Mirri “Si può conciliare passione con il lavoro.” Progetti per il nuovo Palermo

Pubblicato il autore: Cristina Guercio Segui

“Si può conciliare passione con il lavoro. Guardi l’Atalanta e il presidente Percassi. Lui è un tifoso, ma è soprattutto un imprenditore e la sua società è all’avanguardia. Essere tifoso non esclude l’essere imprenditore. Il Palermo di oggi rappresenta una opportunità imprenditoriale nella quale io ho investito i miei soldi. All’indomani della presentazione della nuova società ho parlato con il mio avvocato per avviare l’iter per la realizzazione del centro sportivo. Questo è l’unico ambito nel quale sono pronto a fare un investimento importante. Mi spiego meglio: acquistare un campione è importante per la squadra ma non è un investimento. Investire significa realizzare una fabbrica e, nel nostro caso, la fabbrica è il centro nel quale far crescere i campioni del futuro. Le dirò di più. L’eventuale investimento dell’azionariato popolare sarà interamente destinato alla realizzazione del centro sportivo”. Con questa intervista al quotidiano la Repubblica il presidente  Mirri mette in luce quali sono i  progetti per il nuovo Palermo. Progetti che hanno una realizzazione di almeno tre anni, e che sta occupando la maggior parte del tempo in queste settimane del presidente Mirri e del vice presidente Di Piazza per trovare il posto dove costruirlo. Non è possibile  l’idea di aprirlo in città come lo stadio, e si cerca un posto in provincia il più vicino possibile. Il progetto del centro è stato già approvato dal sindaco. Per la sua realizzazione serve un’area in grado di ospitare almeno quattro (o al massimo cinque) campi da calcio dove poter fare allenare tutto il settore giovanile oltre che ospitare le partite interne della rosa femminile.

Oltre al centro il presidente ha anche aperto le porte ai suoi tifosi: “Quando ho detto che i veri tifosi del Palermo siamo 5 mila l’ho fatto per lanciare una sfida. Il nuovo Palermo deve fondarsi sul senso di appartenenza. Non importa quanto riusciremo a raccogliere dall’azionariato popolare, la cosa importante è che ci siano tante teste a partecipare alla nuova società. Il nuovo Palermo lo si deve pensare in chiave di collettivo”. Progetto innovativo questo che permette a un tifoso di sentirsi parte della squadra del cuore. Un progetto peró forse un pó troppo complicato per il momento che sta attraversando l’Italia.

E a un ammodernamento del Renzo Barbera : “Non sarebbe ragionevole fare lo stadio quando prima devi fare il centro sportivo. Sarebbe solo una speculazione. Piuttosto io penso ad un “Barbera” con un restyling e soprattutto sogno uno stadio senza barriere. La nostra è una tifoseria civile e sono sicuro che sia pronta. A questo proposito ho già avviato i contatti con la questura per uno stadio senza barriere”. Progetto più che plausibile, forse quello più facile da realizzare dei tre. Uno stadio al inglese senza barriere, il pubblico palermitano ha sempre avuto rispetto per la squadra e gli avversari, ed è difficile che ci siano incidenti soprattutto nelle partite dentro casa. Anche se si trova in serie D al Renzo Barbera si rispettano ancora le norme delle serie maggiori e questo favorisce il fatto che dentro queste mura non succedano incidenti.

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