Lotito: “Sfida secca tra Juventus e Lazio per lo Scudetto”

Pubblicato il autore: GennaroIannelli Segui

Claudio Lotito è intervenuto ai microfoni di “La Repubblica” e ha parlato dei vari scenari possibili per risolvere la sfida Scudetto, che vede interessata la Lazio ad un solo punto di distanza dai bianconeri in classifica. Tra le opzioni contemplate quella di una sfida “secca” tra Juventus e Lazio per decidere l’assegnazione del titolo. No alla soluzione che prevederebbe i playoff allargati ad Inter e Atalanta: “Sono troppo distanti in classifica”.

Lotito: “Sì a sfida secca con la Juventus per assegnare lo Scudetto”

Claudio Lotito torna a parlare ai microfoni de “La Repubblica” e tira in ballo uno degli argomenti che maggiormente hanno generato fermento in casa Lazio negli ultimi tempi. Quello relativo all’assegnazione dello Scudetto. La Lazio si trova infatti ad un solo punto di distacco dalla Juventus capolista e, prima che il campionato venisse bloccato dall’emergenza sanitaria, sembrava lanciata verso la conquista del tricolore. Una rincorsa durata ben 18 giornate che, dal pirotecnico 3-3 interno contro l’Atalanta, ha permesso ai biancocelesti di infilare una serie di risultati utili consecutivi e rifarsi sotto per la posizione di vertice. Uno sforzo che Lotito, qualora si riprendesse a giocare, vorrebbe veder premiato:

Una sfida secca con la Juventus per assegnare lo scudetto? Io l’accetterei, anche se non mi sono mai posto questo problema“.

No ad Inter e Atalanta
“Un playoff allargato con Inter e Atalanta? Non mi sembra corretto. Io sono ad un punto di distanza dalla Juventus, l’ho battuta sia all’andata (3-1) che in Supercoppa (medesimo risultato). Non mi sembra giusto che Inter, 8 punti in meno di noi e Atalanta, 14 punti in meno, vengano coinvolte in un eventuale playoff per contendersi il titolo. E’ una questione di equità“.

Sulla ripresa – “Se non si gioca più io sono già in Champions e risparmio quattro mensilità di stipendi –  risponde diretto Lotito a chi lo accusa di aver fomentato troppe polemiche, soprattutto attraverso il responsabile delle comunicazioni Arturo Diaconale, per far ripartire a tutti i costi la stagione – avrei la convenienza di non giocare, ma io ragiono di sistema. Altri no. Comunque sia ripartire, in parte, ci penalizza. Avevamo fatto una scelta, ritenendo di non potercela giocare su più fronti e sacrificando di conseguenza l’Europa League, così che noi avremmo giocato una volta a settimana, gli altri due. Se ripartissimo ora, (con gare ogni tre giorni), giocheremmo tutti due volte a settimana e noi perderemmo un vantaggio. Ma io ragiono nell’interesse di 20 club, nella testa di altri c’è l’idea di bloccare le retrocessioni pur di ritrovarsi la Serie A a 22 squadre”.

Ieri infine il Premier Giuseppe Conte ha annunciato che gli allenamenti riprenderanno non prima del 18 maggio, mentre il ministro dello Sport Spadafora non ha dato certezze circa la ripresa del campionati. Una scelta che Lotito non condivide e lo esprime a chiare lettere: “E perché una data è meglio di un’altra? Sono in possesso di uno studio del quale non siamo a conoscenza? Il campionato ripartirebbe a porte chiuse, ci sarebbero 70, 80, 90 persone oltre alle squadre: basterebbe fare i controlli anche a loro, no? Al Centro e al Sud non ci sono problemi, e se gli altri stadi non fossero a norma si troverebbe una soluzione. In fondo durante l’estate si va in ritiro, no?”.

Sono parole che faranno discutere: come si può omologare un normale ritiro estivo, propedeutico all’inizio della stagione agonistica, ad una situazione di ritiro forzato causata da un’emergenza sanitaria che ha mietuto migliaia di vittime?

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