Cristiano Ronaldo, quando nacque il marchio CR9

Pubblicato il autore: Mario Nuvoletto Segui


E’ sicuramente uno dei giocatori in attività più forti degli ultimi dieci anni, oltre che uno dei più prolifici della storia. Ovviamente parliamo di Cristiano Ronaldo dos Santos Aveiro, meglio conosciuto come Cristiano Ronaldo, fenomeno portoghese classe ’85. Ha iniziato tra le file dello Sporting Lisbona, passando poi per il Manchester United dal 2003 fino al 2009, dove si è consacrato come CR7, giocando 292 partite e segnando 118 gol. Successivamente passerà al Real Madrid con cui vincerà tutto ciò che è possibile e iniziando una “rivalità” con l’attaccante del Barcellona Lionel Messi. Dopo 9 stagioni da leader del Real, Cristiano Ronaldo passerà alla Juventus, per una cifra di 100 milioni, più 31 di ingaggio. Fuoriclasse in campo, ma anche fuori, diventando una vera e propria macchina di marketing, con il marchio registrato CR7, ma pochi sanno che per un anno l’attaccante portoghese ha sfruttato il marchio CR9.

Cristiano Ronaldo, da CR7 a CR9: la storia

Certamente è strano pensare Cristiano Ronaldo senza il suo acronimo “CR7“, che fonde le due iniziali del suo nome e il suo numero di maglia, il 7, che si porta dietro dall’approdo al Manchester United. Grazie alla sua immagine e al suo nome, è riuscito a creare un marchio di fabbrica che vale milioni e milioni di euro, con milioni di oggetti venduti con il suo nome: dai profumi, all’intimo, passando per magliette e scarpette da calcio. Tutto gira intorno a Cristiano Ronaldo. Dalle file del Manchester nasce una stella che vincerà il pallone d’oro nel 2008 e diventando bomber della squadra, iniziando a intorno ai 100 milioni, facendo crescere la sua popolarità sul campo di gioco e di pari passo anche con quella di mercato. Il suo marchio, CR7, verrà registrato all’Istituto Nazionale della Proprietà Industriale portoghese. Dopo l’esperienza ai Red Devils, Ronaldo approderà al Real Madrid per 94 milioni circa e qui inizia a nascere l’indiscrezione che il portoghese ha dato mandato ai legali di registrare anche il marchio CR9.

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Nel Real Madrid di quell’anno c’era già un numero 7 e un numero 9, ovvero rispettivamente Raul e Saviola. Quest’ultimo sapeva già di partire, permettendo a CR7, o in questo caso CR9, di appropriarsi del numero di maglia e registrare il marchio, in quanto il 7 di Raul era intoccabile, un simbolo che neanche un fenomeno con il portoghese poteva toccare. l 23enne Cristiano Ronaldo veste la maglia numero 7 nel Manchester United e nel Portogallo, erede di Beckham Cantona da una parte e di Figo dall’altra. Il super agente Mendes è anche un super consigliere e lo mette in guardia: se vuoi il Real Madrid non puoi pretendere di andare avanti con il tuo trademark e il tuo numero. Per la casa blanca questo e altro.

Cristiano Ronaldo fa impazzire i tifosi e i media tra gol e calcio spettacolo, con trick che fanno sognare milioni spettatori del calcio. Non si fa altro che parlare di lui e nel frattempo il marchio CR7 muore, per fare poi spazio al marchio CR9. Nel suo primo anno al Real Madrid, Ronaldo, non vincerà nulla, ma vincerà la sfida fuori dal campo, aumentando esponenzialmente i suoi guadagni e attirando su di se sponsor e tifosi pronti a comprare ciò che porta il suo nome. Tutto questo aiutato anche dalla sfida decennale con Lionel Messi, numero 10 e stella del Barcellona che scoppierà insieme alla stella Cristiano Ronaldo.

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Raul lascia il Real nel 2010, per provare l’esperienza tedesca, Gelsenkirchen e lo Schalke 04. Cristiano Ronaldo è ancora un mix tra il 7 e il 9, ma l’occasione è troppo ghiotta. In estate torna ad essere CR7. Quel numero 9 e quel marchio così come è stato sedotto verrà abbandonato, andando pian piano nel dimenticatoio, ridando spazio a CR7 come oggi lo conosciamo.

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