Ceferin (UEFA): “Il VAR è un casino: se hai un naso lungo sei in fuorigioco! Serve tolleranza almeno di 20 cm in più”

Pubblicato il autore: Roberto Liggi Segui

Che il Var non stesse funzionando alla perfezione e non fosse sinonimo di chiarezza c’erano pochi dubbi.
Partite che terminano abbondantemente oltre il decimo minuto di recupero, goal assegnati e poi annullati per un’azione viziata da fallo molti secondi prima: tutto questo è il Var.
Ma stavolta a prendere una posizione che sa di sonora bocciatura nei confronti di una della più attese ed innovative rivoluzioni tecnologiche del calcio ci ha pensato nientemeno che il presidente dell’Uefa Aleksander Ceferin, nel corso di un’intervista al giornale inglese Daily Mirror in cui si è espresso senza mezzi termini su alcune regole del calcio moderno.

La proposta: cambiamo il fuorigioco.

“Ormai, nel calcio di oggi, se hai un naso lungo sei in posizione di fuorigioco” ha sentenziato Ceferin, mettendo in evidenza come la discrezionalità la faccia da padrona nel momento di decidere sull’offside, dando all’arbitro di fatto il potere, nonostante la Var di cambiare il risultato di molte partite in modo del tutto arbitrario.

L’idea? Una tolleranza di 10-20 cm, perlomeno necessaria a rendere più visibile il superamento della linea dei difensori.
Come non essere d’accordo su questo? Se il fuorigioco è millimetrico e non consente all’attaccante di trarre alcun vantaggio dove sta l’esigenza di fermare l’azione o annullare il goal?

Il fallo di mano in area? Un altro tasto dolente secondo Ceferin: “tutti i migliori allenatori delle squadre europee, quando il nostro capo degli arbitri Rosetti ha mostrato un caso di fallo di mano, si sono divisi: la metà ha detto si, l’altro metà invece no”.
In sostanza, se una regola è cosi difficile da applicare probabilmente non è una buona regola. E se pur riguardando l’immagine alla moviola ancora non è chiaro affatto se un tocco sia avvenuto o meno c’è qualcosa che non va.

La differenza con l’Inghilterra

Se in Regno Unito gli arbitri nemmeno controllano il Var più di tanto, da noi si controlla tanto e a lungo, i guardalinee non si preoccupano nemmeno di sollevare la bandierina, e i giocatori? Se segnano non esultano nemmeno, aspettano che prima sia il Var a confermare la validità della rete, ha continuato Ceferin in questo sfogo che troverà molti seguaci tra i tifosi.

E quando c’è da valutare l’intenzionalità del gesto? Ancora peggio, dal momento che “l’arbitro non è uno psichiatra per sapere se l’hai fatto apposta o no”.
Insomma, un vero e proprio casino, per usare il termine del numero uno della Uefa.

Talvolta i tifosi concordano su concetti di buon senso, ma sembra più difficile convincere i piani alti che una riforma sia necessaria.
Si stava meglio quando si stava peggio, (senza Var), ma tornare indietro non è possibile, come ha giustamente sottolineato Ceferin, che invece proverà a portare le sue proposte alla divisione arbitri.
Speriamo.

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