Lei non sa chi ero io: i 70 anni di Kareem Abdul Jabbar

Pubblicato il autore: massimiliano granato Segui


” Perchè non ti siedi come tutti gli altri? “. Questo diceva la maestra al piccolo (si fa per dire) Lew Alcindor, già altissimo per la sua giovane età. Oggi, giorno di Pasqua, compie 70 anni Kareem Abdul Jabbar, che si convertì nel 1964 all’Islam, abbandonando il suo nome di Battesimo per chiamarsi letteralmente “piccolo servo di Allah “. Sarebbe difficile scrivere qualcosa di originale su questo straordinario atleta, uno dei simboli del basket Nba degli anni ’80. Perchè quando si parla di Basket di quei straordinari anni non si può non pensare ai fantastici Lakers con  Earvin Magic Johnson, James Worthy e appunto, il gigantesco numero 33 che aveva nel suo Sky Hook (gancio cielo, ndr) il suo marchio di fabbrica prestigioso. Lo si ricorda anche in una divertita partecipazione in ” L’aereo più pazzo del mondo ” nel 1980. Nel 1989, dopo 20 anni di onorata carriera, di cui 14 nei Los Angeles Lakers, Jabbar si ritirò, dopo ave realizzato ben 38.387 punti, che lo eleggono miglior realizzatore di tutti i tempi della storia dell’Nba. Recentemente ( a novembre, ndr) è stato insignito della Medaglia Presidenziale della Libertà, massima decorazione degli Stati Uniti.  Un riconoscimento più che meritato, per tutto quello che ha dato e che continua a dare, nel mondo dello Sport, come grande esempio di correttezza e professionalità. Allora tanti auguri di cuore, Kareem!

  •   
  •  
  •  
  •