Giochi del Mediterraneo: la medaglia d’oro in staffetta di un’Italia multietnica

Pubblicato il autore: Dominique A. Segui

Foto Pixabay

Nonostante le interminabili crisi al confine italiano e con l’Europa, riguardante l’irrisolvibile caso clandestini, l’atletica leggera ribadisce forte e chiaro: lo sport non ha barriere di sesso, religione o colore.
Ai XVIII Giochi del Mediterraneo di Tarragona, terminati il 1° luglio, a portare a casa la medaglia d’oro per la staffetta 4×400 sono quattro giovani atlete italiane, o quasi. Maria Benedicta ChigboluAyomide FolorunsRaphaela Lukudo e  Libania Grenot, dopo la loro vittoria  ottenuta in dei durissimi 3’03″54, son diventate viral in un men che non si dica, non solo grazie alla loro fantastica vittoria, ma in particolare per le loro origini, dimostrando la tanto discussa ben voluta multietnicità  italiana.
Maria Benedicta Chigblou, 29 anni, nata a Roma da padre nigeriano e nipote di Julius Chigblou, ex campione olimpionico (’56). Già campionessa nella staffetta azzurra dei campionati di Rio, dopo il bronzo della staffetta 4×400 nel 2016, finalmente ha raggiunto l’oro quest’anno assieme alle compagne.
Ayomide Foloruns, 22 anni, nata in Nigeria ma cresciuta in parte a Fidenza, nel 2017 semifinalista di Rio.
Raphaela Lukudo, 24 anni, nata ad Aversa (Caserta) originaria del Sudan; ed infine ma non ultima, Libania Grenot, ha ricevuto già nel 2005 la stella ai Mondiali di Helsinki, ed un bronzo con la 4×400 azzurra ad Amsterdam.
Vincita lodata dai più svariati, tramite twitter, da Roberto Saviano ad Alessandro Gassman; oltre a riaccendere l’orgoglio italiano, ha riacceso anche fiamme politiche tra Matteo Salvini e Matteo Renzi, i quali si sono colpiti ed allo stesso tempo entusiasmati a colpi di tweet.

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