L’anello NBA 2020 va ai Lakers. Lebron al quarto titolo

Pubblicato il autore: Daniele Conti Segui


Alla fine è andata come tutti si attendevano, nonostante il Covid e una stagione che ha rischiato seriamente di saltare. I Los Angeles Lakers vincono l’NBA 2019-20 regalando a Lebron James il quarto titolo. Per l’ala dell’Ohio è record viste le tre franchigie con cui ha ottenuto i successi, dopo Miami e Cleveland. Per King James anche il quarto premio come Mvp delle Finals NBA, dietro il solo Michael Jordan che ancora guida questa speciale classifica con 6 statuette.

Cronaca di un trionfo annunciato

Lo scorso anno LBJ aveva tastato il terreno, accettando di andare in una franchigia nobile ma decaduta come quella gialloviola con l’intento di risollevarla. La ricostruzione del team è stata difficile nei primi dodici mesi, ma la stella di Akron ha messo le cose in chiaro per la seconda stagione: “Mi servono questo e quel giocatore. Datemeli e avrete l’anello“. Queste in soldoni le parole pronunciate dal giocatore in sede di costruzione del roster, coi dirigenti californiani che non hanno potuto far altro che affidarsi al loro uomo franchigia.

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Quando a LAX sono sbarcati prima Davis e poi gli scudieri McGee e Denny Green, era chiaro che il Re avesse deciso perentoriamente i suoi compagni di cavalcata. Pedine di livello sono state anche Rondo e Howard, tornato decisivo dopo parecchie stagioni di anonimato.

La cavalcata fino all’anello

A facilitare il compito dei losangelini sono stati gli infortuni nelle altre contender e quindi, in parte, anche la mancanza di avversarie. Ad Est i Bucks si sono sciolti di nuovo, mentre Toronto aveva già distrutto la squadra detentrice del titolo l’anno precedente. In questo caos generale a giungere in finale sono stati gli outsider Miami Heat che però non erano oggettivamente in grado di opporsi sino in fondo a una rivale ben oliata in una serie al meglio delle 7.

Per quanto riguarda l’Ovest, tutto è stato facilitato dal prevedibile crollo dei cugini di Los Angeles a stagione in corso. Come detto gli acciacchi di Leonard hanno pesato, così come il pessimo rapporto tra la squadra e un Paul George sempre più vanesio. Ad influire in maniera benefica sul cammino gialloviola anche la maledizione infortuni sui Warriors e una situazione contrattuale/motivazionale Harden-Houston ormai insanabile.

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