Milan, negli ultimi due anni un mercato di riparazione a “costo zero”

Pubblicato il autore: Maurizio Ribechini Segui
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In attesa dei possibili ultimi colpi di mercato della prossima settimana, l’ultima di trattative, il Milan in questa sessione invernale ha finora di fatto ufficializzato solo l’arrivo in prestito dall’Everton del talento spagnolo classe ’94 Gerard Deulofeu, cedendo invece Luiz Adriano allo Spartak Mosca a titolo definitivo.

Ma vediamo come si erano comportati i rossoneri in occasione del mercato di riparazione invernale nel corso degli ultimi cinque anni, in modo da fare un confronto su quale sia stata stagione nella quale i rossoneri hanno fatto maggiori investimenti nel mese di gennaio.

Andiamo indietro di un anno, al gennaio 2016, per notare che il Milan aveva tesserato a parametro zero lo svincolato Kevin Prince Boateng, il quale fece il suo ritorno a Milanello tre anni dopo la precedente esperienza con il Diavolo. In uscita invece vi furono Suso e Alessio Cerci, entrambi passati in prestito al Genoa (il secondo via Atletico Madrid, proprietario del suo cartellino) e la rescissione consensuale con l’olandese De Jong. Insomma anche lo scorso anno il mercato invernale del Milan fu a saldo zero, non avendo avuto né uscite né incassi monetari.

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Due anni fa, ovvero nel gennaio 2015, i rossoneri fecero una campagna di riparazione decisamente più importante: arrivarono Luca Antonelli dal Genoa (in prestito con obbligo di riscatto), Salvatore Bocchetti in prestito dallo Spartak Mosca, Gabriel Paletta a titolo definitivo ma senza oneri dal Parma, Suso a titolo definitivo dal Liverpool per 1,3 milioni di euro, Alessio Cerci in prestito gratuito dall’Atletico Madrid e infine Mattia Destro, arrivato in prestito oneroso (500 mila euro) dalla Roma. In uscita Saponara all’Empoli in prestito oneroso per 500 mila euro, Niang in prestito gratuito al Genoa e Fernando Torres in prestito all’Atletico Madrid. Complessivamente il saldo dice: spese superiori agli incassi di 1,3 milioni.

Nella stagione precedente, ovvero nel gennaio 2014, il Milan vide diversi arrivi anche se solo uno con oneri monetari, ovvero Adil Rami per 400 mila euro dal Valencia, le altre operazioni almeno sul piano del tesseramento furono gratuiti: Essien dal Chelsea, Taarabt dal Queens Park Rangers e Honda che arrivò da svincolato. Anche le operazioni in uscita non determinarono introiti monetari per il Milan: lasciarono infatti San Siro in prestito Nocerino verso il West Ham, Vergara verso il Parma, Alessandro Matri verso la Fiorentina e Niang verso il Montpellier. Complessivamente il saldo dice: spese superiori agli incassi di 400 mila euro.

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Nel gennaio 2013 i rossoneri avevano invece sborsato ben 20 milioni di euro per ingaggiare Mario Balotelli dal Manchester City e poi altri 3,5 milioni di euro per assicurarsi le prestazioni del giovane polacco Salomon (il quale non avrebbe mai giocato neppure una gara di Serie A coi rossoneri), arrivò anche Cristian Zaccardo a parametro zero dopo aver lasciato il Parma. In uscita molte cessioni gratuite (Emanuelson, Acerbi, Strasser e Acerbi) ma solo una che vide degli introiti, ovvero quella di Alexandre Pato passato ai brasiliani del Corinthians per 15 milioni di euro. Complessivamente il saldo dice: spese superiori agli incassi di ben 8,5 milioni di euro.

Infine nel gennaio 2012 il mercato invernale di Galliani vide gli arrivi di Maxi Lopez dal Catania per 1,5 milioni di euro e di Mesbah dal Lecce per 550 mila euro; arrivarono pure a titolo gratuito Merkel e Muntari; in uscita invece vi fu il solo Taiwo passato al Queens Park Rangers. Complessivamente le uscite monetarie furono quindi di 2 milioni e 50 mila euro superiori agli incassi.

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Insomma è evidente guardando agli ultimi 5 anni che il mercato di riparazione più spendaccione dei rossoneri fu quello della stagione 2012-2013, seguito da quello 2011-12: negli ultimi due anni invece la dirigenza del Milan ha fatto modifiche invernali solo a “costo zero”. Chissà se nei prossimi giorni, gli ultimi di mercato, qualche cosa cambierà…

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