Valerio Bianchini: “Nel 1983 i romani scoprirono il basket”

Pubblicato il autore: Andrea Riva Segui

Oggi nel primo pomeriggio l’allenatore campione d’Italia con Cantù, Roma e Pesaro, Valerio Bianchini è intervenuto nella trasmissione come ospite a “Casa Sky Sport” dove ha parlato principalmente della sua esperienza nella capitale con l’allora Banco Di Roma con la mitica accoppiata scudetto-Coppa Campioni, del giocatore chiave della sua squadra, ovvero lo statunitense Larry Wright ed infine del premier albanese Edi Rama che conobbe ai tempi in cui allenava la Scavolini Pesaro.

Valerio Bianchini, ecco le sue parole

SCUDETTO: Nel 1983 i romani scoprirono la pallacanestro, lo scudetto che arrivò finalmente al Sud, ruppe un incantesimo. Come battemmo quella Milano in finale? Evitammo la marcatura a uomo su Wright e riuscimmo a vincere. Era una squadra che due anni prima era in A2, nessuno pensava potesse vincere lo scudetto”.

LARRY WRIGHT: “Fu il gruppo dei romani, unito a un fuoriclasse come Wright, a trascinare quella squadra; quella squadra vinse anche la Coppa dei Campioni nel 1984, trascinata da un campione come Larry Wright dove visse l’apartheid in Louisiana, aveva sofferto per tutto questo e aveva capito che per avere successo poteva essere o un musicista oppure un giocatore. Fu cresciuto dalla nonna, che gli diede grandi impulsi. Io lo seguii, con grande orgoglio volle rappresentare una città come Roma che nel basket non aveva mai eccelso”.

EDI RAMA: “Quando lo conobbi era l’interprete messo a disposizione della Scavolini, era un artista, sognava di varcare l’Adriatico. Ho ancora un suo quadro e dopo pochi anni me lo ritrovai sindaco di Tirana e ora Premier. Ci siamo rivisti anni dopo per una vacanza: ho capito lì che era un grande leader“.

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