Atletica leggera, risultati meeting di Montecarlo (Diamond League)

Pubblicato il autore: rizzoli giorgio Segui

Foto Getty Images© scelta da SuperNews

Un primato mondiale incredibile e una serie di altri risultati di grande rilievo all’Herculis di Montecarlo, il meeting della IAAF Diamondi League che si è svolto venerdì 20 luglio.
Il primato mondiale è stato ottenuto dalla keniana Beatrice Chepkoech che ha demolito il primato mondiale dei 3000 siepi con il tempo di 8.44.32. Il precedente record era 8.52.17 di Ruth Jebet con 8.52.78. La gara è stata ovviamente impostata a un ritmo molto veloce, con passaggio ai 1000 metri in 2.55.23 con la connazionale Caroline Tuigong a dettare il ritmo. Ai 2000 la Chepkoech è transitata in 5.49.81, lasciando già intendere che il primato del mondo sarebbe stato alla sua portata. Il ritmo non è diminuito anche nell’ultimo km e la prestazione è davvero super e 8 secondi di progresso in un record mondiale in una distanza di 3000 metri è stata oltre ogni aspettativa. La Chepkoech, al vertice di questa specialità, lo scorso anno fece l’incredibile errore di … sbagliare percorso nel corso dei Campionati Mondiali di Londra e da quasi sicura vincitrice si dovette accontentare del 4° posto.

Nelle altre gare dell’Herculis nel salto in alto Danil Lysenko ha superato l’asticella a 2,40, tredicesimo al mondo a superare questa misura. Bene Gianmarco Tamberi, che proprio su questa pedana e in questo meeting 2 anni fa trovò il salto record 2,39 che lo candidava a una medaglia olimpica, per poi pochi minuti dopo precipitarlo nel grave infortunio alla caviglia che lo portò alla rinuncia del sogno olimpico e alla successiva ripresa che non si è ancora completata ai massimi livelli: nella gara di Montecarlo Tamberi ha stabilito la sua migliore misura stagionale con 2,27 e la seconda post infortunio, dopo il 2,29 nelle qualificazioni dei Campionati Mondiali di Londra 2017.
Nei 200 metri fantastico 19.65 (+0,9) per lo statunitense Noah Lyles, che quest’anno aveva già corso 2 volte in 19.69.

Altre grandi prestazioni ci sono state nei 1500 metri: ha vinto il keniano Timothy Cheruiyot in 3.28.41, davanti al connazionale Elijah Motonei Manangoi pure sotto i 3’30”, con 3.29.64 e ai fratelli norvegesi Ingebrigsten: Filip 3° in 3.30.01, Jakob 4° in 3.31.18.
Come pure negli 800 metri: negli uomini 1.42.14 per Nijel Amos (Botswana) con 1.42.14, davanti al canadese Brandon Mc Bride con 1.43.20 e allo spagnolo Saul Ordonez con 1.43.65.  Il passaggio ai 400 metri era stato velocissimo, con lo statunitense Harun Abda a fare da lepre e a passare in 48.95. Nella gara femminile 1.54.60 per Caster Semenya (Repubblica Sudafricana), che precede Francine Niyonsaba (Burundi) con 1.55.96.

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