Mondiali di nuoto in Sud Corea: 2 ori da Paltrinieri, il pesce vela del nuoto mondiale e dalla Pellegrini che entra nella storia

Pubblicato il autore: Fabio Faiola Segui


Ore 13:00  del 24 luglio 2019: gli Italiani che hanno potuto assistere alle gesta di questi 2 atleti epici ed irripetibili hanno forse gustato il loro pranzo più prelibato di sempre con due medaglie d’oro nel giro di una ventina di minuti. Gli occhi erano tutti puntati sulla prima finale degli 800mt. sl, dove Detti difendeva il titolo del 2017 di Budapest e Paltrinieri, forte del miglior tempo in batteria, cercava quanto meno di confermare il bronzo di 2 anni fa e testare la sua tenuta in vasca olimpica dopo la felice intuizione di cimentarsi nelle gare di fondo.
La gara è stata spettacolare almeno da parte di Greg, che dopo una prima parte in compagnia degli altri atleti, sferrava intorno ai 300mt un cambio di ritmo impressionante, tipico di chi sa perfettamente quali possano essere le proprie energie e forze per arrivare fino alla fine al comando.
Il carpigiano ha tenuto la testa della prova fino in fondo calando solo negli ultimi 100m, ma il suo vantaggio era tale che gli ha permesso di gestire e contenere al meglio il rientro del norvegese Christiansen (7min.41sec.28mil.) e del francese Aubry (7min.42sec.08mil.).Paltrinieri non solo ha distrutto i suoi avversari ma addirittura ha centrato il record europeo con 7min39sec.27mil., e inoltre ha dimostrato anche ai più dubbiosi che le gare in acque libere di fondo non solo migliorano la resistenza ma anche la velocità e la sicurezza in vasca corta ed olimpica. Adesso aspettiamo il drago (cosi si auto definisce) nella gara a lui più congeniale dei 1500m, dove non potrà fare altro che sfrecciare come un pesce vela (il pesce più veloce al mondo) per portare a casa un’altra medaglia. Amaro in bocca invece per l’altro azzurro in gara Detti che si è dovuto accontentare di un quinto posto insapore con 7min43sec.98mil. Dopo 250mt. di gara Paltrinieri ha preso di colpo il controllo della stessa, fino ad allora saldamente mantenuto da Detti, che a fine gara ha rilasciato le sue prime impressioni asserendo per questa sconfitta sono da incolpare le troppe gare ravvicinate di questi giorni che lo hanno svuotato di molte energie psico-fisiche. Inoltre ha aggiunto che sicuramente in futuro non ripeterà più l’errore di sovraccaricarsi (a Budapest 2017 vinse l’oro in 7min40sec.77mil. che gli valse anche il record europeo fino a ieri).
L’altro oro epico e storico è stato vinto da un’atleta che ormai con il poker di ieri è diventata la prima donna a vincere in 4 mondiali, cosa mai riuscita a nessuno prima, nemmeno agli uomini. Federica Pellegrini non ha bisogno più di presentazioni o aggettivi per essere definita, perché lei è il nuoto del passato,del presente e soprattutto lo sarà del futuro, in quanto le sue gesta difficilmente saranno raggiungibili.
La gara è stata molto combattuta ed incerta fino ai 150m, ma la veneta nell’ultima vasca da 50m ha sferrato una progressione decisiva e potente che non ha lasciato scampo alle avversarie, le quali questa volta si sono dovute accontentare delle altre medaglie con l’australiana Titmus, che ha chiuso seconda in 1min.54sec.66mil. e la svedese Sjoestrom (colta da malore a fine gara) terza in 1min.54sec.78mil.
La scultorea atleta azzurra con il suo 1min.54sec.22mil. non solo ha ottenuto il terzo miglior tempo di sempre avvicinandosi al suo record mondiale del 2009 (ancora intatto) di 1min.52sec.98mil., ma ha dato una bella lezione  a chi nel 2018 la dava sulla via del tramonto, ribadendo il concetto che i grandi eventi vanno preparati con cura e meticolosità anche al costo di lasciare un anno alle avversarie di sempre, ma ne vale la pena visti i risultati.
La Pellegrini a fine gara ha dichiarato che il coraggio o meglio la consapevolezza di fare al meglio questi mondiali l’ha avuto durante la ottima prova nel trofeo Settecolli, dove insieme al suo staff hanno preso la decisione di gareggiare in Corea del Sud.
Le lacrime di gioia di Federica ci hanno mostrato il lato umano (molto bello) di un’ atleta che ormai sul finale di carriera vuole lasciare un segno indelebile anche nelle prossime olimpiadi di Tokyo 2020, dove cercherà l’ennesima vittoria di una lunga e sfavillante vita sportiva vissuta sempre a mille. Adesso continuerà a dare il suo contributo anche nelle staffette in cui è impegnata nei prossimi giorni, rinunciando forse sì o forse no ai 100m sl che le sono poco congeniali in modo da potersi riposare e ricaricare per le finali a squadre.
La Federazione Italiana del nuoto è la dimostrazione che se si investe con sapienza e competenza nello sport andando incontro anche agli atleti che studiano con compensi adeguati, borse di studio e contributi si possono ottenere grandi risultati anche a livello mondiale e per ora i 3 ori conquistati, compreso quello della Quadarella nei 1500m, più i 4 argenti e i 4 bronzi ci lasciano ben sperare per i prossimi giorni di gare, dove potremmo battere il record di medaglie vinte e quindi forza azzurri regalateci altre emozioni!

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