Giamaica, Nesta Carter è l’atleta positivo

Pubblicato il autore: Fabio Roveda Segui

Nesta Carter

E’ il velocista giamaicano Nesta Carter l’atleta trovato positivo alla dimetilamilammina (DMAA) dopo le nuove analisi svolte sulle provette degli atleti di Pechino 2008. La notizia, svelata in anteprima dal ‘Jamaica Gleaner’, assume una portata rilevante in quanto, se confermata, costerebbe all’isola caraibica e a Usain Bolt la medaglia d’oro nella 4×100 conquistata per l’appunto con Carter in batteria (gli altri due atleti erano Michael Frater e Asafa Powell) con il tempo di 37”10. La medaglia più preziosa passerebbe in tal caso a Trinidad & Tobago, giunto secondo con il tempo di 38”06 grazie al quartetto composto da Keston Bledman, Marc Burns, Emmanuel Callender e Richard Thompson, mentre in terza piazza passerebbe il Giappone di Naoki Tsukahara, Shingo Suetsugu, Shinji Takahira e Nobuharu Asahara (38”15). Sul gradino più basso invece il Brasile di Vicente Lima, Sandro Viana, Bruno de Barros e Jose Carlos Moreira con il tempo di 38”24.

Nonostante la notizia fosse già fuoriuscita da giorni, non era ancora noto il nome dell’atleta giamaicano incriminato, sebbene fin da subito fosse arrivata la precisazione che non si trattasse del pluricampione olimpico Usain Bolt. La notizia però tranquillizza solo in parte l’uomo più veloce del mondo, che vedrebbe comunque cancellato uno dei tre ori della rassegna iridata cinese, ma non il record mondiale della 4×100, superato in seguito in altre due circostanze dal quartetto Carter-Frater-Blake-Bolt ai Mondiali 2011 in Corea del Sud (37”04) e poi alle Olimpiadi di Londra dell’anno successivo (36”84, record che resiste tutt’ora).

In quanto a Carter, attualmente fermo per un infortunio al piede, rischierebbe fino a 18 mesi di squalifica se le controanalisi confermeranno il doping, oltre alla perdita della medaglia d’oro per la relativa staffetta 4×100 di Pechino. Per il momento, l’atleta, il suo agente (Adrian Laidlaw) e la Federazione Olimpica Giamaicana si sono rifiutati di commentare la notizia. Dei 32 atleti risultati positivi dopo i nuovi controlli quello di Nesta Carter resta comunque uno dei nomi più illustri, con tre successi ai Campionati del Mondo (Daegu 2011, Mosca 2013, Pechino 2015), un secondo posto (Osaka 2007), vincitore di due medaglie d’oro olimpiche (Pechino 2008 e Londra 2012), tutte maturate nella 4×100, cui va aggiunto un terzo posto a Mosca 2013 nei 100 metri piani.

Ma cos’è esattamente la DMAA? Si tratta di una sostanza molto simile all’anfetamina, che prima di essere inserita tra le sostanze dopanti dalla FDA e dalla WADA era utilizzata negli integratori alimentari e nei prodotti destinati a bruciare i grassi, la cui presenza era stata falsamente giustificata come derivata dal geranio. Agendo sul sistemo nervoso centrale, provoca un senso di euforia, aumentando la resistenza fisica dell’atleta e diminuendo al tempo stesso l’appetito. Di contro, il suo impiego può causare aumento della pressione, insufficienza respiratoria, tachicardia e nel peggiore dei casi infarti. Ed è proprio sulla sua presenza negli integratori alimentari che si giocherà una probabile battaglia legale tra le parti, in quanto la sostanza è soggetta a contaminazioni e la difesa dell’atleta cercherebbe così di giustificare la sua presenza nelle urine. Battaglia per la quale andrà comunque aspettato prima l’esito delle contronalisi, nel caso (praticamente certo) che il 30enne di Manchester le richieda.

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