Il Super Rugby Aotearoa si disputerà a porte aperte

Pubblicato il autore: Albyreds Segui

General view of the Goal at Wembley


Il Super Rugby Aotearoa, l’inedita versione neozelandese del massimo campionato dell’emisfero sud iniziato il 31 gennaio e definitivamente sospeso il 15 marzo a causa della pandemia, vedrà all’opera nella terra dei Māori nelle dieci giornate previste dal 13 giugno al 16 agosto soltanto franchigie locali (Blues, Chiefs, Crusaders, Highlanders e Hurricanes) ma, come sostiene Mark Robinson, non potrà che essere un evento “unico e speciale”: “Siamo incredibilmente orgogliosi – dichiara il CEO di New Zealand Rugby – di essere la prima competizione sportiva pro al mondo ad essere in grado di far giocare di nuovo i propri team davanti ai loro fan”.
A rendere possibile la partecipazione del pubblico ad un torneo inizialmente programmato per essere disputato a porte chiuse è stato l’annuncio del governo neozelandese del passaggio del Paese al livello d’allerta più basso del suo sistema d’allarme relativo all’emergenza sanitaria. Come conseguenza nella Nuova Zelanda che negli ultimi 17 giorni non ha fatto registrare nuovi casi di positività tutte le restrizioni all’interno dei confini nazionali sono revocate, mentre le frontiere resteranno chiuse.

Ad accrescere l’interesse verso il Super Rugby Aotearoa sarà anche la sperimentazione di un paio di modifiche al regolamento. La prima mira a ridurre il numero dei pareggi. In caso di parità si disputerà un tempo supplementare della durata di dieci minuti. La prima squadra che andrà segno (golden-point) si aggiudicherà l’intera posta. In caso d’assenza di marcature il pareggio sarebbe confermato. La seconda intende invece limitare l’impatto delle espulsioni sugli esiti dei confronti. Un giocatore punito con un cartellino rosso dovrà in via definitiva abbandonare la contesa ma il capo allenatore della sua squadra potrà, dopo venti minuti, sostituirlo con un elemento della panchina.

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