Kobe Bryant, spunta l’ultima lettera alla moglie: nella busta, un angelo…

Pubblicato il autore: Alessandro Nidi Segui

Kobe Bryant non c’è più. La tremenda sciagura verificatasi il 26 gennaio scorso in California, nei cieli di Calabasas, sembra ora un ricordo tanto, troppo lontano, complice la pandemia di Coronavirus che ha radicalmente stravolto le nostre vite. Però, quell’amara e malinconica certezza permane irremovibile sullo sfondo della nostra quotidianità. Black Mamba non è più su questa terra e il peso della sua assenza si fa sentire nei cuori di tutti coloro che hanno amato lui e il basket, le sue magie con la palla a spicchi sul parquet dello Staples Center, la sua consapevolezza che non sfociava mai in sicumera, ma si arrestava appena un attimo prima, esattamente quanto bastava per renderlo un po’ più umano e meno divino. Non cercava la vanagloria, Kobe Bryant. Per lui contava solo giocare. E vincere. Due verbi all’infinito che ha saputo far coesistere in maniera irreprensibile nel corso del suo ventennio griffato esclusivamente Los Angeles Lakers, di cui ha strenuamente difeso i colori sociali, come dimostrano i cinque anelli NBA conquistati. Anche con la nazionale a stelle e strisce ha fatto faville: lo testimoniano in maniera alquanto efficace i due ori olimpici consecutivi conseguiti a Pechino, nel 2008, e a Londra, nel 2012.

Kobe Bryant, lettera alla moglie nel giorno del 38° compleanno

Tuttavia, chi ha avuto il privilegio di incontrare e di relazionarsi con Kobe Bryant, lo ricorda come una persona di grande spessore umano, ancor prima di essere uno dei campioni più apprezzati e stimati di sempre della pallacanestro americana (e non solo). Nel tempo libero, amava prendersi cura di sua moglie Vanessa e delle loro quattro bambine: una di esse, Gianna Maria-Onore, è deceduta nel medesimo incidente in cui hanno perso la vita suo papà e altre sette persone che si trovavano a bordo dell’elicottero precipitato. Un dolore immane per la consorte dell’ex numero 8 e 24 dei Lakers, rimasta sola con tre figlie da crescere e, soprattutto, tormentata di continuo da un incubo dal quale è oggettivamente difficile destarsi. In queste ore, su Instagram, la donna ha rivelato di avere ricevuto un’ultima lettera da parte di suo marito Kobe, ma di averla voluta leggere soltanto il giorno del suo trentottesimo compleanno, per sentire un po’ più vicino a sé quel ragazzo venuto da Philadelphia che, anni fa, le rapì il cuore.

Kobe Bryant, lettera alla moglie: quell’angelo disegnato…

Il contenuto della missiva non è stato svelato integralmente da Vanessa, ma l’intestazione riportata sulla busta evidenzia il grande amore che li univa: “All’amore della mia vita, dal tu Papi”. Impossibile trattenere le lacrime di fronte a un sentimento così sincero e spezzato brutalmente da un fato avverso e imperscrutabile: “Queste parole mi hanno dato qualcosa a cui guardare oggi – ha scritto la vedova sui social –. L’ironia è che Kobe ha fatto disegnare da un artista una foto di me con un angelo che mi abbraccia sul davanti… Mi manca tanto e con lui la mia piccola Mamacita (la figlia Gianna-Maria). Vorrei che fossimo tutti assieme”. Lo vorremmo anche noi, cara Vanessa. Lo vorremmo davvero anche noi.

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