Bologna, il riepilogo delle trattative al termine della finestra di mercato invernale

Pubblicato il autore: andrea nervuti Segui

Per chi segue le vicende rosso blu con distacco e lontananza, questo mercato di gennaio potrebbe anche apparire come “scialbo” o “sbiadito”. Pochi movimenti e praticamente tutti secondari.
Certo, gli addetti ai lavori conoscono perfettamente l’ambizione e la capacità economica del presidente canadese Joy Saputo, ma in fondo una club senza obbiettivi immediati (si ok  il decimo posto, ma se si dovesse arrivare poi undicesimi è lo stesso)ha giustamente preferito continuare ad investire sul futuro prossimo.
Alla corte di Donadoni sono infatti approdati tutti calciatori giovani, anzi giovanissimi. Il più famoso (e  costoso) è stato senza ombra di dubbio il gigante croato Bruno Petkovic. L’ariete dell’Est  -192 centimetri per quasi 90 kilogrammi-  arriva in Emilia in cambio di un assegno pari a 1,2 milioni di euro. Si tratta di un centravanti dal fisico possente, ma dotato di un piede particolarmente educato. Reduce da una buona stagione in quel di Trapani – dove ha collezionato 10 reti in 35 presenze – sbarca nella vecchia Felsina con le credenziali di “vice Destro” e con la speranza di ritagliarsi un posto da protagonista anche nella massima serie A. Vedremo.
Al colosso di Metkovic, ha fatto eco l’arrivo del colombiano Juan Manuel Valencia.  Il classe 1998 è un centrocampista “box to box”, abile sia davanti alla difesa che come mezz’ala. Tipico “volante sudamericano”, spicca per l’attitudine offensiva e  per la grande personalità. Comprato a titolo definitivo per circa 1 milione di dollari dal Corporacíon Club Deportivo Tuluà,in passato è stato seguito molto da vicino anche dalla rete degli osservatori della Juventus.
Stando a quello che trapela dai piani alti di Casteldebole, il ragazzo si allenerà con la prima squadra ma proverà a mettersi in luce giocando le partite del campionato primavera con l’undici guidato da mister Magnani. Giusto il tempo di ambientarsi, prima del grande salto.
Capitolo cessioni. Qui la missione è stata più complicata del previsto. Archiviata la partenza di Archimede Morleo in direzione Bari già ad inizio mese, la società è riuscita ad alleggerire il pesante monte ingaggi cedendo Sergio Floccari alla Spal (fra l’altro già a segno per due volte consecutive) e soprattutto Robert Acquafresca alla Ternana. Quest’ultima cessione ha scatenato la goliardia di tutta la città sui social: l’ex attaccante del Cagliari, di fatto,  era stato contrattualizzato nel lontano 2011 sotto la gestione Menarini. Da lì, il Bologna passò nelle mani di ben 5 proprietari, da Cazzola a Saputo, transitando per la fondazione di Consorte e Joe Tacopina, ma Robert rimase “legato” al club ed in particolar modo ad un faraonico contratto milionario per 5 lunghissimi anni. Rifiutò destinazioni importanti come Vicenza o Wolverhampton, pur di restare fuori rosa sotto le due torri. Speriamo per il ragazzo che l’Umbria possa rappresentare un nuovo inizio.
Infine, è doveroso citare anche l’approdo del giovane Alex Ferrari (molto considerato dal CT dell’under 21 Di Biagio) in prestito secco al Verona diretto dagli ex rossoblu Pecchia e Fusco.
In fondo, se al termine del mercato invernale l’impegno del Bologna è risultato “marginale”, lo si deve interamente all’ottimo lavoro svolto in estate dalla coppia Bigon  – Di Vaio. Il chairman nordamericano ha promesso una crescita graduale della società, passo dopo passo, e se sotto i portici adesso si parla già di progetti per la prossima stagione e non di giocatori a fine carriera in procinto di calcare il Dall’Ara, beh,  allora significa che molto è già stato fatto.

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