Icardi il cavaliere oscuro

Pubblicato il autore: matteo platania Segui

Mauro Emanuel Icardi Rivero, questo il nome completo del capitano dell’ Inter, nasce il 19 febbraio 1993 a Rosario, in provincia di Santa Fe situata in Argentina a circa 300 chilometri di distanza dalla capitale Buenos Aires.
Il dipartimento di Rosario, chiamato Grande Rosario, è la terza città più popolosa dell’ Argentina dopo Cordoba e Buenos Aires.
Figlio primo genito, nato dall’ unione di  Analia Rivero con Juan Icardi, inizia fin da piccolo ad apprezzare e amare il mondo del calcio.calciomercato inter icardi addio calciomercato inter icardi resta? calciomercato inter wanda parla di icarsi calciomercato inter cessione icardiLa sua avventura calcistica inizia nel 2002 giocando nelle giovanili della squadra spagnola Unión Deportiva Vecindario e qui vi rimane fino al 2008.  Dopo aver notato il talento del govanissimo, all’ età di 15 anni, viene preso nelle fila delle giovanili del Barcellona, dopo vi rimane solamente per 3 anni. Con il Barcellona termina l’ avventura spagnola in quanto viene chiamato dalla Sampdoria e da qui hanno inizio le sue peripezie in Italia. Con il club blu cerchiato, Icardi fa un passo importante: passa dalle giovanili in prima squadra. Qui milita due stagioni, dal 2011 al 2013, totalizzando un numero di presenze pari a 33 e andando in rete 11 volte.
Dal 2013 gioca nell’ Inter ed è subito entrato nei cuori dei tifosi: lui è un gran centro avanti e ha un ottimo fiuto per il gol a tal punto che in Spagna veniva soprannominato “El niño del partido” ( il ragazzo della partita).
Indossa la stessa maglia ormai da 4 anni: è riuscito a metter da parte un numero di presenze pari a 106 e, a livello di realizzazioni, a sta varcando la soglia dei 60 gol.
Oggi, nella partita che ha visto sfidarsi da una parte l’ Inter dall’ altra il Cagliari. Il capitano nero azzurro,  dopo essersi procurato il rigore, si è incaricato anche della battuta. Trovatosi di fronte Storari ha sbagliato in modo clamoroso la conclusione dagli 11 metri. Questa conclusione ricorda molto un altro calcio di rigore fallito dallo stesso, nel derby contro il Milan dello scorso 31 gennaio. Protagonista molto contestato in seguito ad alcuni capitoli  della sua autobiografia dal titolo “Sempre Avanti” nella quale scrive:” mi tolgo maglia e pantaloncini e li regalo a un bimbo. Peccato che un capo ultrà gli vola addosso, gli strappa la maglia dalle mani e me la rilancia indietro con disprezzo. In quell’istante non ci ho più visto, lo avrei picchiato per il gesto da bastardo appena compiuto. E allora inizio a insultarlo pesantemente: ‘Pezzo di merda, fai il gradasso e il prepotente con un bambino per farti vedere da tutta la curva? Devi solo vergognarti, vergognatevi tutti’. Detto questo gli ho tirato la maglia in faccia. In quel momento è scoppiato il finimondo”. Alcune pagine dopo: “Nello spogliatoio vengo acclamato come un idolo… I dirigenti temevano che i tifosi potessero aspettarmi sotto casa per farmela pagare. Ma io ero stato chiaro: “Sono pronto ad affrontarli uno a uno. Forse non sanno che sono cresciuto in uno dei quartieri sudamericani con il più alto tasso di criminalità e di morti ammazzati per strada. Quanti sono? Cinquanta, cento, duecento? Va bene, registra il mio messaggio, e faglielo sentire: porto cento criminali dall’Argentina che li ammazzano lì sul posto, poi vediamo”.
Questo il motivo per il quale oggi è stato fischiato e insultato dalla sua curva e aggravante è stato sbagliare il calcio di rigore.
Il centro avanti si è subito scusato con la curva e tutti i tifosi postando scuse pubbliche sui social scrivendo: “Cara Curva Nord, sono sorpreso e dispiaciuto. Sorpreso perché relativamente all’episodio di Reggio Emilia ho semplicemente riferito di come, complice l’adrenalina post-partita ed il cattivo momento che stava attraversando la squadra, “a caldo” ho perso la testa. Volevo semplicemente rendere l’atmosfera di quell’episodio. Tanto è vero che nel libro ho aggiunto che avevo sputato fuori frasi esagerate (ed il verbo sputare già rende l’idea di quanto inopportuna fosse stata la mia reazione). Riguardo al discorso degli assassini dall’Argentina, siccome da più parti mi continuavano a ripetere che mi sarei ritrovato degli esagitati sotto casa (nota bene: non la Curva Nord, degli esagitati) ho pronunciato quella frase: ma nella biografia ho anche detto “avevo usato parole minacciose contro la tifoseria e non avrei dovuto farlo”. Sono dispiaciuto. Dispiaciuto per questo polverone che si è creato, Ho semplicemente raccontato un episodio seguendo i miei ricordi. Oltretutto se uno avesse un minimo di sale in zucca non rischierebbe di offendere la propria curva, strategicamente se fossi stato in mala fede avrei usato parole accattivanti nei vostri confronti. Non l’ho fatto perché nessuno voleva offendere o mancare di rispetto a nessuno. La fascia da capitano rappresenta la realizzazione dei miei sogni di bambino, la gioia che ho donato prima di tutto alla mia famiglia e poi a me stesso. Siete Voi che io cerco ogni domenica appena faccio gol, è il Vostro abbraccio che io cerco per primo. perché io amo l’Inter. Fra pochissimo scendero’ in campo quindi non posso più dilungarmi. Spero che avrete compreso quanto importanti siete per me e quanta stima e quanto Amore nutra per Voi anche se deciderete di fischiarmi. Vi chiedo solo una cosa da Capitano: state vicini all’Inter come avete sempre fatto, io e i miei compagni abbiamo bisogno di Voi. Con affetto Mauro”.
Le scuse sembrano sincere, ma alla tifoseria non sono bastate per placare la loro ira; dopo la sfida si sono presentati in tanti sotto casa sua per minacciarlo e picchiarlo, ma è stato prontamente difeso dal portiere del palazzo che era armato.
La vicenda Icardi ha suscitato scalpore tanto da far pensare il tecnico e i dirigenti di darlo a un’ altra squadra dato i suoi atteggiamenti non rispettosi.
Speriamo che le acque si quietino il prima possibile e che questa brutta faccenda venga presto dimenticata.

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