Verso UFC 223: Tony Ferguson e il sogno di affrontare Georges St-Pierre. Maverick Chiesa dice la sua su McGregor

Pubblicato il autore: Luca Santoro Segui


UFC 223
si avvicina: il prossimo 7 aprile a Brooklyn la gabbia si aprirà per ospitare una card ricca di match attesissimi, primo dei quali il main event che vedrà contrapposti Tony Ferguson (23-3) e il russo Khabib Nurmagomedov (25-0) , con in palio la cintura di campione dei pesi leggeri detenuta ad interim da El Cucuy (e che verrà probabilmente sottratta a titolo definitivo a Conor McGregor, da più di un anno fermo).
A proposito del fighter irlandese, sarà il suo stop che si protrae da novembre del 2016, quando sconfisse Eddie Alvarez, sarà la sua infinita melina “mi si nota di più se torno nella gabbia UFC o se non torno?”, sta di fatto che sempre più colleghi prendono le distanze dall’atteggiamento di McGregor.
Al di là del presidente dell’Ultimate Dana White, la cui pazienza ormai si è esaurita, recentemente anche il campione dei pesi piuma della massima promotion americana Max Holloway ha stigmatizzato il comportamento di Notorious, suggerendogli di comportarsi da campione e lottare per la cintura. Cintura che, tornando a UFC 223, come abbiamo detto probabilmente andrà a titolo definitivo a Ferguson o a Nurmagomedov la prossima settimana, ma nel frattempo anche il fighter di Oxnard ha sminuito la caratura di McGregor.
Ferguson infatti non avverte la pressione dell’irlandese che potrebbe un giorno, chissà, reclamare la cintura, ma guarda molto più avanti ad un match che rappresenta un sogno per lui di sicuro, e senz’altro anche per molti appassionati.

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Dopo UFC 223: chi sarà il prossimo sfidante per il titolo dei leggeri? Ferguson intanto sogna St-Pierre

Se Ferguson battesse Nurmagomedov, allora potrebbe esserci un naturale esito verso la rivincita di McGregor contro El Cucuy per riprendersi la cintura. Ma quest’ultimo, pur riconoscendo i meriti dell’irlandese che ha influenzato generazioni di lottatori, lo gela ai microfoni della stampa a Los Angeles con un “Conor chi?“: il motivo di questo sprezzo è dovuto, spiega Ferguson, al fatto che Notorious ha sì fatto tanto nella sua carriera, ma ora può ritenersi appagato con vagonate di milioni nel suo conto in banca, un figlio da crescere e nessun motivo per tornare “a sanguinare” nell’ottagono.
Ferguson, come abbiamo detto, guarda avanti e mira molto più in alto, verso il campione indiscusso e nove volte consecutivamente cintura dei pesi welter Georges St-Pierre, il più grande fighter della sua categoria tornato recentemente in UFC (anche se tormentato da problemi di salute). GSP ha sconfitto infatti a novembre, per sottomissione al terzo round, Michael Bisping nel match valido per il titolo dei pesi medi, dopo una assenza dagli ottagoni di ben quattro anni.
El Cucuy sarebbe pronto a salire di peso, verso le 170 libbre (categoria che gli apparteneva agli inizi di carriera, in cui vinse anche il titolo Ultimate Fighter 13, mentre nel 2011 passa ai leggeri) pur di affrontare il fortissimo canadese: “E’ ciò per cui io sono entrato in questo sport, sin dall’inizio” ammette, così come riconosce che un match del genere assumerebbe senz’altro i contorni del money fight. “Tutti abbiamo dei debiti, conti da saldare, tasse da pagare“, continua, “però GSP è un atleta […] quando la tua occupazione è fare degli incontri solo per i soldi, la cintura di campione inizia a perdere il suo smalto“.
In ogni caso St-Pierre ha espresso recentemente il desiderio di combattere ancora, magari scendendo di categoria verso i pesi leggeri: se la montagna non va da Maometto, Maometto andrà alla montagna e ci sarebbero tutte le prerogative per un match-up da sogno con Ferguson.

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Ma UFC 223 non sarà solo Ferguson vs Nurmagomedov: la card prevede altri match di livello come tra gli altri le altre sfide dei leggeri tra Raging Al Iaquinta (13-3-1) contro Paul Felder (15-3) e Michael Maverick Chiesa (14-3) vs Anthony Showtime Pettis (20-7).
A proposito del fighter di origine italiana, anche lui si è espresso nei riguardi di Conor McGregor, in particolare dopo una domanda che verteva sulla possibilità che l’irlandese diventi il first shot, il primo da battere per il vincitore del titolo dei leggeri dopo UFC 223.
Chiesa da una parte ritiene sì che McGregor meriti la priorità per reclamare un incontro per riavere la cintura (qualora gli venisse tolta), ma ammette che gli seccherebbe alquanto se non sarà invece lui medesimo ad avere la chance per strappare il titolo appartenente ad uno tra Ferguson o Nurmagomedov: “Non sono qui per diventare il migliore dei secondi, ma per essere un campione“, ha sentenziato.

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