Salvatore Aronica a SuperNews: "Garcia è in confusione, ma non è il problema del Napoli. Reggina? Foti merita delle scuse"

La redazione di SuperNews ha avvicinato l'ex difensore del Napoli per approfondire il difficile momento attraversato dai campioni d'Italia e dal loro allenatore Rudi Garcia, tra tensioni dentro e fuori dal campo e una stagione che dopo la sosta potrebbe già vivere il momento decisivo.

Tempo di seconda pausa per il campionato di Serie A, che va ai box per due settimane con al centro del dibattito la nuova crisi del Napoli. I campioni d’Italia in carica sono scivolati al 5° posto dopo la sconfitta interna contro la Fiorentina, secondo ko al Maradona in quattro partite, e accusano già 7 punti di ritardo dal Milan capolista. Per provare a capire qualcosa di più sulle difficoltà degli azzurri SuperNews ha sentito l’autorevole parere di Salvatore Aronica. All’ex difensore del Napoli, oggi allenatore, abbiamo chiesto come provare a ripartire le responsabilità per la falsa partenza di Osimhen e compagni.

Aronica, partiamo dalla domanda più semplice, ma anche più spontanea. Cosa sta succedendo al Napoli? Come si è arrivati a questo punto perdendo solo un titolare, Kim, della rosa che ha stravinto lo scudetto? E come se ne può uscire?

Ritengo che il problema principale del Napoli sia la mancanza di amalgama all’interno dello spogliatoio. Non si vede più negli occhi dei giocatori quell’entusiasmo che traspariva lo scorso anno, nonostante la rosa sia in effetti quasi identica. Si è persa la mentalità giusta e forse anche un po’ di umiltà, di voglia di lottare. Di sicuro i gesti di insofferenza e di insubordinazione che si sono visti nei confronti dell’allenatore non aiutano, occorre ristabilire disciplina. L’unica medicina che può funzionare è il lavoro. Solo così si può tornare a vedere il carattere giusto e a fare risultati.

Rudi Garcia è nell’occhio del ciclone. Secondo lei l’allenatore francese sta commettendo più errori sul piano tattico o della comunicazione? Molte scelte contro la Fiorentina non hanno convinto. Sarebbe stato difficile per tutti sostituire Spalletti o le responsabilità di Garcia sono evidenti?

Garcia è in confusione. Per rispondere alla domanda penso stia commettendo errori su tutti i fronti. Mandare in campo Raspadori contro la Fiorentina per poi fargli marcare il regista avversario è l’esempio più lampante. Così come la sostituzione di Osimhen con il risultato da recuperare. Certo, i continui attacchi che subisce anche dalla stampa ne indeboliscono la posizione. Tuttavia, dal canto suo deve capire che quando si è incudine ci sta di subire le critiche. Detto questo, si sapeva benissimo che ripetersi sarebbe stato ben più difficile che vincere, ma Garcia è comunque un allenatore di profilo internazionale. Ha allenato squadre importanti, ha l’esperienza giusta, quindi non mi sento di dire che la scelta della società di puntare su di lui sia stata sbagliata. I risultati però alla fine orientano tutti i giudizi.

Una delle poche note liete contro la Fiorentina è stato Natan, che sta provando a non far rimpiangere Kim. Da ex difensore pensa che il brasiliano possa rivelarsi un’arma in più per gli azzurri nel corso della stagione o si sarebbe dovuti andare su un profilo più pronto per rimpiazzare il coreano?

È inevitabile che quando prendi tre gol col Real e tre contro la Fiorentina la difesa finisca sotto accusa, ma Natan sta facendo bene. Contro i viola è stato il meno peggio, poi i risultati travolgono tutti e tutto, però ritengo che sia il profilo adatto per il dopo Kim. Anzi, bisogna fare i complimenti alla società e all’ottimo lavoro di scouting perché si è andati a prendere a basso costo un elemento con le caratteristiche giuste.

Non posso non farle una domanda sul Palermo, la squadra della sua città. Pensa che la squadra di Corini sia destinata prima o poi a prendere il largo in Serie B o ci sarà da soffrire come sempre accade nel torneo cadetto pur disponendo di una rosa di prima qualità?

Seguo la Serie B e il Palermo con affetto. La società ha lavorato bene costruendo un organico molto forte, gli esterni e in generale l’attacco sono di primissimo livello e pure la difesa è solida, costruita su un giocatore come Lucioni che fa la differenza. Però ho giocato e vinto in Serie B, è un campionato difficilissimo in cui non si primeggia sulla carta. A gennaio ci sarà una lunga pausa e il mercato potrebbe ritoccare gli equilibri. Di sicuro il Palermo è una delle squadre più forti, ma Parma e Venezia non sono da meno.

In chiusura mi consenta una battuta sulla “sua” Reggina, oggi Fenice Amaranto. Lei che ha scritto pagine importanti del calcio a Reggio Calabria come ha vissuto l’incredibile estate che ci si è messi alle spalle e come vede la ripartenza dalla Serie D?

Sono profondamente legato alla realtà di Reggio Calabria, ho anche ricevuto la cittadinanza onoraria dopo la storica salvezza in Serie A da -11 del 2007. Ho sofferto molto nel vedere quello che è successo, in questo momento si nota molta confusione, ma è inevitabile che sia così. La squadra è stata costruita in fretta a settembre, adesso bisogna lavorare e ricostruire. Purtroppo non credo sia già questo l’anno buono per risalire, seguo da vicino la Serie D e nel girone della Fenice c’è il Trapani che è una corazzata e ha una notevole disponibilità economica. Quello che posso dire è che la piazza di Reggio non meritava quello che è successo per il calore che sa trasmettere alla squadra. Dopo la fine dell’era Foti c’è stato solo un susseguirsi di delusioni, mi sento di dire che per tutte le critiche ingiuste che ha ricevuto oggi l’ex presidente meriterebbe delle scuse.