Gimbo Tamberi chiude ai social: “Il sostegno dei tifosi va meritato”

Pubblicato il autore: Christian Vannozzi Segui


“Per un po’mi assenterò dai social”, questa la frase shock rilasciata sabato sera da Gimbo Tamberi, un atleta che ha sempre condiviso tutto con i suoi followers in rete ma che ha deciso di chiudere, almeno per un periodo, il suo mondo virtuale e quindi la linea diretta con i suoi tifosi:

“Finché non mi sentirò di nuovo all’altezza di questa pagina e di essere sostenuto da così tante persone (l’atleta può contare, solo su Instagram, più di 115.000, ndr). Non fraintendetemi: non ho bisogno di sostegno, assolutamente no, me ne date davvero un’infinità. Ora ho bisogno solo di tornare a saltare alto e di tornare a vincere. Statemi bene, amici miei. Ci vediamo/sentiamo quando le cose andranno meglio”.

Messaggio ribadito dal campione europeo anche domenica:

“Troverò il modo di uscirne, costi quel che costi. In questo momento voglio solo una cosa e ho la testa solo per quella. Ho semplicemente fatto chiarezza con me stesso e ora sono solo ed esclusivamente concentrato su questo obiettivo. Non è un arrendersi, affatto. Mi arrenderei se fossi felice e spensierato. Sono all’opposto, sono incazzato, determinato e concentrato. La situazione che si è presentata è stata quella che gli allenamenti dell’ultimo mese stavano mettendo in luce, ovvero ho molte mancanze a livello tecnico che non mi consentono di sfruttare la buona condizione fisica”.

Gimbo Tamberi chiude ai social: le parole del padre:

“Gianmarco sta bene. Fisicamente è tornato dov’era prima dell’infortunio, ha ricostruito, è resuscitato, è un atleta vero. Se su certi aspetti resta un po’ indietro, su altri sta meglio del 2016. L’anno scorso abbiamo inseguito un sogno impossibile, ora da quanto è consolidato vale oltre 2.30. Il problema è solo tecnico ed è legato alla rincorsa. La caviglia sta benone, ma non entra più alla velocità di una volta, non accelera, non carica, frena, sbanda e si ferma, con tutti i rischi del caso. È questione di tempo: ci vorrà una settimana, un mese, è difficile quantificare”.

Intervista riportata da gazzetta.it

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