Pichardo e il salto verso la libertà

Pubblicato il autore: Pasquale Quaglia Segui

Era in Germania ad allenarsi per i Mondiali di Londra quando ha fatto perdere misteriosamente le sue tracce. Pedro Pablo Pichardo, saltatore e medaglia d’argento ai Mondiali, ha abbandonato il suo ritiro di Stoccarda ed è fuggito. Con lui vi erano il suo allenatore Daniel Osorio, la campionessa mondiale di salto con l’asta Yarisley Silva e l’olimpionico Dayron Robles. Le motivazioni potrebbero essere varie, quella più plausibile sarebbe la fuga dall’isola cubana. Considerando già il suo forfait alle Olimpiadi di Rio per un infortunio al ginocchio, questa fuga potrebbe essere davvero un deficit per l’atletica cubana che rinuncerebbe così a un elemento valido della sua compagine anche per i Mondiali in Inghilterra.

Pichardo e la fuga di un campione
Pedro Pablo Pichardo, un atleta cubano, è nato a Santiago di Cuba. Il saltatore è specializzato nel salto triplo e in carriera può vantare due medaglie d’argento ai Mondiali di Mosca 2013 e Pechino 2015 e la medaglia d’oro ai Giochi panamericani di Toronto 2015. Nel suo palmares vi sono anche una medaglia d’oro ai Mondiali juniores di Barcellona 2015 e la medaglia di bronzo ai Mondiali indoor di Sopot 2014. Tra i pochi che riescono a saltare oltre i 18 metri, con 18,08 metri è il quarto saltatore nella graduatoria della sua categoria, valutando la distanza, dopo il britannico Jonathan Edwards e gli americani Christian Taylor e Kanny Harrison. Adesso invece il suo salto sembra fatto verso la libertà.

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Storie di sportivi scappati da Cuba
Non pensiamo che le fughe degli sportivi cubani siano legate a motivi politici, piuttosto a motivi professionali ed economici. Le leggi poi, regolatrici dell’emigrazione verso altri lidi sono piuttosto severe e se ultimamente c’è stato un allentamento nelle norme, prima decidere di lasciare l’isola era un’impresa ardua. Lo sport così rappresenta un modo per evadere. La vicenda di Pichardo infatti non è isolata nella storia dei disertori sportivi cubani. I primi disertori risalgono al 1966 e i motivi in quella occasione furono politici. Poi fu la volta dei ballerini del balletto nazionale cubano che, mentre svolgevano un tour internazionale, scapparono a Miami. La città americana fu la stessa destinazione anche per i tennisti Randy Blanco ed Ernesto Alfonso Perdono. Entrambi stavano disputando il Gruppo II di Coppa Davis a Porto Rico. La sconfitta contro Costa Rica gli ha fatto prendere una decisione che probabilmente già meditavano da molto tempo. Magari avrebbero voluto vincere per chiudere in bellezza con la sport cubano ma l’occasione era troppo ghiotta per farsela sfuggire. Così hanno preso l’aereo e sono fuggiti negli Stati Uniti d’America. In Italia invece c’è stato l’episodio della pallavolista Taismary Aguero. Impossibilitata nel ritornare al suo paese, la cubana dovette rinunciare alla possibilità di assistere al funerale della madre. Anche altri sport non sono stati esenti da diserzioni cubane, come la pallamano, anche se tra i fatti più singolari non possiamo tralasciare quello dei pugili Guillermo Rigondeaux ed Erislandy Lara. I pugili cubani, all’epoca considerati tra i migliori in attività, invece di ritornare al proprio villaggio olimpico preferirono darsi alla vita mondana brasiliana, prima di fare ritorno a Cuba in circostanze piuttosto strane. Entrambi addussero scuse e soprattutto versioni differenti. Le ipotesi legate al ritorno a Cuba furono varie. Fatto sta che lo sport cubano ha dovuto fare spesso i conti con i disertori. Evidentemente il Governo dovrebbe cominciare a modificare alcune norme in vigore.

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