri. Ma è tutto ancora “in fieri”, non dirò di più. Farò sicuramente più contenuti a tema pallavolo, visto l’inizio della collaborazione con la Lega volley. Assisterò a diversi Gran Premi in giro per il mondo. Sicuramente ne farò sei europei, compresi Monaco e Monza, e poi almeno quattro internazionali. Sto lavorando anche in ambito calcistico: lo scorso anno ho fatto 56 partite negli stadi, ma tutte in Italia. Quest’anno, magari, mi piacerebbe assistere a qualche evento importante all'estero per creare qualcosa di diverso rispetto a quello che già si trova sui social. Per ciò che riguarda il tennis, vorrei essere presente alle ATP Finals, agli Internazionali di Roma e al Master 1000 di Montecarlo”.