Intervista esclusiva ad Antonio Di Gennaro: "L'Inter è la squadra più forte, ma la Roma potrà essere l'outsider. Ci sarà ancora da lavorare per la Juventus. Se questo Milan continua così..."
Intervista esclusiva della nostra Redazione ad Antonio Di Gennaro. Cresciuto nelle giovanili della Fiorentina, esordisce da professionista con la prima squadra gigliata nella Serie A 1976/77, restando nel capoluogo toscano fino al 1980. Successivamente, si trasferisce al Perugia per una sola stagione, dopodiché l'Hellas Verona diventa l'esperienza più significativa della propria carriera, riuscendo a far parte di quella formazione allenata da Osvaldo Bagnoli che vinse lo Scudetto nel 1985. Dopo sette anni, lascia il club scaligero per vestire la maglia del Bari, restando con i pugliesi dal 1988 al 1991. Conclude il proprio iter da calciatore con il Barletta in Serie C1. Cronista televisivo e opinionista per Rai, Sky Sport e SportMediaset.

Intervista esclusiva della nostra Redazione ad Antonio Di Gennaro. L'ex calciatore, nativo di Firenze, ha espresso il proprio parere su vari temi che riguardano il calcio italiano, soffermandosi, in particolare, sulla squadra con cui ha vissuto da protagonista, l'Hellas Verona. Non sono mancate osservazioni interessanti su vari club dell'attuale Serie A, tra cui la Fiorentina di Stefano Pioli, oltre che dire la propria anche sul Bari e sul campionato di Serie B.
Antonio, grazie per aver accettato l'invito della nostra Redazione.
Dopo sei giornate di campionato, avrebbe immaginato di vedere Napoli e Roma appaiate in testa alla classifica?
Il Napoli si deve confermare quale squadra da battere, ha vinto l'ultimo titolo e ha potenziato l'organico in questo ultimo mercato estivo, per cui non mi sorprende affatto vederla in prima posizione.
La Roma potrebbe essere la vera sorpresa, anche se non mi sembra che a questa squadra venga dato molto credito; nonostante Gasperini si sia insediato da poco tempo, mi sembra che la squadra abbia subito costruito un'identità di gioco piuttosto chiara, sempre a trazione offensiva, pur non registrando un attacco tra i più prolifici; credo che il suo pensiero sia partito dal creare soprattutto una difesa solida e non è una casualità che sia, attualmente, tra le migliori in Europa; è un allenatore che è arrivato a Roma con grande entusiasmo ed è uno dei migliori, non soltanto in Italia ma anche a livello internazionale.
Dopo la sosta ci sarà uno scontro molto importante contro l'Inter in cui si potrà capire fin dove possono arrivare le potenzialità di questa squadra. Il mercato di questa squadra poteva essere ancora migliore sul profilo della qualità, ma, in linee generali, la Roma è destinata a restare tra le prime posizioni del campionato.
L'ultima di campionato ha visto il ritorno di Massimiliano Allegri allo "Juventus Stadium", ma da ex. Più due punti persi dal Milan o un punto guadagnato dalla squadra di Igor Tudor?
Direi che sono vere entrambe. Per quel che riguarda la Juventus, direi che Tudor dovrà lavorare ancora abbastanza per andare alla ricerca della giusta quadratura; c'è stata qualche défaillance di troppo sia in difesa che nel centrocampo, mentre in attacco alcuni singoli non hanno reso al meglio. Il Milan, viste le occasioni create, ha sciupato almeno un paio di azioni nitide per andare a rete, oltre alla grande opportunità del rigore sbagliato da Pulisic.
Malgrado la prima gara di campionato persa contro la Cremonese avesse destato qualche dubbio, direi che il Milan si è ripreso subito molto bene, perché c'è un allenatore che è arrivato con un grande entusiasmo, oltre a essere stato importante sin da subito anche nel sistemare alcune situazioni a livello societario; si tratta di un professionista di alto livello, capace di trasformare la testa dei suoi giocatori, per cui con Allegri ci sono tutte le premesse per fare un campionato importante.
Non avendo le coppe, il Milan si può concentrare tutte le proprie forze al meglio, come accadde lo scorso anno al Napoli. quindi sicuramente giocherà; la squadra sa che dovrà volare basso, ma, oltre che per un posto in Champions League, credo che abbia tutte le qualità per giocarsela anche in ottica scudetto.
Tre pareggi consecutivi in campionato per la Juventus. Sta riemergendo un problema "Vlahovic" in attacco o c'è dell'altro che non sta andando per il verso giusto?
Non credo che alla Juventus esista un problema che riguardi soltanto Vlahovic. Si tratta di un giocatore che, sia nell'ultimo anno di Allegri che nella passata stagione con Thiago Motta, non è riuscito a esprimersi al massimo delle sue potenzialità, ma credo che sia dipeso anche da una squadra che non riusciva a produrre più di tanto, per cui lui è stato penalizzato anche dal rendimento dell'intera squadra; poi, non so cosa si sia innescato nei rapporti con il management della Juventus, ma credo che questa situazione sia stata determinante per tenerlo non nelle migliori condizioni.
Credo che lo stesso Vlahovic sia consapevole di non essere un giocatore decisivo in questo momento, ma tutti conoscono le sue qualità di goleador; se servito in un certo modo, può essere determinante per l'economia del gioco, ma deve anche sentire la fiducia di tutto l'ambiente per rendere al meglio.
Per quanto riguarda gli altri giocatori, direi che David non sta dando quello la società ci si aspettasse da lui e sta latitando abbastanza nel gioco di squadra; Koopmeiners sta facendo molta fatica a trovare il passo giusto rispetto agli altri compagni del centrocampo, a differenza di Conceição e Yıldız che stanno trascinando la squadra; anche in difesa, c'è stato un buon ritorno iniziale di Bremer che sembrava aver ridato delle certezze, poi sono sorti altri problemi e si è vista qualche lacuna.
Anche se un po' lontana rispetto a Inter, Milan e Napoli, credo che la Juventus possa giocarsi le sue chances per un posto utile alla qualificazione in Champions League, pur sapendo che avrà anche la Roma da cui dovrà guardarsi alle spalle. Siamo ancora all'inizio della stagione e ci sarà tanto tempo per mettere le cose al loro posto, ma la Juventus sa che dovrà lavorare ancora tanto per migliorare sotto tutti gli aspetti.
Oltre ai risultati, cosa sta maggiormente deludendo della Fiorentina di Stefano Pioli e come c'è da spiegarlo?
Spiegare questo periodo difficile della Fiorentina è piuttosto complicato, perché anch'io l'avevo inserita, dopo il mercato e il ritorno di Pioli, tra le squadre in lotta per le posizioni di alta classifica; malgrado tutto, resto sempre convinto che possa fare molto bene, perché ha diversi giocatori di qualità che devono soltanto trovare insieme un'unione di intenti.
Credo che quella contro la Roma sia stata la miglior partita vista fin qui, questo è tutto a dire; concede ancora tanto agli avversari e manca ancora una certa condizione sul piano fisico, perché ho visto una squadra che è partita bene ma man mano non riusciva a tenere alti i ritmi di gioco.
Sta sorprendendo anche me questa condizione generale della squadra, ma per fortuna arriva una sosta che sarà molto utile per riflettere e capire bene tutti insieme cosa non stia funzionando, perché vedo una squadra ancora che deve compattarsi e dimostrare di avere personalità. Le prossime tra gare di campionato contro Milan, Bologna e Inter non saranno facili e saranno tutte un vero banco di prova per testare le condizioni di questa squadra.
A livello di singoli, è importante che sia tornato Gosens ma soltanto lui non può bastare, poi ho visto un Fagioli che ha iniziato la stagione un po' nell'anonimato, come lo stesso Guðmundsson che resta uno dei più importanti della squadra ma ancora non riesce a esprimersi ai livelli che tutti conoscono.
Più che sulla tattica, Pioli dovrà lavorare molto sulla tenuta mentale, perché non si discutono le qualità tecniche che questa squadra ha nel proprio organico. Sono fiducioso che questa squadra potrà riprendersi presto.
Alla prossima di campionato c'è Milan-Fiorentina. Per Pioli potrebbe trattarsi di ultima occasione per salvare la sua panchina?
Pioli è stato scelto in previsione di un progetto triennale importante per alzare il livello della squadra, con l'obiettivo di alzare un trofeo e di giocare per un livello superiore a quello della Conference League.
Naturalmente, si tratta di un periodo piuttosto delicato e con i risultati ottenuti resta più difficile pensare a certe ambizioni; con il Milan sarà una gara difficilissima, perché si tratta di una squadra che è stata compattata molto bene da Allegri e sta facendo della difesa la sua arma migliore; poi, ci sono diversi interpreti di altissima qualità tecnica che si stanno inserendo tutti insieme nella mentalità del proprio allenatore, quindi resta un test per niente facile, anche se sono gare come queste che possono dare quella rabbia in più per reagire.
La sosta deve essere improntata su un riordino generale, sull'aspetto tattico, mentale e anche fisico, ma è anche importante riuscire a pazientare per dare il giusto tempo alla squadra di reagire.
Ange-Yoan Bonny e Francesco Pio Esposito possono essere considerate riserve di Lautaro Martínez e Marcos Thuram?
C'è da premettere che l'Inter è la squadra con l'organico più forte di questo campionato. L'ho vista sia a Cagliari che contro la Cremonese e mi è sembrata in ascesa sulla qualità del gioco espresso, ma anche nella capacità di andare ad aggredire e dominare l'avversario. Per quanto riguarda gli attaccanti, sia Lautaro Martínez che Thuram restano gli attaccanti di riferimento di questa squadra, anche se Pio Esposito rappresenta il presente e il futuro di questa squadra e anche della nostra Nazionale; è cresciuto molto e anche in fretta, questo può rendere più facile la vita a Chivu nelle scelte.
Bonny era uno di quei tre giocatori che hanno fatto sì che il Parma si salvasse nello scorso campionato, insieme a Bernabé e Man; è un attaccante completo e l'ha confermato anche contro la Cremonese, sta dimostrando di essere in grado di tenere alle tante pressioni che una squadra come l'Inter, inevitabilmente, porta su di sé.
Entrambi costituiscono un'alternativa importante alla coppia principale, che è fortissima, anche se l'Inter non è soltanto rappresentata dagli attaccanti; sta acquisendo una nuova mentalità che le sta permettendo di comandare il gioco e divertirsi e, ripeto, resta la squadra con l'organico più forte.
Nessuna a punteggio pieno dopo sei giornate. Per il prossimo scudetto, potrebbe essere di nuovo soltanto un duello tra Napoli e Inter?
Non credo, anche se Napoli e Inter restano le squadre più accreditate, perché sono le più forti, con l'Inter che ha qualcosa in più rispetto alla squadra di Conte; c'è da scoprire bene il Milan, che sta già dimostrando di avere la forza per lottare per il vertice: se riuscirà a tenersi su questi ritmi, credo che potrà seriamente insidiare le dirette avversarie per prendersi lo scudetto.
Senz'altro, ci sarà da tenere d'occhio a questa Roma che può diventare l'outsider del campionato; la Juventus, invece, credo che sia un gradino sotto rispetto a Napoli, Inter e Milan; non bisogna dimenticarsi dell'Atalanta che non farà parte del gruppo di squadre che lottano per vincere il campionato, ma potrà dire la sua per contendersi il quarto posto che equivarrebbe a uno scudetto.
Tutti si augurano di vedere un campionato avvincente, in cui non ci siano soltanto due squadra a contendersi la posta in palio, e credo proprio che quest'anno sarà diverso.
Dopo il pareggio contro la Juventus, sembrava potesse cominciare un periodo più florido per l'Hellas Verona. Si è trattato di un risultato illusorio?
No, non credo che abbia illuso nessuno, perché tutti sanno qual è il percorso che deve seguire il Verona. Credo che meritasse qualche punto in più in classifica, dopo quello che si è visto in questo inizio di campionato. Contro la Juventus ho visto una squadra lottare senza particolare timore, lo stesso atteggiamento che si è visto anche contro la Roma; si tratta di un aspetto molto importante per centrare l'obiettivo della salvezza. Alla ripresa ci sarà uno scontro importantissimo contro il Pisa, dove i punti conteranno il doppio.
Naturalmente, i risultati stanno dicendo che ci sarà ancora tantissimo da fare per trovare il giusto equilibrio, specie se si considera che sono state realizzate appena due reti e subite nove; per una squadra chiamata a salvarsi, l'aspetto difensivo diventa fondamentale, però credo che Zanetti stia lavorando con grande impegno per riuscire a risalire la china. Ottenere la salvezza è come vincere uno scudetto per il Verona, anche se non potrà mai essere come quello che fu vinto per davvero ai miei tempi.