Germania, dal Messico al Messico: il 17 giugno condanna ancora i tedeschi ai Mondiali

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui
MOSCOW, RUSSIA - JUNE 17: The Germany team pose for a team photo prior to the 2018 FIFA World Cup Russia group F match between Germany and Mexico at Luzhniki Stadium on June 17, 2018 in Moscow, Russia. (Photo by Dan Mullan/Getty Images)

Foto originale Getty Images© scelta da SuperNews

Germania, ancora una beffa del 17. I tedeschi non saranno il popolo più scaramantico del mondo, ma forse dovranno cominciare a dare un po’ più di importanza alla Cabala. Già perché il 17 giugno non porta davvero bene alla nazionale teutonica. Ieri i campioni del mondo hanno steccato all’esordio iridato in Russia. Una sconfitta clamorosa, ma non più di tanto per quello che si è visto in campo. Un Messico che ha già giocato un primo tempo sontuoso. Gli uomini di Osorio hanno corso come i pazzi, pressando alto la Germania e ripartendo a mille all’ora con la coppia Vela-Hernandez. Il gol di Lozano è stata l’automatica conseguenza di quello che si stava vedendo in campo. Bravi i messicani a soffocare la regia di Kroos e la fantasia di Ozil. Nulli sulle fasce sia Draxler che Muller. L’esterno del Bayern Monaco è stato forse il peggiore in campo.

Nella ripresa il Messico ha rallentato, anche perché era impensabile giocare altri 45 minuti a quei ritmi infernali. La Germania ha provato a cingere d’assedio l’area di rigore di Ochoa, ma con pochi risultati. Alla fine la palla gol più nitida l’ha avuta il vecchio Mario Gomez, entrato nel finale al posto del deludente Werner. Una sconfitta che non pregiudica nulla, ma il 23 con la Svezia certamente Low opererà dei cambi. Magari vedremo prima in campo Reus e Brandt, che hanno fatto vedere qualcosa di buono nei minuti finali contro il Messico. Forse Sanè sarebbe tornato utile a questa Germania, ma Low ha pensato bene di lasciarlo a casa. Con la Svezia intanto non sarà più il 17 giugno, una data che non porta certamente bene ai tedeschi.

Germania, una data sempre beffarda

17 giugno, una data che ora i tedeschi terranno ancora meglio a mente. Ieri si celebrava il 48° anniversario della “Partita del Secolo”, quell’Italia-Germania 4-3 che ha segnato una generazione di tifosi italiani. Non a caso sulle mura dello stadio Azteza di Città del Messico c’è una targa che recita:”Qui il 17 giugno 1970 si è giocato il match più bello del ventesimo secolo”. 120 minuti in cui ci fu di tutto, davvero di tutto. Poco importa se non era una finale. Infatti quell’Italia-Germania era una semifinale, poi in finale il Brasile di Pelè non ce la fece mai vedere e fummo sconfitti per 4-1. Quindi quando c’è di mezzo il Messico e il 17 giugno i tedeschi devono stare con gli occhi ben sbarrati. Bontà loro.

Era il 17 giugno anche nel 1994, quando la Germania campione del mondo esordisce al Mondiale di Usa ’94 contro la Bolivia. Quella volta i tedeschi vinsero per 3-0. Ma quello fu l’ultimo campionato del mondo, insieme a Francia ’98, degli ultimi sei in cui i tedeschi non riuscirono ad andare oltre i quarti di finale. Evidentemente il continente americano non porta molta fortuna alla Germania. Gli dei aztechi ieri si saranno ricordati di quell’agonico 4-3 del ’70. Lozano ha battuto Neuer, come Rivera trafisse Maier. Un destro rasoterra che si insacca alla destra del portiere. Per fortuna dei tedeschi il 17 giugno è passato. Ma fossimo in Low manderemmo qualcuno a Città del Messico a fare una preghierina a Montezuma. Altrimenti, anche 48 anni dopo, potrebbero essere dolori anche in Russia.

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