FC Barcelona - La cura Setién


La cura Setién ha già sviluppato i suoi effetti. Pochi giorni da quando l'ex Betis è atterrato nel Pianeta Barça, e già la sua mano è stata evidente nell'esordio con la formazione blaugrana. I cambiamenti più evidenti sono stati il ritorno all'antico riguardo al possesso di palla, il difendersi nella metà campo avversaria, far correre il pallone non i giocatori e il rilancio dei peloteros, dei calciatori abili nel possesso e nel controllo di palla. Tutte regole catalogate da Johan Cruijff, di cui Quique è un fervido seguace.

Il Barça di ieri ha avuto un possesso palla di oltre l'82%, percentuali mai viste con Valverde e che ricordano il guardiolismo. Ha messo insieme, alla fine della gara, la bellezza di 1002 passaggi, ha dominato la gara e l'avversario nella metà campo del Granada e non ha praticamente mai sofferto in difesa. Solo nella ripresa il Granada è andato vicino alla rete con il palo colpito da Eteki prima del vantaggio messianico. Solo da queste prime annotazioni notiamo la grande differenza con il passato. Con Valverde il possesso palla era sempre molto limitato, intorno al 60%. Alcune volte è stato addirittura appannaggio dell'avversario, come nel caso, tra gli ultimi, della gara contro la Real Sociedad, dove il Barça è stato dominato e ha controllato il pallone per il 46% contro il 53% dell'avversario. Con il Txingurri il Barça si è spesso difeso molto basso, al limite dell'aria di rigore, andando in difficoltà quando l'avversario aumentava i giri dell'azione, saliva con tutta la squadra fino alla metà campo. In situazioni come queste è capitato che i blaugrana abbiano avuto difficoltà a ripartire. Sotto pressione, la squadra spesso si è disunita e ha perso le distanze, la calma e la precisione nei disimpegni, non riuscendo a sviluppare bene l'azione. Tutto ciò non è accaduto nella prima di Setién.

Altra differenza è il modulo. I tre in difesa hanno garantito una maggiore presenza in mezzo al campo e un avanzamento di tutto il baricentro di 30 metri. Il giocare così più spostati verso l'area avversaria ha permesso anche una più efficace e meno dispendiosa pressione alta e il repentino recupero del possesso di palla. La posizione di Busquets è un altro elemento. Spostato dalla sua posizione davanti alla difesa, sempre sacrificato in copertura e portato nella metà campo avversaria, el de Badia è stato molto importante, nel pressing e nella fase di rifinitura dell'azione.

Giocare a calcio bene e vincere è molto meglio che vincere solo. Questa è la filosofia del nuovo allenatore del Barça. Giocare la palla per divertirsi e divertire. Nel più puro spirito cruyffista. Ieri questo concetto è stato tradotto nell'esordio di Riqui Puig. Il canterano ha trasformato la squadra che a metà del secondo tempo stava dando segni di staticità e stanchezza. Il ragazzo è entrato sul prato del Camp Nou e ha trasformato la squadra. Con il suo movimento continuo, la rapidità e una chiara e precisa idea di gioco, ha trascinato la squadra alla vittoria. Valverde ha avuto due anni e mezzo per far giocare Riqui in prima squadra e lo ha sempre ignorato. Addirittura c'è stato un momento in cui si è perfino parlato di un trasferimento in prestito per dargli minuti in questo mercato invernale. Messo in campo, alla prima occasione, Puig ha fatto vedere di che pasta è fatto. Fosse stato per Valverde ieri avrebbe giocato a Tarragona con il filial.