A Tortu e a ragione Filippo ci regala un 7mo posto dopo 32anni.Bronzo della Giorgi nella marcia femminile.

Pubblicato il autore: Fabio Faiola Segui

32 sono gli anni in cui gli italiani non vedevano un atleta azzurro nella finale regina dell’ atletica leggera sui 100mt piani( Pierfrancesco Pavoni fu l’ultimo), e 10e07 sono i secondi con cui Filippo Tortu ci ha regalato la gioia di tifare per un nostro portacolori ,e seppur siano valsi il settimo e penultimo posto, per noi tifosi e per tutto il suo staff, rappresentano una gioia immensa ed indescrivibile da dire a parole, in quanto questo risultato è maturato dopo un’ infortunio che gli ha precluso la possibilità  di un crono migliore , ma nonostante tutto lo sprinter lombardo-sardo ha stretto i denti e mattone dopo mattone ha costruito questo tempo insperato fino a poche settimane fa.

I dubbi sul buon esito di questi mondiali li abbiamo avuti durante la prima batteria dei quarti di venerdì, dove Filippo con una prova poco convincente sia per tecnica di corsa che di forza riusciva a strappare la qualificazione in extremis con un poco rassicurante 10e 20, mentre l’altro azzurro Jacobs con il suo 10e07 e quasi 40 giorni di stop ci lasciava fiduciosi per le semifinali .

Come spesso accade più la posta in palio  é alta e più  subentrano tensioni e pressioni in molti atleti ,e Tortu è  un dominatore di tali situazioni, mentre Marcell le ha subite purtroppo , tanto da sovvertire il pronostico e permettere al superjet Filippo di ottenere un ottimo 10e11 che gli garantiva l’accesso alla finale sognata da quando era bambino, mentre il 10e20 di concorde -Jacobs lo eliminava dai magnifici 8, che avrebbe potuto raggiungere se fosse sceso di soli otto decimi di secondo (bastava un 10 e 12), ma purtroppo non é riuscito a stare tranquillo nella sua batteria e con grandissimo rammarico dovrà rinviare le sue sacrosante ambizioni.

Una volta in finale Tortu si è dovuto difendere con tutta la sua generosità e volontà  di ferro, per tenere testa o quantomeno non sfigurare contro i mostri sacri della velocità .
Come da pronostico l’americano Coleman vince l’oro con 9e76 precedendo l’evergreen Justin Gatlin che a 37anni suonati si porta a casa l’argento con 9e89 superando di appena un decimo di secondo il Canadese De Grasse terzo in 9e90.
Al quarto posto
il SudAfricano Simbine in 9e93, quinto il Giamaicano Blake (che tanto spavento’ Bolt in passato ) con 9e97.

Sesto e primo dell’unione europea l’inglese Hughes in 10e03, seguito dal nostro Tortu che chiude con 10e07 le sue fatiche individuali mondiali,termina la classifica l’ottavo posto dell’altro canadese Brown in 10e08.

Filippo a fine gara sembrava non volesse lasciare la pista , e noi con lui, per godersi ogni momento della sua felicità,  e vedere tutta la sua famiglia e il suo staff  festeggiarlo a bordo campo é stata forse l’immagine più  bella che lo sport possa mai lanciare ai giovani.
Ormai è solo questione di tempo,  perché   il nostro velocista con più esperienza ed allenamenti nelle gambe non potrà fare altro che scendere nei tempi ,e potenziando la sua muscolatura e migliorando la tecnica di corsa (come già  sta facendo ),un 9e80 non sarà una chimera o un miraggio ma un traguardo da raggiungere nei prossimi 2anni.
Adesso

aspetteremo con grandi aspettative la staffetta della 4×100 dove faremo leva sulla voglia di riscatto di Jacobs e sull’entusiasmo di Tortu, atleta allenato da papà Salvino ,che con tanti sacrifici ed abnegazione ci stanno regalando emozioni indelebili nelle nostre memorie.

Notizia dell’ultima ora la Giorgi conquista il bronzo nella marcia sui 50km (4ore 29min. 13sec.), cedendo il passo solo alle cinesi Rui Liang(4ore 23min. 25sec.) e Maocuo Li(4ore 26min. 40sec.) , sfidando il caldo torrido e l’umidità spaventosa e rischiosa per la salute delle stesse atlete , ha compiuto un’ impresa epica alla Dorando Petri, per cui le vanno fatti i nostri più sinceri complimenti.

Ritirate purtroppo le altre azzurre Becchetti e Colombi.
Anche nella 50km maschile vinta dal giapponese Suzuki(4ore 04min. 20sec.)ci sono stati molti ritiri per il clima tropicale,tra tutti citiamo quello al 15mo km del francese Diniz campione mondiale uscente; secondo al traguardo l’encomiabile 43enne portoghese Vieira (4ore 04min. 59.sec.)e terzo il canadese Dunfee(4ore 05min.02sec.).
Gli azzurri in gara erano Caporaso (era decimo) ritiratosi
a 15km dall’arrivo e Antonelli giunto 16mo in 4ore 22min.20sec.

Si spera che in futuro il dio denaro non prenda il sopravvento sulla salute degli atleti perché vedere gli strazianti ritiri sia della maratona che della marcia (ringraziamo il cielo che nessuno ci abbia lasciato la vita) è  stata la cosa più triste ed ingiusta che i partecipanti abbiano mai subito nella loro carriera fatta di ore ed ore di allenamenti per coronare un’ obbiettivo che preparavano da anni con grossi dispendi di energie fisiche e mentali.
Chi decide abbia almeno il buonsenso o sensibilità di capire che i petroldollari non varranno mai nemmeno un solo capello di un’ atleta .

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