FC Barcelona – This is Messi 3-0!

Pubblicato il autore: Giuseppe Ortu

Lionel Messi Barcellona

Alla vigilia della partita Klopp aveva parlato del Camp Nou in termini riduttivi, anche vagamente offensivi. “Non è un tempio del calcio. E’ solo uno stadio grande”. Con queste dichiarazioni si era inserito nella scia già percorsa (con mesto esito) da Genesiò prima e Solskjaer poi. Entrambi avevano snobbato l’Estadi (il primo) e la squadra blaugrana (il secondo). La risposta era stata forte e decisa. Cinque reti date al Lione, tre allo United. Stessa sorte è ora toccata a Klopp. Anche lui torna a casa con altre tre reti sul groppone.
Che cosa sia il Camp Nou lo ha mostrato lo stesso stadio e i suoi meravigliosi tifosi al tecnico tedesco all’ingresso in campo. Una coreografia da sogno; blaugrana sulle tribune e i colori della Catalunya nelle curve. Oltre a questo una scritta gigante: Ready to color Europe. Forse, una volta entrato sul terreno di gioco, il tecnico tedesco avrà alzato gli occhi, e ripensando alle sue parole le avrà trovate futili e sciocche. Il Camp Nou e i suoi 99.000 spettatori hanno spiegato a Herr Klopp il significato delle parole Tempio del Calcio. E se ciò non fosse bastato, ha rincarato la dose il Sommo Sacerdote del Tempio, Leo Messi.

L’argentino ha vinto una gara straordinaria con una applicazione fenomenale, da autentico, vero e unico genio del calcio. Due reti meravigliose che hanno steso il Liverpool nel suo momento migliore, quando spingeva come un toro inferocito per eguagliare la rete del vantaggio segnata da Luis Suarez con un tocco orientato in scivolata a anticipare il portiere avversario.
La prima rete ribadendo in goal una traversa colpita dall’uruguagio stesso dopo una azione letteralmente inventata dal 10 con un assist fantascientifico per il compagno di squadra. La seconda con una punizione dai 27 metri a superare la barriera, che ha mandato il pallone a insaccarsi sotto l’incrocio dei pali ad una velocità di 91 Km/h. Con questa nuova doppietta, la terza consecutiva nelle partite casalinghe ad eliminazione diretta (contro Lione, Manchester United e ora Liverpool), il prossimo Pallone d’Oro raggiunge quota 600 reti con il FC Barcelona (eguagliando così Ronaldo tra Utd, Madrid e Juventus) e consolida la sua posizione di capocannoniere della Champions League con la bellezza di 12 reti.

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Per la partita contro il Liverpool Valverde ha confermato sostanzialmente l’undici che avevamo proposto e ipotizzato in giornata, con l’unica eccezione di Vidal, da noi ipotizzato come subentrante nella ripresa. Il cileno, invece, è stato della gara dal primo minuto, ed è stato una delle chiavi del successo blaugrana. Valverde ha preferito i muscoli e la corsa di Arturo al controllo del pallone e ai tempi di gioco di Arthur. Il numero 22 ha risposto presente e ha ricambiato il suo tecnico con una prestazione maiuscola. Il cileno ha rubato palloni, accorciato sugli avversari che capitavano nella sua zona, ringhiato e pressato, spinto e disturbato come suo costume, risultando fondamentale nel tamponare la forza d’impatto della squadra britannica.

Che il Liverpool fosse forte lo si sapeva. Al Camp Nou ha tuttavia fatto un ulteriore salto di qualità, come dallo stesso Klopp ammesso a fine gara. “Abbiamo fatto la nostra migliore partita in Champions”. In effetti i reds hanno messo in grande difficoltà i blaugrana, che in molti frangenti della gara, sia nel primo che nel secondo tempo, hanno avuto difficoltà a fare il loro gioco fatto di possesso e controllo del gioco. Alla tecnica da ballerini classici del Barça, il Liverpool ha opposto la forza fisica di un bulldozer, schiacciando i padroni di casa in parecchie fasi della gara. Dalla loro i blaugrana, non appena riuscivano a superare l’ostacolo della pressione fisica del Liverpool, erano in grado di creare enormi pericoli alla retroguardia inglese grazie alla tecnica sopraffina dei suoi campioni.

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La partita è stata dunque un susseguirsi di colpi di scena. Giocata a velocità supersonica da ambo le squadre, la gara ha onorato nel migliori dei modi la semifinale di Champions che si stava disputando, dimostrando che questa, in realtà, era la vera finale. La partita è stata perfetta dal punto di vista tecnico, tattico, dell’intensità e della velocità. Le due squadre si sono affrontate a viso aperto senza esclusione di colpi, mettendo sul terreno di gioco tutto ciò che avevano a disposizione.

Il Barça ha vinto 3-0, ma poteva anche finire 4-0 se Dembélé, a un secondo dal triplice fischio finale, non avesse passato la palla a Allison invece che insaccare con tutta calma e facilità. D’altra parte, anche il Liverpool ha avuto grosse chance di passare. Ter Stegen si è superato in tre interventi di grande difficoltà, dimostrando di essere il miglio portiere al mondo; Rakitic ha salvato sulla linea un pallone che stava per insaccarsi alle sue spalle. Sul prosieguo della stessa azione, Salah ha poi colpito un palo clamoroso.

Il Barcelona è stato perfetto in ogni suo uomo e in ogni reparto. Per la terza gara consecutiva in Champions, la squadra ha finito la partita con la porta imbattuta. Nelle sfide a eliminazione diretta, contro Lione, Man Utd e Liverpool, Ter Stegen ha subito appena una rete nella vittoriosa sfida casalinga per 5-1 contro la squadra francese. Oggi il Barça ha saputo offendere e difendere, lottando su ogni pallone come una qualsiasi squadra. Lasciati da parte gli abiti della festa, i giocatori hanno lottato pallone su pallone. E come in una battaglia campale, hanno conquistato con sudore e fatica ogni centimetro del campo da gioco. Spada e fioretto, questo il segreto di questa vittoria. Sudore e spettacolo. Umiltà nel difendere a denti stretti e eleganza nel giocare sulle punte quando le circostanze della gara lo permettevano.

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Questo 3-0 è un risultato che vale oro. Il miglior viatico per la partita di ritorno a Anfield. Una partita, quella, che non sarà certamente facile nonostante il cospicuo vantaggio conquistato all’andata. Il 3-0 è un grande risultato solo se si va coscienti che a Liverpool sarà anche più dura di quanto lo è stato quest’oggi a Barcelona. E’ chiaro che il Barça è in grado di segnare anche in Inghilterra, ma dovrà scendere in campo con il medesimo spirito di abnegazione di questa notte, con il quale ha coniugato classe stellare a battagliero sacrificio. Solo così, e non dimenticando le difficoltà che questa gara ha proposto a prescindere dal risultato finale, si potrà dire di essere davvero ad un passo dalla finale di Madrid.

Questa vittoria ha cancellato un altro taboo blaugrana. Il Barça non aveva mai battuto i reds al Camp Nou (due pareggi e due sconfitte nei quattro precedenti casalinghi). Dopo la vittoria a Old Trafford nel turno precedente, anche quello una primizia nella storia blaugrana, ora questo nuovo record (negativo) battuto. Questa squadra, e i suoi giocatori, non finisce più di stupire, macinare successi e stabilire nuovi primati.

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