Martin Fourcade nella storia del biathlon. Per Tony Estanguet “é il più grande di sempre”

Pubblicato il autore: Luca Santoro Segui


Quattro ori olimpici, dieci titoli mondiali, sei Coppe del Mondo generali e ben ventuno di specialità: è questo l’impressionante curriculum nel biathlon di Martin Fourcade, ormai di diritto tra i più grandi atleti di questa disciplina, giusto un gradino sotto la leggenda Ole Einar Bjørndalen.
La conquista dell’ultimo oro oggi, nella mass start di 15 km con una spaccata al fotofinish, in una lotta spalla a spalla con il tedesco Simon Schempp. Il francese si laurea con questo successo dominatore assoluto del biathlon mondiale, capace nei soli giochi di PyeongChang di trionfare e cadere nel giro di una settimana: ottavo nella prima gara dello sprint di 10 km, poi oro nei 12, 5 km inseguimento, quinto nella 20 km dove paga due errori al poligono e di nuovo oro nella 15 km partenza in linea (e manca ancora la prova a staffetta).
Una sinusoide di risultati che rende questo straordinario atleta più umano e lo allontana dall’immagine di freddo macchinario programmato per vincere: la forza di Fourcade è di essere uno sportivo di altissimo livello che non perde nulla della normalità e della sua umanità. Egli stesso, nella interviste post gara, ha dato l’aria di essere intimorito del suo ruolo di sportivo francese più titolato nella storia dei Giochi Olimpici, più di una leggenda come Jean-Claude Killy.

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L’incoronazione di Estanguet, ma Martin Fourcade si smarca: “Cerco di fare del mio meglio, non la storia”

Questo punto di vista è stato avanzato anche da un suo connazionale che di trionfi se ne intende, l’ex campionissimo di canoa Tony Estanguet, il cui palmares si fregia di 11 titoli mondiali e tre medaglie d’oro olimpiche, di cui due in altrettante edizioni consecutive. Ai microfoni dell’Equipe Estanguet, presente in Sud Corea per seguire le gare tra cui la 15 km di biathlon di oggi, ha sottolineato proprio la forza di Fourcade nel cadere e rialzarsi: “Ciò che mi impressiona è la sua capacità di rimettersi subito in piedi, in brevissimo tempo, appena smaltita una delusione o fugato ogni dubbio sulla prestazione. A me – ammette l’ex canoista – mi ci volevano molte settimane prima di ritrovare la giusta fiducia. Lui invece resetta tutto nel giro di due giorni: è impressionante“.

Estanguet è felicissimo dei risultati di Fourcade, perché un francese quattro volte campione olimpico era “qualcosa che attendevamo da tempo“. Ma il motivo per cui secondo lui il biatleta è speciale non risiede soltanto negli straordinari risultati in carriera ma, come dicevamo prima, per la sua carica umana: “Tutti lo amano perché è un campione esemplare, curioso, con una mente aperta e senza peli sulla lingua. Ha tutto ciò a cui dobbiamo aspirare, essere costanti come lui“.
E l’ex canoista non ha dubbi quando gli chiedono se Fourcade si piazzi nella storia dello sport transalpino: “Senza dubbio, e pure in cima, perché è il francese più titolato a livello individuale. E’ il grande campione di un grande Paese come il nostro – gongola con la tradizionale grandeur transalpina – e lui può spingersi ancora più in là, forse anche a Pechino 2022“. E conclude la sua disamina insistendo sulla tenacia di Fourcade: “E’ dura ripetere un exploit dopo pochi giorni, non sarà facile. Ma è impressionante come riesca ad assimilare un titolo e poi ripartire“.
Ma Martin Fourcade davanti a queste parole ringrazia e continua a volare basso, affermando di “non voler scrivere la storia” e di non aver combattuto per farla, ma semplicemente di voler fare bene nel suo sport: che siano parole di circostanza o meno, impressionano dette da un atleta che forse non ha ancora realizzato su quale vetta sportiva sia riuscito a giungere, non solo nella sua specialità.
Tanto è vero che ammette di non sapere se riuscirà a mantenersi su questi livelli nei prossimi quattro anni, in vista del prossimo appuntamento olimpico quando avrà 34 anni (e l’adolescenza della figlia da affrontare nel frattempo, rivela tra il serio e faceto). Intanto, la storia dello sport – non solo biathlon, non solo francese – ormai lo ha accolto tra i più grandi. Il futuro ora può aspettare.

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