Mercato di riparazione? No, grazie. Meglio scuotere lo spogliatoio

Pubblicato il autore: Mario Puzzilli Segui


Le big italiane a corto di liquidità preferiscono fare affari in uscita e piazzare qualche giocatore poco utilizzato per infortunio o proprio perché non è riuscito ad inserirsi nei meccanismi della squadra.
Non ultimo Marko Pjaca dalla Juventus in prestito fino a fine stagione allo Schalke 04 per farlo tornare forte come era prima dell’infortunio e puntarci per la prossima stagione, così come Roma e Inter stanno cercando di piazzare più di qualche uomo soprattutto all’estero anche perché solo le squadre straniere hanno la possibilità di muovere capitali in questo momento.
E allora non c’è cosa migliore in una situazione di stallo che scuotere lo spogliatoio per ridare verve a qualche giocatore che si è spento o ridare ottimismo ad un gruppo che ha perso di vista gli obiettivi iniziali.
Così Monchi alla Roma parla di mentalità vincente e chi non è in grado di averla sempre, ogni domenica può anche andare via perché la Roma deve scendere in campo con quell’atteggiamento. Supportato da un Manolas che si espone e fa suo il pensiero del dirigente, dimostrando così che forse all’interno dello spogliatoio non si è così tranquilli.

Mentre Spalletti che nelle ultime settimane ha migliorato l’approccio alla conferenza stampa, con discorsi più diretti e senza quei giri di parole a volte contorti, si prende da una parte le colpe se la sua squadra si è un po’ afflosciata nelle ultime tre settimane e parla di sforzi che tutti devono fare compresa la società, poi si confronta con lo Spalletti dello scorso campionato, quello alla Roma, e dice che questa Inter è più forte e non può non fare più punti.
Per finire afferma che non ci sono i milioni per affrontare un mercato adesso e quindi ci si deve sforzare a chiedere di più da ognuno.
Le dichiarazioni forti di Monchi e Spalletti sembrano voler mascherare qualche problema sorto in corsa e al di là dei soldi che mancano, a Roma il tecnico già criticato più volte dai tifosi per delle scelte azzardate deve dimostrare di saper gestire una rosa forte ma migliorabile in una città come Roma, a Milano Spalletti non convince tutti della forza della propria squadra proprio perché lo scorso anno aveva un  certo Nainggolan dietro a Dzeko che gli ha tolto più volte le castagne dal fuoco e all’Inter non lo ha.
Sarà un lavoro difficile quello che aspetta questi due professionisti perché lo sanno tutti che i giocatori giocano bene se hanno la testa libera dai pensieri.

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