Julio Velasco : uomo di vita e di sport

Pubblicato il autore: Fabio Faiola Segui

Julio Velasco, l’ attuale direttore tecnico  del settore giovanile della FIPAV, dopo aver vinto ogni tipo di titolo sia a livello di club  che di nazionale, a cui è mancato  solo  sfatare  il tabù  di vincere l’oro alle Olimpiadi ma mai dire mai,
continua ad avere sempre nuove idee e stimoli e a reinventarsi.
Di questa qualità riconosciutagli ne beneficeranno sicuramente le  generazioni che avranno a che fare con lui durante questo suo nuovo incarico.
Si deve anche allo stesso l’intuizione della creazione del Club Italia femminile,che gettò le basi per quella nazionale che vinse I mondiali del 2002 in Germania.

l’intervista di RAI Sport”

In una  breve intervista  rilasciata all’emittente RAI Sport dalla sua casa sulle colline di Bologna, parla a 360 gradi del periodo difficile che il mondo sta vivendo a causa del nuovo coronavirus.
Non  poteva cominciare  che citando il calcio,  suo primo amore sportivo, in quanto fu tesserato fino ai 15 anni, che secondo lui, a patto che sussistano le condizioni di sicurezza, con il benestare del governo, rappresenta uno svago per chi è  costretto a stare sempre in casa per via del covid 19.

Ricordiamo per chi non lo sapesse ancora che Velasco ha avuto anche esperienze dirigenziali nel pallone, prima nella Lazio di Cragnotti e poi per un breve periodo  nell ‘Inter di Massimo Moratti.

Aggiunge che la ripartenza del calcio non significa il riavvio in automatico, come tutti credono, degli altri sport, perché ogni disciplina sportiva è  un mondo a se stante con una propria storia.

“Ipotesi ripresa a porte chiuse”

Tornando a parlare del tema centrale su  una ripresa delle partite di pallavolo a porte chiuse,  contrariamente a molte opinioni, il direttore tecnico italo-argentino sarebbe favorevole purché  si giochi, perché  è  sempre meglio muoversi che stare fermi, e deve avvenire ovviamente con l’assenso  del comitato tecnico scientifico, ma a una condizione, che le riprese televisive siano di alto livello e definizione.

Poi fa  un breve accenno ironico sulla improbabile pericolosità  del volley, che fino a poco tempo fa era considerato( in seguito ad una ricerca universitaria)  lo sport più  rischioso a causa della pandemia da coronavirus, cosa ampiamente smentita.

“La generazione dei fenomeni di Velasco”

 

Velasco racconta di come si sente un affettuoso papà  di famiglia verso i campioni da lui allenati , ed è  felice di saperli  realizzati anche dopo la carriera agonistica e che alcuni di essi hanno cambiato professione con successo, sempre in ambito sportivo, come Lucchetta che fa il commentatore, Zorzi  che è  diventato un ottimo giornalista e anche se non ha il tempo di citarli tutti, per esempio potremmo aggiungere i nomi di  Bernardi, Anastasi e Giani  diventati allenatori straordinari.

Alla domanda su chi sono state le persone più  importanti della sua vita sportiva, menziona il suo primo allenatore nonché  tutti i collaboratori  che nel bene e nel male lo hanno accompagnato durante tutta la  carriera e lascia intuire  che anche se è  stato a contatto con storie molto drammatiche durante la dittatura argentina, nella seconda parte della sua vita le cose positive hanno superato ampiamente quelle negative  e che lui si sente una persona privilegiata e fortunata.

Al quesito  se questa pandemia cambierà  le persone, una volta tornati alla normalità,  risponde che non crede questa ipotesi possibile ma che allo stesso tempo riconosce che la gente ha dimostrato, in queste circostanze difficilissime, una solidarietà  fuori dal comune.

Da ultimo Julio Velasco palesa ancora una volta la sua originalità  sul non utilizzo dei social, che continua ad evitare per non lasciarsi intossicare, e chi gli da torto, perché  non riesce bene ad identificarsi in questo nuovo e particolare  modo di comunicare.

Peccato,  perche’ noi tifosi lo vorremmo sempre presente sulle varie piattaforme, visto che uomini della sua levatura ne sono rimasti ben pochi in giro, e potrebbero essere una guida per chi cerca spessore e profondità piuttosto che superficialità  e approssimazione,  che pullulano spesso su questi canali virtuali.

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