Gaetano Mura e il suo giro del mondo: ecco gli ultimi aggiornamenti

Pubblicato il autore: Paolo Bellosta Segui

gaetano_muraL’impresa di Gaetano Mura prosegue, continua il suo tentativo di nuovo record della circumnavigazione del globo. Il velista sardo sta inseguendo questo sogno a bordo di Italia: la strada è ancora lunga e piena di imprevisti ma per adesso si continua a coltivare la speranza di farcela. Mura sta viaggiando a una media vicina ai 10 nodi per un totale di 230-250 miglia ogni 24 ore, un ottimo tempo per questo giro del mondo a vela in solitario su una barca Class40 di 12 metri.

In questi giorni si sono intensificate le difficoltà. Il vento a 40 nodi e il mare molto mosso con onde enormi che spingono da poppa, hanno alzato in maniera evidente il grado di difficoltà. Andiamo a riprendere il diario di bordo di Gaetano Mura per capire meglio qual è la situazione.

Eccoci qua, in una breve parentesi  di relativo calo di vento. Abbiamo avuto due giorni tosti  con  momenti difficili: una grossa onda che è arrivata anche a 7 metri e più,  un vento montato spesso oltre i 50 nodi. Ma la cosa che impegna maggiormente, in termini di energie sia fisiche che mentali, è l’irregolarità. L’Oceano Indiano si mostra particolarmente selvaggio e turbolento.Nel giro di due ore le condizioni cambiano dieci volte. Questo significa che   devi essere tante ore sul ponte, a fare cambio di vele sotto l’acqua. Continui a farlo con determinazione, sperando che sia la volta buona. Così non è. Arriva un momento che bisogna fare il calcolo del bilancio energetico personale. Bisogna fermarsi e recuperare, asciugarsi, scaldarsi.
(…)
Ieri mattina ho messo insieme nuove energie per dedicarmi un minimo di tempo: spogliarmi, fare un minimo di igiene personale con le salviette umide e indossare abbigliamento asciutto, appena spacchettato dal sottovuoto. Una vera goduria, era un mesetto che si andava avanti così. (…)

(Poi succede che) non avevo chiuso bene il velcro sul collo dello Sprytop (giacca impermeabile leggera). Non c’era tanta acqua sul ponte in quel momento ad eccezione dell’onda che ci ha colpito di fianco. E’ saltata a bordo sommergendomi e infilandosi sino alle mutande,  infradiciando completamente tutto il cambio. Appena fatto. Questi sono quei momenti che sommati  a stanchezza, al disordine, ai vari problemi, ai 50 giorni di mare in solitario già trascorsi…

Quest’onda che ti ha infradiciato è una questione personale e non casuale, percepita come un ceffone a mano piena espressamente dedicato a te.  E il mare che lo ha dato perché ce l’ha con te. E tutti i problemi, anche i più piccoli, sembrano ingigantirsi in quel momento e tutt’intorno hai una percezione di ostilità, ogni cosa appare più difficile, se non impossibile. (…)
L’onda l’hai presa per coglionaggine tua, dovevi serrare il collo in neoprene e non l’hai fatto. Qua è vietato sbagliare, perché ogni cosa sbagliata si paga salata, anche nel vero senso della parola.  E lo sai bene. L’onda che è saltata in quel momento era una delle migliaia e se lo ha fatto per te personalmente è  per insegnarti qualcosa da non ripetere. Sentiti un privilegiato per la considerazione che ti dedica. Il tempo è così com’è, ma è a casa sua e ne ha tutto il diritto. Se decidi di navigare qua devi accettarlo.
(…)

Ci siamo asciugati, ricambiati, messo in ordine tutta la barca assieme alle idee. Si prosegue determinati e a testa bassa. Scrivere spesso è complicato, non solo per questioni pratiche, ma per la mente concentrata in ben altro.

 

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