Al diavolo la privacy. Arrivano i braccialetti del sonno vigilato ai polsi dei giocatori del Seattle Seahawks

Pubblicato il autore: marco.stiletti Segui
seattle-seahawks-tickets.jpg.870x570_q70_crop-smart_upscaleIl nostro club sta imparando quanto sia importante il sonno e quanto sia pericoloso privarsene. Ai giocatori stiamo insegnando che questa è un’arma“- spiega Sam Ramsden, direttore del protocollo salute e prestazioni dei Seattle Seahawks, a cui sono stati applicati braccialetti che fanno discutere.
Si chiamano Readibans e, attraverso dei sensori, misurano la durata e la qualità del riposo notturno. Dati che, attraverso un algoritmo sviluppato dai corpi militari americani, creano una relazione tra il sonno e i tempi di reazione durante la giornata. Su una scala da zero a cento, un parametro attorno ai 90 comporta una riduzione dei tempi di reazione del 10%, ovvero nulla di grave, ma se si totalizza un 70 ecco che la reattività scende del 43%.
I braccialetti inviano i dati agli smartphone dei giocatori in modo tale che ognuno possa sviluppare un corretto stile di vita. La quale però contempla pure un principio che si chiama privacy. E qui sta l’altra faccia della medaglia. Controllo del peso, massa muscolare, coordinazione occhio-mano. E ancora: esami del sangue, meditazione, yoga e ora un monitoraggio che arriva fino alla stanza del letto.
Una libertà molto vigilata stoppata due stagioni fa dall’associazione giocatori perchè violava il contratto collettivo e ora sdoganata di nuovo quest’anno dopo un accordo tra le parti sull’uso dei braccialetti. Che a Seattle non percepiscono però come una prassi da penitenziario. Sono 40 giocatori della franchigia dello Stato di Washington che ogni lunedì si mettono in fila per ritirare il braccialetto contro i 20 del 2011 quando la novità fu introdotta.
La scienza del sonno ha pagato per molti ragazzi” ha pontificato Richard Sherman, cornerback dei Seahawks, dopo aver schiantato i Broncos (43-8) nel Super Bowl del 2014. “Ho sempre avuto la convinzione che il sonno sia uno dei principali motori con cui il corpo recupera. E poi i migliori giocatori della squadra sono quelli che dormono di più e meglio” taglia corto Ramsden, supportato da uno studio di Harvard che mette sullo stesso piano una cattiva gestione del sonno con l’abuso di alcool.
I braccialetti peraltro rilanciano Seattle come franchigia professionalmente impeccabile: a letto entro le 22 durante la settimana, tutti o quasi. Russell Wilson, ad esempio, afferma sul suo profilo twitter, che a lui bastano solo cinque-sei ore di sonno. Quasi mezza Nfl ha contattato l’azienda Fatigue Science che produce i famigerati braccialetti, ma non solo la cosa ha varcato i confini della Nfl e alcune squadre: Seattle Mariners (Mbl), Dallas Maverick (Nba) e i Vancouver Canucks (Nhl), i primi 2009, sotto l’allora general manager Mike Gills.
Trasferte infinite, solcate da fusi orari sempre diversi: abbracciare la scienza del sonno diventa, per chi è stato punito dalla collocazione geografica. “Le nostre rivelazioni permettono di pianificare in anticipo la necessaria quantità di sonno per atleti e staff durante i viaggi“, spiega Sean Kerklaan, CEO dell’azienda canadese. Una cosa formidabile che sembra rivoluzionare uno sport molto fisico, quale il football americano. Pare, però. che due miti come Wayne Gretzky e Kareem-Abdoul Jabbar, nella loro ventennale carriera, abbiano viaggiato per 1 milione e 800 mila chilometri e, visti i risultati, dormendo alla grande senza bisogno di braccialetti.

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