Kobe Bryant, errore fatale del pilota

Pubblicato il autore: Mario Nuvoletto Segui


Dopo un anno di indagini, probabilmente si è arrivati alla svolta sulla morte di Kobe Bryant, avvenuta il 26 gennaio 2020. Con lui c’era sua figlia Gianna Maria e altre sette persone, tutte morte durante lo schianto. Il fatale incidente costato la vita al cestista è stato causato dal disorientamento spaziale” del pilota a causa della fitta nebbia di quella giornata. Una morte, quella di Kobe Bryant, che ha gettato nello sconforto tutti i fan del basket e dell’NBA. Quanto appreso è stato rivelato dal National Transportation Safety Board.

Alla guida dell’elicottero c’era Ara Zobayan, esperto pilota con esperienza decennale in quella zona. Questa esperienza, però, non è bastata per salvare la vita di Kobe Bryant, la figlia Gianna e le sette persone che si trovavano su quell’elicottero quel maledetto giorno. Come scritto nel dossier dell’incidente, a provocare l’errore del pilota è stato quello che viene definito “illusione somatogravica” che porta ad una falsa percezione tra altezza e accelerazione. Come indicato, il pilota poco prima dello schianto ha dichiarato: “Durante la discesa il pilota, rispondendo a una domanda della torre di controllo disse che stava salendo di quota quando invece stava precipitando“.

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Morte di Kobe Bryant, i dettagli della perizia

Il veicolo che si è andato a schiantare contro la collina, era partito da Orange County. Il velivolo si stava dirigendo verso la Contea di Ventura, nella California meridionale. La stella dell’NBA si stava dirigendo con sua figlia Gianna ad un torneo di basket giovanile.

Nella ricostruzione fatta dagli inquirenti vengono elencati una serie di dettagli sullo stato dell’elicottero e sulle manovre effettuate dal pilota. La prima cosa che viene esclusa è qualche possibile guasto all’elicottero. Infatti la perizia ha escluso dalle cause un cattivo malfunzionamento della strumentazione o anche qualche guasto improvviso. Per la scarsa visibilità il pilota è stato costretto a salire di quota prima di virare bruscamente e poi schiantarsi sul fianco della collina; nessuna pressione è stata fatta dalla società per la quale lavorava Ara Zobayan perché proseguisse il viaggio nonostante le condizioni meteo; il pilota stava volando secondo le regole “della vista ad occhio” e gli era stato “legalmente vietato” di volare attraverso la fitta nube. Infine l’elicottero non era in uno schema di volo controllato quando si è schiantato contro la collina.

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