LBA: dichiarazioni da parte dei numeri uno del basket sulla questione pubblico nei palasport

Pubblicato il autore: Stefi02 Segui


Con lo slittamento del nuovo Dpcm al 15 ottobre, la questione sulla capienza del pubblico nei palasport è ancora aperta: Governo e Regioni stanno dialogando per le riaperture a percentuale. Anche se, con l’incremento del numero dei casi di Coronavirus, non tira di certo aria di ottimismo. Senza botteghino, però, molti club di A (e non solo) rischiano davvero grosso. Diversi gridi d’allarme sono stati lanciati dai numeri uno del basket italiano, presidenti e coach dei vari team di Legabasket.

Basket verso le porte chiuse, Petrucci: “Siamo avviliti, non ci ascoltano, qui la situazione è davvero grave”

Nel nuovo DPCM che verrà varato nelle prossime ore e che dovrebbe restare in vigore per un mese si confermerà il limite massimo di 200 ingressi (incluse squadre e staff) per gli eventi sportivi al chiuso, togliendo alle Regioni la possibilità di derogare. Una situazione che rischia di mettere in ginocchio il basket italiano e porta il presidente federale Gianni Petrucci a lanciare un nuovo grido d’allarme e segno di protesta: “Siamo avviliti perché chi dovrebbe ascoltarci non lo fa, chiediamo un confronto diretto con i ministri interessati, basta lettere. Non ci informano di nulla, c’è scoramento nel nostro mondo perché non sappiamo a chi rivolgerci in questo momento drammatico, riceviamo soltanto dei no senza alcuna spiegazione. È una monocultura sportiva, conta solo il calcio, la situazione è pesante perchè non tutti hanno grandi aziende alle spalle, senza il botteghino si fa dura. Si vede lo sport come un evento ludico mentre è una vera e propria industria che alimenta il PIL”. Ha puntualizzato Petrucci rispondendo al ministro della Salute, Roberto Speranza .

 

Il presidente Gandini contro il limite dei 200 spettatori a partita


Il limite dei 200 spettatori a partita, nei palasport, non potrebbe essere più “superato” da ordinanze regionali. Una nuova regola che metterebbe in ginocchio il sistema basket. le parole di Gandini, presidente LBA, contro le nuove regole: “Così si metterebbe a repentaglio la sopravvivenza delle società. Serve più attenzione per comparti che non siano il calcio, altrimenti il sistema non sta in piedi. Servono aiuti diretti, sgravi fiscali o interventi a fondo perduto. Rispettando i protocolli abbiamo dimostrato che si può assistere ad una partita di basket in totale sicurezza”.

Pesaro, Ario Costa: “Situazione seria: difficile arrivare in fondo. Senza pubblico perderemo almeno mezzo milione”

Un preoccupante grido di allarme arriva anche dal presidente della Victoria Libertas Pesaro che dice: “Cerco di essere ottimista, ma in uno scenario del genere diventa sempre più difficile arrivare in fondo. Ci proveremo, ma la situazione è seria, noi non ci chiamiamo Armani. Senza pubblico, un club come il nostro perde almeno mezzo milione, ovvero un terzo del budget investito che, quest’anno, è stato superiore al solito. Così non respiriamo. Con il tetto delle 200 presenze, al netto degli addetti ai lavori (125 persone, ndr), non resta nulla. Non ci pago nemmeno i tamponi. Parto da una premessa: va fatto di tutto per preservare la salute, ma non bisogna fare di ogni erba un fascio. Lo sport indoor muove un volume di persone ridotto, 2500 persone al massimo per i palasport più grandi, per cui è più facile garantire la sicurezza. Portare la capienza a 200 persone per noi rappresenta un problema grave di budget. Non è solo una questione di botteghino, lo sport senza pubblico fatica ad attirare sponsor”.

Fernando Marino: “Ci auguriamo che le nuove norme non siano stringenti. Si viaggia a vista”

Fernando Marino, presidente della New Basket Brindisi parla della presenza del pubblico nei palazzetti: “Ci auguriamo che le nuove norme non siano stringenti. Domenica è andato tutto per il verso giusto, non abbiamo riscontrato alcun problema, gli spettatori hanno osservato le normative di sicurezza anti-Covid in merito all’accesso e deflusso dall’impianto e di comportamento durante l’evento sportivo” erano presenti circa 1000 spettatori. Poi aggiunge “Per il futuro? Vediamo. In questo momento viaggiamo a vista, diventa veramente difficile fare previsioni”.

Michele Carrea si sfoga su Facebook in merito al dubbio sulla riapertura dei palasport

Intervento molto duro e diretto quello di Michele Carrea, coach di Pistoia, relativo ai dubbi sulla riapertura al pubblico dei palasport. “Nulla viene prima della scuola e questo lo consideriamo il postulato” afferma il coach e aggiunge “Vorremmo sapere se è concesso parlare di capienza ridotta o meno. Se si vuole trovare un protocollo credibile, una formula credibile, se è concesso sperare di avere un campionato, una stagione, un lavoro. O se invece non si può, vorremmo che qualcuno si assumesse la RESPONSABILITA’ di una risposta. Io la accetterei di buon grado, e anche se sarà contraria ai miei interessi sarà sicuramente più sopportabile di questa inaccettabile chiacchiera da bar”. Affermazioni che sono state discusse ma anche condivise dalla maggior parte dei tifosi e appassionati del basket.

Luca Baraldi: “Con pochi spettatori potremmo stoppare il campionato”

L’amministratore delegato della Virtus Bologna parla del possibile ritorno della pallacanestro a porte chiuse col nuovo DPCM: “Ci adegueremo alle decisioni della Legabasket, se si sceglierà di continuare a giocare, giocheremo. Però ragiono da parte del sistema e mi aspetto una risposta forte di Fip e della stessa Lega”. Il dirigente delle Vu Nere mette in dubbio la possibilità di proseguire il campionato di Serie A se il Governo non dovesse autorizzare la presenza di più spettatori nei palasport o addirittura chiuderli del tutto.

Lo stesso Baraldi dichiara: “Con i soldi delle tv non copriamo neanche il costo del pullman, leggo già di club che potrebbero non farcela a pagare contributi e dipendenti senza l’incasso del botteghino. Da noi lavorano cento persone, se lo stato ci impone la chiusura dovrà anche finanziarci. Senza pubblico si allontaneranno anche gli sponsor, il basket e la pallavolo così rischiano il default, ci rimetterebbero le società più serie. In due mesi di partite ufficiali gli spettatori sono stati in massima sicurezza, mentre sui mezzi pubblici ci sono situazioni ben più pericolose. Inoltre c’è da considerare anche l’aspetto sociale, partecipare a un evento suggerisce dà l’idea della vita che continua senza paura, tornando indietro perderemmo la fiducia della gente”.

Giammarco Pozzecco: “La situazione è drammatica. Spero ci sia un piano B”

Il coach della Dinamo Sassari Gianmarco Pozzecco ha fatto un’analisi della situazione presente: “Spesso mi capita che le persone per strada mi dicano che vogliono vedermi con il sorriso, l’entusiasmo e la positività che riesco a trasmettere quando sono felice arriva rispetto a momenti come ora. È vero che non trasmetto positività quando sono arrabbiato, due anni fa avevo chiesto tempo perché pensavo che le cose migliorassero. Oggi non posso essere ottimista, ma non per qualcosa legato alla Dinamo che è una società estremamente oculata gestita molto bene da Stefano Sardara affiancato da persone di intelligenza ed esperienza. Penso che la situazione della pallacanestro oggi sia drammatica. Noi dobbiamo avere la forza e la consapevolezza che questo mondo sta in piedi se tutto il movimento sta in piedi. La mia esperienza nel mondo del basket è a 360 gradi: ho giocato, allenato, fatto il telecronista, sono figlio di allenatore e di un ex giocatore. Mi auguro che ci sia un piano B, perchè credo sia fondamentale mettere la salute al primo posto. Spero che le scelte fatte diano risultati positivi e si rivelino corrette.

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