Stings Mantova, coach Di Carlo a SuperNews: “Puntiamo al passaggio del primo turno dei playoff. Domenica Piacenza giocherà per vincere, per noi probabile assenza di Thompson e Stojanovic”

Pubblicato il autore: Francesca.Capone. Segui

SuperNews ha avuto il piacere di intervistare Gennaro Di Carlo, coach degli Stings Mantova, squadra maschile di basket che milita nel campionato di Serie A2. Attualmente seconda in classifica a quota 8 punti, Mantova ha vinto 4 partite ed è stata sconfitta solo una volta, nell’ultimo match di campionato contro la capolista Cantù. Coach Di Carlo ci ha parlato del percorso, delle prestazioni e degli obiettivi stagionali degli Stings, che si preparano ad affrontare Piacenza nella sfida in programma domenica 7 novembre.


Gennaro, a gennaio 2021 hai rinnovato con gli Stings. Cosa ti ha spinto a rimanere a Mantova e ad accettare questa nuova sfida?
Da quando sono arrivato a Mantova ho notato che la caratteristica principale dell’ambiente è la volontà di migliorarsi costantemente e di fare sempre un passo più. E’ quello che ho avvertito a primo impatto e che ho avuto modo di constatare anche durante la prosecuzione della stagione scorsa, da gennaio in poi. Questo, insieme ai risultati ottenuti lo scorso anno, ha spinto me e la società a voler continuare insieme questo percorso. Per quanto mi riguarda, è stata una scelta semplice e naturale. Abbiamo cercato di dare continuità alle idee portate in campo la stagione passata, nonostante io sia arrivato in corsa e si sia dovuto sistemare una situazione inizialmente deficitaria. Abbiamo cercato, quindi, di portare avanti ciò che precedentemente avevamo iniziato a costruire, a livello di mentalità, di approccio alle partite, di espressione di gioco in campo e continuità di rendimento. L’idea di proseguire il cammino insieme è strutturata su questi propositi, in seguito ci siamo concentrati sulla squadra, quella che abbiamo costruito quest’anno. Speriamo di poter continuare bene come, secondo me, abbiamo fatto fino ad ora.

Leggo alcune tue dichiarazioni di ottobre: “In preseason abbiamo segnato tantissimi punti in transizione e in contropiede, circa una trentina, tra contropiedi primari e secondari. Un altro aspetto su cui ho lavorato molto riguarda alcuni temi tattici, come per esempio mettere le guardie vicine a canestro e avere i lunghi sul perimetro. Ovviamente durante il campionato le squadre prenderanno contromisure al nostro modo di giocare. Questi sono i nostri punti di partenza, ma poi, in base alle contromisure che le avversarie adotteranno, dovremo essere bravi a trovare dinamiche, soluzioni e fluidità in modo che questo ritmo non si interrompa”. Ti chiedo: questi punti di forza continuano a essere presenti in ogni prestazione?
Assolutamente sì. Per esempio, nell’ultima partita giocata contro Cantù, la squadra in campo aperto e in situazioni di transizione o di contropiede primario è riuscita a fare tanti punti, e abbiamo messo in seria difficoltà i nostri avversari. Soprattutto nel nostro momento migliore, quando abbiamo breakkato e siamo riusciti ad arrivare a 18 punti, credo che la squadra abbia enfatizzato questa sua capacità di essere estremamente pericolosa e aggressiva. Da questo punto di vista, Mantova ha mostrato grande capacità e identità in una partita complicata come quella contro Cantù, complessa per la forza degli avversari e per il fatto che si giocasse fuori casa. Essere riusciti a imporre la propria identità su un campo difficile come quello legittima ciò che dicevo in preseason e nelle prime settimane di questa stagione: la squadra sta prendendo sempre di più una sua forma e una sua personalità. La transizione e la capacità di giocare con gli esterni vicino al canestro sono delle nostre peculiarità dalla quali partiamo per continuare a trovare contromisure, perché, come ho dichiarato in precedenza, gli avversari non accetteranno passivamente il nostro gioco e proveranno a limitarci. Per questo, noi dovremo essere bravi a trovare delle alternative e a continuare a produrre gioco, perché ritengo che Mantova sia composta da giocatori talentuosi e tatticamente molto intelligenti. Mi auguro che si possa continuare così, e che si possa crescere e migliorare in modo da mantenere questo trend per quanto più tempo possibile.

Proprio contro la capolista Cantù, lo scorso 31 ottobre avete perso in trasferta per 83 a 81, per soli due punti di differenza, a due secondi e mezzo dalla fine dell’incontro e dopo una rimonta da -18 da parte di Cantù. E’ rimasto un po’ di amaro in bocca o prendete questa sconfitta come la prova di potervela giocare con tutte, compresa l’attuale capolista?
Aver portato a casa la vittoria ci avrebbe reso ulteriormente sicuri delle nostre potenzialità, ma ugualmente consapevoli di dover gestire diversamente alcune situazioni. Tuttavia così non è stato, e siamo tornati da Cantù con una sconfitta. Nonostante ciò, credo che la squadra abbia chiaramente preso consapevolezza dei suoi mezzi. Essere stati in grado di arrivare ad un differenziale di 18 punti di vantaggio in casa degli avversari non credo che sia dipeso solamente da un demerito di Cantù, così come credo che l’aver perso la partita non sia stato solo merito degli avversari, che sono stati in grado di rientrare in gioco. Penso che Mantova abbia avuto grandi meriti, perché ha messo oggettivamente in difficoltà Cantù nelle situazioni regolari. Dopodiché, i nostri avversari, quasi come “ultima spiaggia”, hanno giocato delle situazioni difensive “di bagarre”, creando intensità difensiva e pressione a tutto campo. Così noi, davanti a queste dinamiche differenti, non abbiamo avuto la forza mentale e tecnico-tattica di reagire alla difficoltà. Come si dice in gergo: “siamo andati a Roma, ma non abbiamo visto il Papa”. Abbiamo sicuramente preso grande consapevolezza, ma l’amaro in bocca rimane, perché siamo stati vicinissimi ad una vittoria che ci avrebbe dato ulteriore fiducia nei nostri mezzi. Adesso l’obiettivo è quello di tornare quanto prima possibile alla vittoria, e domenica ci sarà una bellissima possibilità contro Piacenza.

Attualmente Mantova occupa il secondo posto in classifica, con 8 punti, a due punti di distanza da Cantù, prima a quota 10. Questo posizionamento è in linea con le prestazioni della squadra e con gli obiettivi prefissati per questa stagione?
Credo che oggi la classifica abbia un senso completamente relativo. Le prestazioni singole e il trend devono servire a dare certezza a ciò che la squadra fa in campo. In ogni caso, Mantova oggi ha un trend di 4 vittorie e 1 sconfitta. A mio parere, tutti e quattro i successi sono stati meritati, e in ognuno di essi abbiamo dimostrato perché abbiamo meritato di vincere. Per esempio, con Treviglio nella seconda parte della gara siamo stati molto forti in difesa, siamo riusciti a limitarli e abbiamo legittimato la vittoria con dei buonissimi attacchi. A Capo d’Orlando non abbiamo avuto un buon impatto, ma durante la gara siamo cresciuti molto e abbiamo sempre avuto la partita dalla nostra parte. A Trapani, invece, non abbiamo fatto una buona partita, ma nel momento chiave abbiamo giocato 5-6 minuti in cui siamo riusciti a “mettere il naso avanti” mettendo in cassaforte la vittoria. Per quanto riguarda Orzinuovi, credo sia stato un dominio per tre quarti della gara, simile a quello contro Cantù, poi nel quarto quarto abbiamo gestito. Al di là della sconfitta contro Cantù, queste vittorie testimoniano che la squadra fino ad oggi ha fatto bene, ma questo non ci dà la possibilità di accontentarci. Al contrario, dobbiamo rimanere molto concentrati, perché siamo solo all’inizio di novembre e bisognerà continuare a crescere. Al momento pensiamo partita dopo partita, cercando di migliorare la qualità del nostro gioco.

Vojislav Stojanovic e Manuel Saladini sono due dei tanti giocatori che hai voluto al Mantova. Hanno saputo amalgamarsi facilmente al roaster e hanno mantenuto, almeno fino ad ora, le aspettative di squadra che avevi con la loro integrazione?
Tutti i giocatori che abbiamo qui sono cestisti che ho voluto fortemente: da Mastellari, il primo giocatore che ha firmato con noi, a Thompson, Verazzo, Cortese, Ferrara, Laganà, Basso, Lo e anche Iannuzzi, un cestista che ho rincorso per anni. Nello specifico, Stojanovic sta studiando “da leader”, sta imparando a gestire la sua personalità all’interno di una squadra che di personalità ne ha da vendere. Sta migliorando molto e sono convinto che potrà diventare un giocatore leader per il resto della sua carriera. Per quanto riguarda Saladini, lo reputo un giocatore con delle potenzialità molto importanti, che potrebbero garantirgli un grande futuro. Tuttavia, è un ragazzo giovane, alle prime esperienze a questo livello di pallacanestro ed è probabilmente alla prima vera esperienza in una squadra ricca di personalità. Per questo, Saladini ha davvero un’opportunità unica per alzare il livello del suo gioco. E’ un ragazzo tenace, sveglio, furbo e molto appassionato, e queste sue caratteristiche possono solo aiutarlo nel diventare un giocatore importante.

Domenica 7 novembre alle ore 18.00 affronterete in casa Piacenza. Come vi siete preparati a questo match? Quale caratteristica della vostra avversaria potrebbe maggiormente mettervi in difficoltà?
Sicuramente l’approccio alla partita di Piacenza sarà quello di una squadra che vuole tornare alla vittoria dopo la sconfitta subìta a Cantù. C’è la determinazione e la volontà di tornare a muovere la classifica. Contro Piacenza avremo l’opportunità di legittimare quello che di buono abbiamo fatto a Cantù. Vincere ci permetterebbe di rimanere a quel livello di classifica e rimanere in scia alla capolista. La squadra è consapevole di questo e cercherà di raggiungere l’obiettivo. Detto ciò, in questa settimana ci sono state delle difficoltà: per problemi differenti, Stojanovic e Thompson non si sono allenati con la squadra. Speriamo di risolvere queste situazioni prima della partita di domenica, ma ad oggi non possiamo dare la certezza della loro presenza. Questa potrebbe diventare un’ulteriore difficoltà nell’affrontare una squadra come Piacenza, che ha grande chimica di gioco, pericolosa, dinamica, veloce e con una grande tattica difensiva. Al momento la nostra prossima avversaria ha registrato una sola vittoria su 5 partite, dunque non possiamo aspettarci che venga “in gita” a Mantova, ma cercherà la vittoria quanto noi. Noi dobbiamo capire con quale roaster scenderemo in campo e su quali armi puntare per avere la meglio in un incontro complicato.

Quale obiettivo vorrebbe raggiungere la società in questa stagione?
Vorremmo essere una squadra che naviga regolarmente in acque tranquille, e ciò significa rientrare nelle prime 8 della classifica. Vorremmo raggiungere il passaggio del primo turno ai playoff, che sarebbe un risultato storico per gli Stings. Quest’anno ci prefiggiamo l’obiettivo di superare il primo turno per arrivare in semifinale. Per fare ciò, puntiamo a posizionarci tra le prime 6, evitando un ottavo posto che complicherebbe il passaggio del turno perché, negli incroci, si incontra la prima. Per questa ragione, oggi è prematuro guardare la classifica: dobbiamo solo concentrarci sul nostro miglioramento. In seguito, da metà girone di ritorno in poi, cercheremo di capire quale posto in classifica possiamo conquistare. Noi ce la metteremo tutta per raggiungere il miglior posizionamento possibile per avere più possibilità di superare il primo turno dei playoff.

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