Corona virus, l’Nba discute alla ricerca di una soluzione

Pubblicato il autore: Antonio.Ferrentino Segui


L’emergenza corona virus è un fenomeno globale, ed i suoi effetti cominciano a farsi sentire anche oltreoceano. L’Nba quindi per arginare i contagi, studia diverse soluzioni; si parla  della chiusura delle arene, o in alternativa di disputare le gare  in campo neutro nelle zone più colpite dall’emergenza. In ogni caso se ne riparlerà domani quando il commissioner Adam Silver si riunirà in conference call coi presidenti di tutte e 30 le franchigie, le quali dovranno presentare un piano alternativo. Nel frattempo sono vietate le strette di mano e le conferenze stampa. Misure simili a quelle già adottate in Italia prima dello stop forzato, che negli Usa fanno però  discutere.

Le parole dei protagonisti

Uno dei primi ad esprimersi a riguardo è stato Lebron James, senza dubbio una delle voci più autorevoli all’interno della lega. La stella dei Lakers in un primo momento si è dichiarato decisamente contrario a giocare le prossime gare a porte chiuse, in seconda battuta però forse avendo preso atto della situazione di emergenza  in California, New York e Texas ha cambiato idea. Ed in una seconda intervista Il “re” ha parzialmente corretto il tiro dichiarandosi aperto alle direttive e alle soluzioni che saranno messe in atto dalla lega, a partire da quella di stare a 180 cm  di stanza dai giornalisti, scherzando sul fatto che questi ultimi siano sempre un pericolo. Al contrario uno dei primi a dichiararsi favorevole a disputare le gare a porte chiuse è stato Danilo Gallinari, il nostro connazionale forse più consapevole della situazione si è fatto portavoce  di un messaggio di comprensione per le nuove norme che saranno messe in atto. L’ala dei Thunder ha inoltre dichiarato alla “Gazzetta” di tenersi in contatto coi suoi parenti ed amici che stanno vivendo una situazione complicata, augurandosi che non si arrivi allo stop alle gare anche nella lega americana.

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