Milan, dilemma Bonucci: capitano coraggioso o fuga dalla nave rossonera?

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui
MILAN, ITALY - DECEMBER 10: Leonardo Bonucci of AC Milan looks on during the Serie A match between AC Milan and Bologna FC at Stadio Giuseppe Meazza on December 10, 2017 in Milan, Italy. (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Leonardo Bonucci – Foto originale Getty Images © scelta da SuperNews

Bonucci, ultimi giorni al Milan?Leo è un grande, vogliamo tenerlo a tutti i costi. Ma dobbiamo rispettare i desideri di un calciatore”, così Rino Gattuso ieri a Milanello dopo il test amichevole con il Novara. Bonucci è più che mai al centro delle voci del mercato internazionale. Paris Saint Germain e Manchester United sono pronti a super-offerte per convincerlo al trasferimento. L’allenatore rossonero sembra essersi già preparato a perdere il suo capitano. La faccia di Bonucci, in questi giorni a Milanello, non è delle migliori. Sembra un po’ quella che aveva l’anno scorso alla Juventus prima di lasciare i bianconeri. Il fatto che il Milan sia stato riammesso in Europa League potrebbe cambiare qualcosa nella testa di Bonucci? Forse sì, forse no.

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L’ex juventino era stato fortemente voluto da Montella e Mirabelli. Il tecnico napoletano non c’è più e il direttore sportivo sembra prossimo all’addio. Bonucci quindi probabilmente non si sente più tanto al centro del progetto Milan, targato Elliott. Dipenderà tutto da lui, perché Gattuso ha già fatto capire che Bonucci è più che fondamentale per il Milan del futuro. La cessione di Bonucci non sarebbe il miglior biglietto da visita per Elliott, ma davanti al volere dei giocatori nel calcio di oggi si può poco. Se Cristiano Ronaldo può permettersi di lasciare il Real Madrid, reduce da tre Champions League vinte di fila, figurarsi se Bonucci non può lasciare il Milan. Anche solo dopo un anno. Dodici mesi dall’arrivo trionfale a Casa Milan. Sembra un secolo fa.

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Bonucci, la storia rossonera insegna che i grandi restano sempre

Bonucci gioca da un solo anno nel Milan, ma chissà se ha studiato per ben i libri di storia milanista. Era un bambino nel 1991. Un’estate piuttosto calda per i rossoneri. Arrigo Sacchi aveva lasciato Milanello, al suo posto era arrivato il semisconosciuto Fabio Capello.E’ uno yes-man, la formazione la farà Berlusconi”, dicevano. In più i rossoneri sono stati esclusi dalle coppe europee in seguito alla nottataccia di Marsiglia. Gullit, Van Basten e gli altri cosa faranno senza il vate di Fusignano e senza la Coppa dei Campioni? Niente, continueranno a giocare per il Milan e vinceranno uno scudetto senza perdere una partita. Non subiranno sconfitte in campionato fino al marzo 1993.

Bonucci era un giovane calciatore nel 2006. L’Italia è campione del mondo, ma c’è da fare i conti con Calciopoli. Il Milan è coinvolto, suo malgrado. I giocatori vengono richiamati in fretta e furia dalla vacanze per giocare il preliminare di Champions League. Kakà, Gattuso, Inzaghi, Pirlo, Seedorf, nessuno lascerà il Milan, che già aveva venduto Shevchenko al Chelsea. L’ucraino di Champions League non ne vincerà più, i ragazzi di Ancelotti ne alzeranno un’altra sotto il cielo di Atene. Giocatori, anzi uomini di un’altra era calcistica. Gente con il DNA Milan nelle vene. Bonucci faccia la sua scelta, legittima e da rispettare. Faccia in fretta però, perché il Milan non può aspettare nessuno. Di tempo, in questa pazza estate rossonera, ne è già stato perso molto. Troppo. Decisamente troppo.

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