Real Madrid - Juventus, la chiave tattica del match di ritorno di Champions League

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Real Madrid-Juventus. Lo 0-3 conquistato a Torino dalla compagine madrilena lascia Zinedine Zidane abbastanza tranquillo in ottica qualificazione, sebbene il risultato dell'andata possa risultare più pesante di ciò che i primi 60 minuti di gioco hanno lasciato intravedere. Nonostante si sia trovata immediatamente sotto nel punteggio, causa gol fulmineo di Cristiano Ronaldo, la Juventus ha giocato un primo tempo di ottima fattura, restando in partita e limitando gli attacchi del Real Madrid alla catena di sinistra, dove lo stesso Ronaldo e Marcelo si trovavano spesso in superiorità numerica a causa della maggior distanza tra Douglas Costa e De Sciglio rispetto ad Asamoah ed Alex Sandro. Il centrocampo bianconero, seppur rimaneggiato e in inferiorità numerica, è riuscito a coprire efficacemente gli inserimenti centrali di Isco, costretto ad abbassarsi fino ai propri 35 metri per ricevere dei palloni giocabili.
Altro elemento fondamentale del primo tempo bianconero sono stati gli inserimenti di Khedira, con e senza palla, causando l'abbassamento di uno tra Modric e Kroos e il raddoppio preventivo di Casemiro, con Dybala che di conseguenza aveva a disposizione più libertà di azione tra il mediano brasiliano del Real e i due centrali. Ronaldo e Benzema sono stati costretti spesso ad invertire le proprie posizioni, con il francese che finiva con il fare l'esterno destro ed il portoghese che prendeva il suo posto al centro dell'attacco. Inoltre la squadra di Allegri ha costruito almeno 3 occasioni limpide nell'arco dei primi 45 minuti. L'approccio bianconero al secondo tempo è stato più o meno simile, con i due esterni di centrocampo molto alti a prendere i terzini avversari e andando spesso a rischiare un 2 vs 3 in fase di ripartenza da parte del Real. La magia di Ronaldo (scaturita da un errore individuale di Chiellini) ha definitivamente spezzato le gambe alla Juve, che fino a quel momento era ancora in partita, esprimendo a tratti un bel calcio e occupando il campo in maniera composta e organizzata.
La partita di domani sera sarà sicuramente diversa, anche e soprattutto in virtù del risultato dell'andata. La juve ritrova Pjanic e Benatia, ma perde Dybala. Si passa dal 4-2-3-1 dell'andata (che diventava 4-4-1-1 in fase di non possesso) ad un 4-3-3, con Mandzukic che probabilmente tenderà a prendere una posizione più centrale e a giocare più vicino al Pipita rispetto a Douglas Costa. Il centrocampo passa, così, da 2 a 3, con Matuidi e Khedira a protezione del regista bosniaco, aumentando la densità in mezzo al campo rispetto alla gara di andata. Nelle fila dei galacticos merita una menzione particolare l'assenza di Sergio Ramos: il centrale spagnolo, squalificato, verrà probabilmente sostituito da Vallejo, che pare aver recuperato in extremis. L'assenza del capitano del Real inciderà negativamente soprattutto per quanto concerne gli uno contro uno in area, anche tenendo conto del fatto che Mandzukic è molto più uomo d'area rispetto a Dybala. Il Real proverà ad impadronirsi subito del pallino del gioco, con Casemiro a protezione dei due centrali di difesa e le due mezzali, Kroos e Modric, abili nel palleggiare e nel trovare gli esterni con ampi cambi di gioco.
La Juve, dal canto suo, giocherà senza la pressione del risultato, tenendoci comunque a disputare una buona gara dal punto di vista tecnico e tattico. Prevedo una Juventus che giocherà con i terzini alti a pressare gli esterni, soprattutto a sinistra con Alex Sandro, lasciando più spazio a Mandzukic per affiancare Higuain al centro dell'area; in fase offensiva il terzino brasiliano giocherà quasi sulla stessa linea di Douglas Costa, andando a creare quattro uno contro uno con i difensori del Real; Pjanic con molta probabilità andrà a prendersi il pallone più basso rispetto a quanto fatto da Bentancur nella gara di andata, cercando di ricevere palla tra i due centrali bianconeri, avendo a disposizione un appoggio in più a centrocampo in fase di costruzione della manovra. Fondamentale in questo senso sarà Isco, che in fase di non possesso avrà l'incarico di marcare Pjanic evitando una costruzione fluida.
Per rimontare il risultato dell'andata la Juve dovrà giocare una partita impeccabile, mantenendo ritmi di gioco elevatissimi per tutti i 90 minuti, concedendo molto spesso dei 2 contro 2 in fase difensiva sui ribaltamenti di fronte del Real.
La remuntada, dunque, resta un'impresa pressoché impossibile, contro una squadra costruita per vincere e che viene da 12 vittorie nelle ultime 15 partite; tuttavia un gol nei primi minuti di gioco potrebbe destabilizzare la squadra di Zidane.Allegri ha già caricato l'ambiente, ricordando come la storia del calcio sia piena di imprese, alcune, però, sembrano più difficili di altre.