Social Basket Cup, l’intervista: “A tu per tu” con Stefano Pitacco dell’Alma Pallacanestro Trieste

Pubblicato il autore: Diego Grossi Segui

Parte oggi su SuperNews la nuova rubrica relativa all’iniziativa Social Basket Cup (il campionato tra le pagine Facebook delle squadre in A2) intitolata “A tu per tu”. Lo scopo della rubrica sarà quello di comprendere l’importanza dei Social Network nell’Ufficio Stampa di una società sportiva attraverso delle interviste esclusive agli addetti stampa e Social Media Manager dei club di A2 che partecipano alla competizione social.

Partiamo subito con Stefano Pitacco, Social Media Manager dell’Alma Pallacanestro Trieste, vincitrice dell’ultima edizione della Social Basket Cup.

Puoi presentarti ai nostri lettori raccontandoci del tuo lavoro come Addetto Stampa e Social Media Manager
Mi chiamo Stefano Pitacco, 25 anni, Social Media Manager dell’Alma Pallacanestro Trieste. Triestino, nasco nel mondo degli eventi e poi negli anni mi specializzo nella comunicazione web: uniamo i due puntini e la linea che ne viene fuori non può che portarmi al ruolo che rivesto in questo momento. Ho la fortuna di trovarmi in una società strutturata, nonostante la sua “giovane età”: il mio lavoro è esclusivamente il Social Media Manager. Al mio fianco ho un intero team di comunicazione: Matteo Zanini, Addetto Stampa, Matteo Portaluri, Grafico e Web Designer, e dulcis in fundo la coordinatrice della comunicazione, Francesca Capodanno. Il mio ruolo tocca tutti i ruoli sovracitati: creo una linea editoriale social (Facebook e Instagram) settimanale assieme alla coordinatrice, con contenuti che prendono in considerazione obiettivi marketing, storytelling, engagement, ma anche criteri di notiziabilità riguardanti la squadra. Una volta fatta, ci dividiamo i compiti per andare fattivamente a creare i contenuti, attraverso video, shooting, interviste e articoli.

Quanto è importante il ruolo dell’addetto stampa e del Social Media Manager in una squadra di basket ed in generale nel mondo dello sport?
Rispondo prendendola leggermente alla larga: sono un amante della pop-culture, e cerco di vedere in tutti i fenomeni di tendenza i lati positivi, per poi coniugarli nella realtà dove lavoro. Se guardiamo gli USA, lo sport è considerato, concedetemi l’iperbole, “l’epica” della società americana. Noi come team siamo convinti di ciò, quindi cerchiamo di raccontare tutto ciò che succede attorno alla squadra, fuori e dentro dal campo, come se fosse un racconto da seguire, che culmina con le “avventure” domenicali: una comunicazione coordinata con gli obiettivi societari, a prescindere dai risultati sportivi, può portare a riempire il palazzo, e di conseguenza ha un ruolo fondamentale in una società di basket come nello sport in generale.

Su quali strategie di social media marketing puntate? Cosa fate per relazionarvi con il vostro pubblico? In generale che importanza ha il digital marketing in una società di basket come la vostra?
La visione che abbiamo è leggermente più ampia di una strategia social, in quanto la strategia è creata per la comunicazione totale del progetto e coordinata agli obiettivi della società, e poi declinata con i diversi linguaggi e strumenti, tra cui i social. Nei social cerchiamo di raccontare la “storia” della prima squadra e della società, ingaggiando il pubblico e creando intrattenimento e informazione. Certamente uno degli obiettivi è convertire in presenze al palazzo tutto questo engagement, e un domani anche nel merchandising: quest’anno viaggiare a una media di 5000 spettatori, anche nelle partite non considerate di cartello, dimostra l’importanza di una comunicazione coinvolgente, in cui i social sicuramente hanno la loro rilevanza (siamo nel 2018 e sono probabilmente il media più utilizzato al mondo).

Quali sono le migliori strategie social a tuo avviso per coinvolgere i tifosi?
Come detto nella risposta precedente, non credo molto in una strategia social, ma in una strategia di comunicazione, dove i social sono solo uno degli strumenti di comunicazione. Credo che due elementi cardine siano lo storytelling (raccontare la squadra e la società nella loro quotidianità con il giusto linguaggio per il giusto target e Media) e le iniziative, online e offline, che rendono i tifosi partecipi dello show della domenica. Far sentire il singolo appartenente alla società è il massimo che puoi regalare ad un tifoso.

Quale aspetto ti piace di più del tuo lavoro? Raccontaci un po’ l’ambiente che si respira in una squadra di basket come la vostra e cosa ci vuole per vincere secondo te nello sport?
Ho la fortuna di lavorare in una società strutturata e con un chiaro futuro, grazie alla visione del nostro presidente Gianluca Mauro, e con uno staff giovane, preparato ma soprattutto affamato. L’aria che respiriamo in ufficio è magnifica, in quanto c’è armonia e comunione d’intenti, per raggiungere obiettivi, in termine di comunicazione e non, molto importanti, che si traducono in sfide giornaliere, per creare un futuro prospero per la società. Questo è vincere nello sport quando ci si lavora da dietro le quinte: anche se ce lo si augura, non è verosimile stravincere ogni partita e ogni anno, ma mettere delle fondamenta certe per un futuro di primo piano è la nostra vera vittoria. E poi fare una riunione creativa guardando Green che schiaccia non ha prezzo.

Iniziative in programma per il futuro?
Abbiamo progetti ed iniziative per il breve, il medio e il lungo termine: non credo possa svelarvi nulla, ma il domani sarà fantastico.

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