Stefano Gentili: “Con Gasperini iniziato un ciclo virtuoso, impressionante la crescita dei singoli. Vero obiettivo della Roma è tornare in Champions. Voto 7 al mercato di gennaio. Europa League alla portata, Aston Villa l’unica che può impensierire i capitolini”
Stefano Gentili, giornalista giallorosso e content creator, ci ha concesso un'intervista esclusiva in cui ci racconta i suoi progetti, i suoi sogni e in cui fa una lunga e scrupolosa analisi del presente e del futuro della Roma di Gasperini.

Giornalista sportivo con focus sulla Roma, ospite ai microfoni di News.Superscommesse.it è Stefano Gentili. Fondatore del blog “InfoRoma24” e presente su Instagram come content creator con una community di oltre 20.000 follower, Stefano offre un’informazione puntuale e dettagliata sul mondo giallorosso tramite i suoi canali social. Nonostante abbia già costruito una buona base, ambisce a poter seguire la sua squadra del cuore in ogni luogo e competizione, un’ambizione che ha già iniziato a prendere forma grazie al ruolo di inviato da Trigoria o dall’Olimpico. Con Stefano abbiamo approfondito alcuni aspetti di stretta attualità riguardanti il club capitolino, quali gli obiettivi stagionali, il mercato di gennaio, il nuovo percorso targato Gasp. I riflettori del giornalista si sono accesi, però, anche sull'intera Serie A: Gentili ci ha fatto i nomi dei calciatori che lo hanno maggiormente colpito in queste 23 giornate.
Ciao Stefano, parlaci un po’ di te, del tuo lavoro e della scelta di parlare di sport (soprattutto di calcio) anche attraverso i social, oltre che sul web.
“Sono Stefano Gentili, nella vita sono un giornalista sportivo. Seguo un po’ tutto il calcio, con un focus specifico sulla Roma, squadra del mio cuore da quando sono nato e una passione trasmessami da mio zio. Seguo le news dei giallorossi e sono inviato da Trigoria e dall’Olimpico.
Penso che oggi giornalismo e social vadano di pari passo, una cosa non può prescindere l’altra. Di conseguenza, anche per differenziarmi all’inizio del mio percorso giornalistico, ho deciso di mettermi in gioco sui social perché pensavo potesse essere un valore aggiunto. Fortunatamente, sono riuscito a plasmare un’identità precisa, uno stile di comunicazione equilibrato e trasparente, e questo mi ha permesso di costruire un’ampia community di utenti su Tik Tok, Instagram, Youtube e Facebook. Credo che la differenza l’abbia fatta il tipo di comunicazione adottata e soprattutto la scelta di 'lanciarsi’ all’inizio, nonostante le diverse difficoltà. Ora sono contentissimo della community che si è creata”.
Sei un grande tifoso della Roma e la segui in qualità di giornalista per "Info Roma 24”, realtà di informazione sportiva che quest’anno diventerà testata giornalistica registrata. Ti chiedo, quindi, qual è la tua opinione sul lavoro fatto da Gasperini in questi mesi della sua avventura giallorossa e in cosa il tecnico ex Dea ha inciso maggiormente.
“Il lavoro di Gasperini è stato ottimo fino ad ora, nonostante la rosa non abbia grandissime risorse, soprattutto nel reparto offensivo. Con il mercato di gennaio alcune lacune sono state colmate, ma il tecnico avrebbe desiderato ulteriori rinforzi. Penso che il lavoro di Gasperini sia evidente non solo in termini di classifica ma soprattutto nella crescita di tanti giocatori, come Ziolkoski, Ghilardi, Pisilli, El Aynaoui, su cui aleggiavano parecchi dubbi a inizio stagione. Gasperini ha avuto un impatto anche nello stile di gioco, con il pressing alto e quello che ne deriva, e nel farsi seguire dal gruppo, indipendentemente dai risultati e dai fattori esterni. Quello che però mi ha particolarmente colpito è stata la crescita impressionante dei singoli. Ci sono ovviamente alti e bassi, come nell’ultima gara contro l’Udinese, ma fa parte del percorso”.
Che voto daresti al mercato di gennaio della Roma?
“Penso che siano arrivati quattro giocatori per rinforzare il reparto offensivo, quello piú scarno di soluzioni, sia per infortuni che per il rendimento piuttosto negativo in termini di gol e prestazioni. Anche se il mister avrebbe voluto giocatori piú esperti, secondo me é stato fatto un giusto mix tra giovani promettenti e giocatori che giá possono dire la loro: Malen e Zaragoza sono acquisti per il presente, mentre quelli di Robinio Vaz e Venturino per il futuro. Per questo motivo, se devo dare un voto al mercato giallorosso é un 6 e mezzo/7, che peró puó crescere in base alle prestazioni nel corso della stagione”.
Lo stop dell’ultimo turno contro l’Udinese quanto pesa, in termini di classifica? Scivolata al quinto posto, con il fiato sul collo del Como, la Roma rischia di non qualificarsi per le Coppe Europee?
“Secondo me, la Roma si qualificherà per le Coppe Europee, il problema è capire per quale. L’obiettivo in casa giallorossa, anche se a volte si cerca di attenuare le pressioni, è quello di tornare in Champions League. Sono anni che la Roma cerca di tornare a disputare la massima competizione europea, che sarebbe fondamentale sia dal punto di vista del blasone sia dal punto di vista economico, vista la situazione finanziaria del club e più specificatamente del settlement agreement. È importante tornare in Champions più che confermarsi in Europa League o tornare in Conference. Tuttavia, la lotta per accaparrarsi l’ambito posto Champions è agguerrita: c’è il Como subito dietro, una Juventus sempre più 'spallettiana’, sicura e solida, l’Atalanta che può risalire, il Napoli che è li. Inter e Milan, poi, fanno un campionato a parte, neanche le conto. La concorrenza è davvero tanta, ma la Roma è a pochi punti dal quarto posto e se la deve giocare fino alla fine. Sono fiducioso, credo nel gruppo e in Gasperini”.
Quale giocatore, in particolare, ti sta stupendo per rendimento e qualità di gioco? Chi spicca in questa Roma?
"Sarò banale, ma non posso non indicare Svilar, che da inizio stagione ci ha fatto guadagnare un sacco di punti con le sue parate, a volte fa ‘miracoli’. Ormai i tifosi danno per scontato che il belga pari ogni tiro, ma non è mai nulla scontato. Se un giocatore riesce a dare la sensazione che le cose buone che fa siano scontate, significa che si è davanti a un fenomeno.
Il reparto difensivo merita una menzione speciale, è la miglior difesa del campionato. Quando la Roma perde, perde quasi sempre di misura. Il problema dei capitolini è quello di rimontare lo svantaggio, fanno molto fatica in questo, ma la difesa funziona bene: Mancini, Hermoso, Ndicka sono delle certezze, Ziolkoski eGhilardi crescono giornata dopo giornata.
Un giocatore che mi piace moltissimo è El Aynaoui, che ha disputato una Coppa d’Africa strepitosa e che è tornato con una consapevolezza ancora maggiore. Quest’estate il suo acquisto è stato mal visto dalla tifoseria, in quanto è arrivato ‘al posto’ di Rios del Benfica. Ha ricevuto un sacco di critiche e commenti negativi, ma ora il marocchino sta facendo vedere sul campo di cosa è capace.
Non si può non citare anche Soulé perché, nonostante in questo periodo sia un po’ più appannato in termini di rendimento, è un calciatore che ha portato un certo numero di assist e di gol risolvendo diversi match.
E poi Koné, attualmente infortunato: la sua assenza si è fatta particolarmente sentire contro l’Udinese, perché è un giocatore che fa la differenza quando si alza l’intensità e la fisicità della partita”.
Il prossimo anno l’A.S. Roma compirà 100 anni dalla sua fondazione. In questo ampio arco temporale sono arrivati 3 scudetti, 1 Conference, 9 Coppe Italia e 2 Supercoppe Italiane. Ma cosa manca, a questa squadra, per il grande salto di qualità che la renderebbe competitiva per lo scudetto ogni anno e che la metterebbe al pari di organici come quelli di Inter, Milan e Juventus? Si tratta solo di una questione economica o c’è qualcos’altro da tenere in considerazione, dal tuo punto di vista?
“Ci sono una serie di fattori. Con Gasperini potremmo aver iniziato un percorso virtuoso che potrebbe portarci, nel corso del tempo, a consolidarci come una delle realtà più importanti del campionato come le squadre citate. Serve progettualità e serve tempo al tecnico: non basta una stagione per vincere uno scudetto. Rispetto all’Atalanta, questa è una piazza differente: infatti, quando è arrivato a Bergamo Gasperini non aveva i calciatori dello stesso livello di quelli avuti fin da subito qui a Roma. La proprietà, secondo me, è quella giusta per creare qualcosa di importante a Roma, perché è molto solida economicamente: finora ha immesso circa 1 miliardo di euro quasi senza guadagnare nulla. Ora è anche in cantiere la costruzione delnuovo stadio e la possibilità nei prossimi anni di creare una squadra Under 23.
Penso che il club sia destinato a crescere, l’importante è mantenere la pazienza e non farsi condizionare dalla tifoseria. Infatti, spesso i Friedkin hanno preso delle decisioni per accontentare i tifosi, come l’acquisto di Lukaku, economicamente molto pesante. Credo che ora, grazie anche all’arrivo di Ranieri come Senior Advisor, ci sia una visione più completa e lungimirante sulla piazza di Roma. Il percorso intrapreso ci può portare verso lidi più positivi rispetto a quelli vissuti negli ultimi anni, ma ci vuole pazienza”.
Credi che i capitolini possano portare a casa l’Europa League? O ci sono squadre più attrezzate?
“Senza nascondersi, la Roma insieme all’Aston Villa è la candidata a vincere la competizione. Ci sono anche altre squadre, ma ritengo i Villans più pronti, anche perché hanno Emery, leggenda dell'Europa League, con un’esperienza importantissima in questo torneo e capace di arrivare fino in fondo. Tuttavia, anche la Roma ha una tradizione europea: dalla Champions League a tutto il percorso in Europa League grazie a Fonseca, poi Mourinho, con De Rossi. Sarebbe un peccato non continuarlo. Al completo, penso che i giallorossi non abbiano nulla da invidiare alle altre partecipanti. Mi aspetto che arrivino in fondo”.
Quali calciatori ti hanno maggiormente stupito in queste 23 giornate di Serie A?
“Sembra una stupidaggine, perché è un campione assoluto, ma mi ha impressionato tanto Modric. Secondo me, non era scontato che il croato venisse a giocare in Serie A così motivato e che facesse così tanto la differenza. E non parlo solo in termini numerici, ma anche in termini di prestazioni e leadership. Non ho visto tutte le partite dei rossoneri, ma ne ho viste abbastanza per affermare che Modric è un faro incredibile per questo Milan, che sta facendo un grande campionato (anche se avvantaggiato dall’assenza di impegni extra Serie A). Anche Giovane, anche se molto meno costante, mi ha colpito: è arrivato da tutto un altro ambiente e, catapultato in Serie A, ha inciso a livello numerico tanto da approdare al Napoli. Il Como è una realtà piena di giovani interessanti. E poi Nico Paz… non ha senso neanche nominarlo”.
Il tuo sogno nel cassetto? Hai dei progetti in cantiere?
“Il mio sogno è seguire la Roma ovunque e per sempre, un sogno che in parte sto già vivendo ma che vorrei consolidare nel corso del tempo, facendolo diventare il mio lavoro principale. Progetti per il futuro? Abbiamo diverse cose in cantiere. Un anno fa, ho pubblicato sul mio canale Youtube la mia prima intervista al direttore Walter Sabatini, e ora vorrei replicare con interviste di questo livello. Cerco anche di intervistare personaggi del mondo dello spettacolo in qualche modo legati alla Roma, in modo da avere pareri dal mondo dello sport, e quindi dagli addetti ai lavori, e dal mondo dell’intrattenimento”.