Basket nel caos, la FIP dichiara guerra alla Lega: no italiane nelle coppe europee non FIBA. La replica: dite il motivo per cui sciogliete l’accordo

Pubblicato il autore: Giacomo Garbisa Segui
Presentazione Ettore Messina Fip (fonte ADNKronos)

Presentazione Ettore Messina Fip (fonte ADNKronos)

La Federbasket dichiara guerra alla Legabasket italiana per la vicenda delle coppe europee FIBA-ULEB e l’adesione all’Eurocup di Reggio Emilia, Trento e Sassari. L’antefatto, in estrema sintesi, aveva visto più di un mese fa il presidente FIP Gianni Petrucci assicurare alla FIBA, organismo di governo della pallacanestro mondiale, che le società italiane – ad eccezione di Milano che ha una deroga in quanto firmatario di un precedente accordo che scadrà nel giugno 2017 – avrebbero disputato dalla prossima stagione solo le competizioni europee con egida FIBA (Champions League presentata lunedì a Parigi) e non quelle dell’organismo privato ULEB (Eurolega ed Eurocup). A far saltare i piani sono state Reggio Emilia, Trento e Sassari che, la scorsa settimana alla vigilia dell’Assemblea di Lega, hanno scelto di accettare l’invito di Jordi Bertomeu, presidente e amministratore delegato dell’organismo privato Euroleague. Da qui l’Assemblea di Lega aveva diramato una nota, datata 17 marzo, nella quale ufficializzava di «aver ratificato all’unanimità la sottoscrizione delle quote della nuova Basketball Champions League SA ribadendo che i propri club sono e saranno liberi di decidere autonomamente a quale competizione europea partecipare sia essa organizzata da Euroleague o da Fiba».

Martedì però la Federbasket, sostenuta dal CONI del presidente Malagò che teme di veder esclusa l’Italia dal preolimpico e dagli eventuali Giochi di Rio nonché ripercussioni sulla corsa di Roma all’assegnazione delle Olimpiadi 2024, ha lanciato l’affondo nei confronti della Lega. «Il Consiglio federale, tenuto conto di quanto emerso nella riunione del Board FIBA Europe del 20 marzo, e visto quanto comunicato dalla Giunta Nazionale del CONI in data odierna, ha ritenuto che la decisione deliberata dalla Lega Basket Serie A il 17 marzo rappresenta una violazione del principio di centralità della FIP e del dovere di osservare le disposizioni del CONI, della FIBA e della FIP. Pertanto, il Consiglio federale ha stabilito di risolvere la convenzione in essere con la Lega di Serie A, revocando le deleghe conferite, essendo venuti meno i presupposti, e di dare mandato alla Segreteria Generale per gli adempimenti di conseguenza» la prima bordata che di fatto depotenzia in toto l’organismo che riunisce le 16 società della serie A.

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Ma non è tutto. «Per quanto concerne la questione relativa alla partecipazione alle competizioni internazionali per club non organizzate da FIBA e FIP, fatte salve quelle riconosciute da FIBA, il Consiglio federale ha sottolineato il ruolo istituzionale di FIBA ed i doveri delle società affiliate di svolgere attività sportiva dando priorità a quelle federative, diffidando le società dal partecipare a campionati non organizzati da FIBA e FIP. In tale senso è stato dato mandato alla Segreteria Generale che avvierà una procedura per valutare la posizione dei club di serie A in questione relazionando al Presidente federale che la sottoporrà all’attenzione del Consiglio federale per i provvedimenti di conseguenza». Gli scenari? Potrebbero essere drastici, compreso il caso limite dell’esclusione dal campionato italiano delle «dissidenti» Reggio, Trento e Sassari che, anticipa Il Corriere dello Sport, sarebbero pronte a rivolgersi all’Unione europea ed all’Antitrust (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) lamentando la disparità di trattamento con Milano che potrà giocare senza problemi l’Eurolega in virtù dell’accordo firmato prima della diffida FIP.

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Immediata la reazione della Lega. «Non si comprende a quale titolo la Federazione risolva una Convenzione che scade il 30 giugno 2017. Se esiste un giusto motivo per risolvere l’accordo, occorre che la Federazione dica espressamente quella sia tale causa. Non è sufficiente richiamare una presunta violazione del principio di centralità della FIP e del dovere di osservare le disposizioni del CONI, della FIBA e della FIP, che, secondo la ricostruzione della Federazione, sarebbe stata messa in atto da questa Lega con la delibera del 17 marzo. Questa Lega e i club ad essa associati ribadiscono con forza il principio di centralità della FIP e, con altrettanta forza, osservano, e continueranno ad osservare, nel modo più scrupoloso, le disposizioni del CONI, della FIBA e della FIP. Con la delibera del 17 marzo, assunta dalla Lega all’unanimità, e ripetiamo, all’unanimità, la Lega ha aderito al progetto della “Fiba Champions League”, divenendone anche azionista, ribadendo tuttavia un principio che la stessa Fiba e la stessa FIP hanno avallato da almeno 15 anni: e cioè quello di poter partecipare a competizioni, o essere associati a organizzazioni, che oggi non sono più riconosciute dalla Federazione Internazionale. Un principio di libertà che non è stato espresso unilateralmente da codesta Lega, né tantomeno dai club ad essa affiliati, con la delibera oggi tanto contestata dalla Federazione. Da almeno 15 anni i club italiani e di tutta Europa hanno partecipato, e partecipano oggi, alle competizioni non organizzate dalla Fiba e non per questo i club e le relative leghe sono stati penalizzati da tale partecipazione. E’ evidente che esiste un problema di natura legale. Ma questo problema, che non è stato risolto da nessuno in tutti questi anni, va oggi risolto non attraverso procedimenti sanzionatori, ma all’interno di un percorso che veda coinvolte tutte le istituzioni del basket a livello nazionale e internazionale. Nell’ambito delle norme e dei principi sopra richiamati, la Lega proseguirà in tale percorso la prossima settimana, quando sarà convocata un’apposita Assemblea».

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