Diaconale: “Cairo? Vuole annullare il campionato per nascondere il suo fallimento”

Pubblicato il autore: GennaroIannelli Segui

Lazio, Diaconale si scaglia contro Cairo e Cellino: “Annullare il campionato? Sì, per nascondere i loro fallimenti”

Arturo Diaconale, responsabile comunicazione della Lazio, continua a far parlare di sè.  Attraverso la rubrica “Taccuino biancoceleste” il portavioce delle aquile è tornato a parlare dell’eventuale ripresa del campionato scagliandosi, stavolta, contro Urbano Cairo, il quale si è detto d’accordo ad un annullamento immediato della stagione, ricalcando il pensiero di Giovanni Rezza, capo del dipartimento di malattie infettive dell’ISS.

Queste le parole raccolte nell’editoriale di Diaconale:
“Il presidente del Torino e di Rcs Urbano Cairo si è detto d’accordo con il Prof. Giovanni Rezza che ha espresso, confessando di essere romanista, un parere negativo circa l’eventuale ripresa del campionato di calcio, sottolineando di condividere le parole del professor Rezza in quanto esperto di conti e caèpace di leggere correttamente quelli relativi all’andamento della pandemia del coronavirus nl nostro paese. Nessuno mette in dubbio che Cairo, grande e capace imprenditore, sappia fare i conti: ma di quali conti si sta trattando? Quelli che vengono forniti quotidianamente dalla protezione civile sono così altalenanti da rendere difficile anche alla comunità scientifica l’elaborazione di previsioni attendibili sulla durata della pandemia al punto che, nella paura di sbagliare, la tendenza generale è quella di rifugiarsi nel lla proposta di prolungare quanto più possibile il “tutti a casa” per sfuggire alla responsabilità di un’eventuale ripresa del morbo, scaricandola su chi non voglia rispettare la regola degli “arresti domiciliari”. I numeri di Cairo, però, non sono quelli del professor Rezza, ma quelli che motivano altroi presidenti di serie A (Cellino in primis) a chiedere l’annullamento del campionato. Sono i numeri dell’attuale classifica dalla quale emerge che, a premere per evitare  di giocare le dodici partite che mancano alla regolare chiusura del campionato, sono quei presidenti le cui squadre sono già retrocesse, come il Brescia o, come il Torino, potrebbero correre lo stesso pericolo. Azzerare tutto significherebbe per loro mimetizzare il fallimento dell’intera stagione agli occhi dei loro tifosi. E’ un’interpretazione maliziosa? Come diceva il gesuita cardinal Bellarmino, e dopo Giulio andreotti, “A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca!”.

Coronavirus, i numeri del contagio

Mentre Diaconale si preoccupa delle sorti del campionato, il numero dei decessi, riportato da La Repubblica, ha superato abbondantemente la soglia delle 20.000 vittime, attestandosi ora a 20.465. Auspicare nella ripresa delle attività agonistiche è giusto, anche per salvaguardare gli interessi economici dei tanti attori impegnati nel sistema calcio, ma lo si dovrà fare solo quando le autorità competenti avranno dato il proprio assenso e certezze in merito.

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