Olimpiadi, il Governo approva il dl: ma non è finita..

Pubblicato il autore: Giacomo Morandin Segui


Il Consiglio Dei Ministri riunitosi questa mattina alle ore 9.00, ha approvato il decreto legge sull’autonomia del CONI.

Dopo la clamorosa notizia lanciata ieri da “Repubblica“, secondo la quale il CIO avrebbe escluso l’Italia dalle Olimpiadi proprio per la riforma voluta dal Governo Lega-M5S, nella persona di Giancarlo Giorgetti, e gli appelli del Comitato Olimpico rimasti inascoltati dallo Stato, Giuseppe Conte stamane avrebbe accelerato sulla questione.

Olimpiadi: cosa succede ora per l’Italia

Il dl è stato approvato, ma non è finitac la questione: se inno e bandiera italiana alle Olimpiadi sembrano momentaneamente salvi, grazie al ritorno all’autonomia del CONI, il CIO si riunirà proprio domani per discutere dell’esclusione dell’Italia dai Giochi.
Il Parlameno ovviamente ha l’ultima parola, visto che dovrà convertire il decreto in legge.
La riforma, rimasta tra le sabbie mobili della burocrazia italiana dal 2019, riguardava l’autonomia del CONI che inizialmente era stata affidata alla “Sport e Salute Spa”: PD ed IV chiedevano che fosse restituita l’autonomia mentre il M5S pretendeva l’incompatibilità per il presidente Giovanni Malagò tra il terzo mandato come capo del CONI e la presidenza dei Giochi di Milano-Cortina 2026.

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Il Comitato Olimpico si riunirà domani con all’ordine del giorno la bozza del provvedimento di sospensione del CONI e dell’Italia da 205 pagine: Thomas Bach ha ben accolto la decisione mattutina del Governo Conte, ma ancora la questione non è chiusa del tutto e l’Italia rischia comunque pesanti sanzioni.

Il Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, ha commentato così il risultato: “Il CDM ha approvato il decreto contenente le norme che sanciscono l’autonomia del CONI. Attendiamo ovviamente il Parlamento per la conversione in legge. Per la lunga e gloriosa storia sportiva e democratica del Paese era improbabile la sanzione dell’Italia, la decisione di oggi fuga ogni dubbio”.

Una sanzione come la cancellazione di inno e bandiera ai Giochi, finora il CIO l’ha assegnata alla Bielorussia di Lukashenko e alla Russia di Putin dopo lo scandalo doping: l’Italia sarebbe eventualmente il terzo stato a ricevere questa “etichetta”, una fuguraccia che sarebbe costata (potrebbe costare?) davvero tanto agli occhi del mondo.

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