Alex Zanardi, condizioni stabili ma gravi. L’Italia intera è in ansia per lui

Pubblicato il autore: Silvia Zanchi Segui


Restano gravi (soprattutto dal punto di vista neurologico) ma stabili (la situazione cardio respiratoria), le condizioni di Alex Zanardi. I carabinieri di Siena stanno indagando per capire le modalità ed i fatti che hanno portato all’incidente di Pienza (sulla strada statale 146) interrogando testimoni ed organizzatori della gara “Obiettivo 3”. Pare che nemmeno il sindaco del paese avesse autorizzato la staffetta. Motivo? Non gli era stata comunicata. Era ufficiale un saluto istituzionale ai giardini Dante Alighieri ma nulla di più. L’unico indagato per ora, per prassi di legge, è Marco l’autista del tir che  travolto Alex Zanardi e la sua handbike. Ha quarantaquattro anni e fa questo lavoro da ventiquattro, era alla guida del camion – di proprietà del padre – sia lucido che pulito, ergo nessuna traccia né di alcolici né di sostanze stupefacenti nel suo organismo, risiede in provincia di Siena ed ha dichiarato di essersi trovato Zanardi improvvisamente davanti all’uscita della curva. Ha così deciso di sterzare bruscamente, questo potrebbe aver salvato la vita al pilota ma non è bastato. Viaggiava a bassa velocità anche per via del grande carico di cereali che trasportava. Alla stampa ha dichiarato di essere sconvolto dall’accaduto e distrutto dal dolore. Speriamo che Alex Zanardi superi anche questo tragico evento.

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Per risvegliarlo dal coma farmacologico indotto si valuterà nei prossimi giorni, per ora sembrano altamente probabili i danni alla vista. Il neurochirurgo che l’ha operato, Giuseppe Oliveri, ha spiegato di come il danno alla corteccia cerebrale sia meno esteso rispetto a quello di Schumacher. È ricoverato al policlinico Santa Maria alle Scotte di Siena.

Chi è Alex Zanardi

Alessandro Zanardi nasce a Bologna il 23 ottobre 1966, cresce a Castel Maggiore, è un pilota automobilistico, paraciclista, presentatore Rai e scrittore. Dalle sue parti lo ricordano sempre con affetto, come una persona generosa ed affabile, gentile con tutti. Cresce con i miti di Ayrton Senna da Silva, Alain Marie Pascal Prost ed il suo preferito: Gilles Joseph Henri Villeneuve. Inizia con il Kart regalatogli dal padre a quattordici anni, prosegue poi nelle formule minori, si fa notare nella 3000 dove correva per la scuderia “Barone Rampante”, team creato nel 1957 da Giuseppe Cipriani, fino ad approdare alla tanto sognata Formula 1 con la Jordan dove prese il posto di Michael Schumacher. La prima corsa in F1 fu a Barcellona, la terzultima del campionato mondiale del 1991. Diviene ben presto terza guida Benetton e poi Lotus (dove nel 1994 lavorerà come collaudatore e poi il team gli preferirà Pedro Lamy). Sarà il successo nel 1996 dopo gli Stati Uniti a farlo conoscere ai più, e così firma nel 1999 per la Williams ma sia per il punteggio basso che per il fatto di non trovarsi bene con le loro monoposto decide di comune accordo di annullare il contratto triennale. Al suo posto ci sarà Jenson Button.

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Si allontana così dal mondo automobilistico per un anno fino al triste ritorno in America con la Formula Cart nel 2000. Vanta il titolo di Miglior Pilota Debuttante del 1996, di campione Kart del 1997 e 1998, quello di Superturismo del 2005.

Nel paraciclismo ha vinto 4 medaglie d’oro a “Londra 2012” ed a “Rio 2016”, 8 volte l’oro per i mondiali su strada. Innumerevoli le altre medaglie che lo hanno portato sul podio.
La sua vita cambiò definitivamente con l’incidente automobilistico del 15 settembre 2001 a Lausitzring  (Germania) dove perse entrambi gli arti inferiori a bordo della sua Honda. Uscendo dai box fu investito dal Alex Tagliani; quella sosta maledetta, venne reso noto in un secondo momento, non avrebbe nemmeno dovuto farla visto che mancavano pochi giri alla fine della corsa ma venne chiamato a rientrare per far rifornimento. Forse un attimo di distrazione, il nervosismo per il prezioso tempo perso inutilmente e l’alta velocità di un circuito dove si raggiungevano anche i 400 km orari. È stato un attimo.
Da quel momento, da pilota di Formula 1 (dove gareggiava dal 1991) è diventato un simbolo dello sport e di tenacia in  tutto il mondo.

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Riguardo la sua vita privata è felicemente sposato dal 1996 con Daniela, conosciuta in quello che si potrebbe definire come uno dei periodi più fortunati della sua vita, all’inizio degli anni novanta. Ha un figlio di 22 anni, Niccolò. Il ragazzo ha espresso su Instagram la sua vicinanza ed il suo affetto per il padre.

In un’intervista a David Letterman del 2008, citata anche da “Il Post.it”, disse, riferendosi con un sorriso a quel maledetto incidente, di aver avuto in dote un inguaribile ottimismo. Ed è proprio quello a cui si stanno aggrappando milioni di italiani, con il fiato sospeso da alcuni giorni, che sperano avvenga una sua totale guarigione quanto prima.

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