Morto probabilmente per doping uno sportivo di soli 30 anni

Pubblicato il autore: Daniela Segui

gianniracano_ori_crop_MASTER__0x0-593x443Un trentenne culturista morto e un cinquantenne sul punto di morire: sono questi gli effetti avuti su due persone da una partita probabilmente avariata di anabolizzanti acquistata presumibilmente da siti esteri. La persona deceduta era un palestrato foggiano, Carlo Racano e si era iniettato il farmaco incriminato poco prima di una gara. Per lui purtroppo il malore è stato improvviso e violento: dopo una settimana di coma farmacologico è stata una sopraggiunta setticemia a stroncarlo definitivamente. E non è finita: il cinquantenne che ha fornito la sostanza che ha ucciso il ragazzo, subito dopo l’assunzione anche lui della stessa, è entrato in coma riuscendo dopo qualche giorno fortunatamente a svegliarsi: forse era abituato a queste sostanze, o forse fisicamente più forte, la sua costituzione comunque gli ha salvato la vita. Per il trentenne purtroppo non c’è stato nulla da fare, e dopo una settimana di sofferenze lo scorso 17 aprile non si è potuto fare altro che appurarne il decesso. Non è ancora confermato che sia stato proprio il farmaco che si era iniettato a ucciderlo, ma per le forze preposte quasi non ci sono dubbi; si aspetta comunque l’esito dell’autopsia per accertare i sospetti. Le indagini sono guidate dai carabinieri di Foggia; ci si concentra su altre palestre, tra cui altre due frequentate da Racano in cui circolano ancora questi medicinali nocivi che potrebbero portare altre morti o gravi conseguenze per chiunque li assume. Le ricerche per ora si fermano sul foggiano, eppure una simile partita di sostanze avariate può essere pervenuta in ogni parte d’Italia: si crede sia stata acquistata on line su siti stranieri, ma ancora nessuna conferma in merito. Quel che è certo è che una persona è morta, e l’ altra ci ha quasi rimesso la pelle, solo per essere più “pompati” e vincere gare comunque da poco conto. L’utilizzo di simili materie, come ribadito più volte, non è un fatto inusuale nel mondo dello sport e soprattutto dell’atletica leggera. Più e più volte sono stati rivelati usi di sostanze non consone a una sana competizione sportiva: le conseguenze possono essere positive in un certo momento, ma catastrofiche anche pochissimo tempo dopo. Da non dimenticare che detti anabolizzanti non solo “pompano” i punti prediletti, ma alla lunga provocano atrofia muscolare, impotenza e, come in questo supposto caso, anche alla morte. Le droghe poi, quelle medicine illegali che aiutano a sopportare la fatica, portano a conseguenze ancora più catastrofiche: gli atleti infatti non avvertono per ore la fatica dei propri sforzi, ma le conseguenze le scontano dopo con crampi, tendini che si logorano o fratture spesso di grave portata. Dunque il caso dello sportivo foggiano potrebbe essere un fatto non isolato tra i culturisti e soprattutto le palestre italiane. Ancora non si conosce il sito dove possono essere state acquistate queste sostanze pericolose: non si esclude possa essere un sito giapponese o coreano anche se tutte le piste sono aperte. Per il resto si raccomanda ancora una volta a non fare uso di materie proibite al mondo dello sport, anche per evitare queste o simili tragedie. Una giovane vita è stata  stroncata… Si spera vivamente resti al momento, un caso isolato. 

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