Cristiano Ronaldo alla Juve potrebbe scontentare i compagni: gli effetti devastanti dell’ingaggio di CR7

Pubblicato il autore: Emmanuele Sorrentino Segui
ABU DHABI, UNITED ARAB EMIRATES - DECEMBER 16: Cristiano Ronaldo of Real Madrid runs with the ball during the FIFA Club World Cup UAE 2017 Final between Gremio and Real Madrid at the Zayed Sports City Stadium on December 16, 2017 in Abu Dhabi, United Arab Emirates. (Photo by Francois Nel/Getty Images)

(Photo by Francois Nel/Getty Images© scelta da SuperNews )

La trattativa tra il Real Madrid e la Vecchia Signora in merito alla cessione di Cristiano Ronaldo alla Juve sembra essere giunta al suo naturale epilogo: in molti ritengono che la giornata di oggi possa essere quella maggiormente indicata per lo sblocco dell’operazione, che ormai si protrae da diverse settimane.
L’approdo del talento di Funchal all’ombra della Mole sembra essere cosa fatta, bisognerà solamente trovare il giusto accordo con il presidente del club spagnolo, Florentino Perez, che dovrebbe fare la volontà del calciatore portoghese ma con la certezza di incassare una cifra leggermente superiore all’attuale clausola da 100 milioni di euro valida solo per la Serie A.
Per la dirigenza bianconera, l’approdo di Cristiano Ronaldo alla Juve rappresenta un investimento mai operato nella storia della società presieduta da Andrea Agnelli, ma al contempo di tutta la massima serie italiana: le cifre da capogiro che fanno da contorno all’operazione nel suo complesso rendono davvero inimmaginabile questo scenario.

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L’ingaggio di Cristiano Ronaldo davvero scontenta tutti ?

A destare ancor più scalpore è l’ingaggio faraonico che verrà percepito dal campione lusitano, con i suoi 30 milioni di euro che contrastano con la “misera paga” percepita dai suoi compagni di squadra, il che potrebbe provocare malcontenti a destra e a manca.
Prendendo spunto da un focus pubblicato da Mattia Carapelli per calciomercato.com, il problema della Juventus non è tanto il costo del cartellino, circostanza agevolmente risolvibile nell’immediato con o senza sacrifici di natura economica: sebbene il Real Madrid, nell’ambito dell’operazione, dovrebbe incassare una cifra che va sui 100 milioni di euro o poco più, ai quali vanno aggiunte le ovvie commissioni dell’agente Jorge Mendes, il cui importo oscilla tra i 10 e i 20 milioni (si parlerebbe del 10% del costo del cartellino, ma la sensazione è che siano di importo maggiore), la disputa sorge in merito all’ingaggio che verrebbe percepito dal fuoriclasse lusitano.

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In effetti, l’arrivo di Cristiano Ronaldo alla Juve rende ancor più evidenti le diseguaglianze in seno alla rosa a disposizione del tecnico Massimiliano Allegri: il talento di Funchal infatti percepirà uno stipendio quattro volte più alto di quello di Higuain, che attualmente detiene il primato nella squadra, e al contempo anche di Dybala, un gradino più in basso rispetto all’argentino, nonché di Douglas Costa, i quali guadagnano rispettivamente 8,7 e 6 milioni di euro. E vale la pena ricordare che proprio il Pipita è stato identificato quale possibile partente, il “sacrificato” di turno che dovrebbe finanziare il gran colpo.
Si ipotizzerebbe dunque un vero e proprio problema all’interno dello spogliatoio, con l’avvento di Cristiano Ronaldo alla Juve: sebbene il portoghese può anche permettersi un ingaggio stratosferico dall’alto dei suoi cinque Palloni d’Oro vinto o dai molteplici trofei conquistati in carriera, non va escluso altresì l’eventuale malcontento che potrebbe essere percepito tra i bianconeri.
In un simile contesto andrebbe posta anche l’attenzione su Miralem Pjanic, per il quale, al di là delle voci di mercato che lo vorrebbero prossimo al Barcellona, la società juventina è in procinto di accordarsi per il tanto atteso rinnovo di contratto. Attualmente l’ingaggio del bosniaco sarebbe persino di sei volte inferiore a quello che percepirebbe Cristiano Ronaldo alla Juve e non è escluso che il regista possa fare la voce grossa per un aggiornamento al rialzo delle condizioni contrattuali, le quali mai potrebbero essere paragonate alla stregua del talento portoghese.
La situazione potrebbe essere affrontata dall’amministratore delegato juventino Beppe Marotta senza particolari intoppi: il profilo di società vincente negli anni e soprattutto esente o quasi da qualsiasi problema nella gestione dei calciatori rende questo ostacolo facilmente aggirabile.

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