Morte George Floyd, NBA: Le reazioni sui social da James a Jordan.

Pubblicato il autore: Riccardo Mazzoli Segui

Morte George Floyd, NBA: Le reazioni sui social da James a Jordan. Lebron James è uno dei cestisti più attivi sui social nella lotta al razzismo.

Le leggende NBA mostrano il loro appoggio al movimento #BlackLivesMatter e condannano la violenza che ha condotto alla morte George Floyd.

Una settimana dopo la morte di George Floyd continuano le proteste e le sommosse, oramai espanse in tutti gli USA, e non solo.
Il movimento #BlackLivesMatter chiede che vengano finalmente interrotte le violenze della polizia su persone di colore. L’NBA, che da sempre rappresenta fieramente quella parte di popolazione, non può certo tacere. Sono infatti numerosissimi, sui profili Twitter e Instagram delle leggende NBA, post di sdegno nei confronti dell’episodio e di supporto alle proteste che si sono riversate nelle strade e nelle piazze americane al grido “I can’t breathe“. Questo slogan viene indossato su una maglietta proprio da Lebron James in una sessione di allenamento, come rivela su Instagram.

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Per quanto Lebron sia solito a rendere noto il suo supporto alla lotta contro le discriminazioni razziali, interviene nel dibattito sulla morte di George Floyd anche colui che indossava la divisa 23 parecchi anni prima, il quale era solito a mantenere il silenzio a proposito di argomenti politici.
Proprio Micheal Jordan, il cui nome sta tornando alla ribalta grazie alla serie Netflix The Last Dance, dalla quale emergono critiche proprio contro la sua apoliticità, torna in scena con una presa di posizione che entrerà nella storia. In un tweet afferma:

  “Mi sento triste ma anche decisamente arrabbiato, e sono con coloro che stanno protestando contro il razzismo insensato che c’è nel nostro Paese nei confronti della gente di colore. Ne abbiamo abbastanza.”

Il supporto alle proteste da parte dell’uomo-simbolo dell’NBA si unisce al coro di altre superstars, come Steph Curry, Scottie Pippen e altri come Stephen Jackson, amico d’infanzia di George Floyd, che chiedono rispetto, solidarietà, e soprattutto un definitivo stop al razzismo e alle violenze della polizia.
Anche J.R. Smith, già autore del cosiddetto momento più stupido della storia NBA nelle Finals 2018, ha fatto sentire la sua voce pubblicando la foto di un auto carbonizzata, salvo poi prendere a calci un manifestante che stava rovinando la sua, di auto.

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E oggi, mentre qui in Italia celebriamo la Festa della Repubblica, negli USA è un martedì intitolato #BlackoutTuesday. Appare infatti un nuovo flash-mob digitale che consiste nel pubblicare su Instagram uno sfondo nero, vuoto ma colmo di significato. Inutile dire che tutti i cestisti NBA hanno partecipato all’iniziativa, insieme a star come Rihanna, Mick Jagger o Eminem, fino al profilo della lega stessa:

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