Milan, Mirabelli alla Galliani:”Mercato? Per ora siamo a pane e mortadella”

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui
MILAN, ITALY - NOVEMBER 23: AC Milan Sportif Director Massimo Mirabelli looks on before the UEFA Europa League group D match between AC Milan and Austria Wien at Stadio Giuseppe Meazza on November 23, 2017 in Milan, Italy. (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

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Mirabelli, vecchio ritornello per i tifosi del Milan. Ore di attesa in casa rossonera. Si aspetta di capire se Yonghong Li riuscirà e restituire gli ormai famosi 32 milioni di euro al fondo Elliott. Intanto c’è una nuova stagione da preparare. Lunedì riaprono i cancelli di Milanello e l’unico volto nuovo sarà quello di Alen Halilovic. Il croato peraltro non è ancora stato ufficialmente annunciato come nuovo giocatore del Milan. Gli altri due nuovi acquisti, Reina e Strinic, arriveranno più in là. Al momento il mercato milanista è tutto qua. E così rischia di restare per altro tempo. Intercettato da Sky, Massimiliano Mirabelli ha fatto il punto della situazione:“In questo momento non possiamo parlare del mercato in entrata, perché non sappiamo su quanti soldi possiamo contare. Questo lo sapremo solo dopo qualche uscita”. Parole che fanno capire che l’estate 2018 sarà di basso profilo per il Milan, un po’ come le ultime della gestione Galliani-Berlusconi per capirci.

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“E’ come quando vuoi mangiare e non sai se puoi accontentarti di un panino con la mortadella o puoi banchettare al ristorante”, queste le altre parole di Mirabelli. Il giocatore più vicino a lasciare il Milan è Kalinic:Ha tante richieste, le squadre più vicine a lui sono Siviglia e Atletico Madrid. Zaza? E’ un giocatore del Valencia, se non cediamo qualcuno non può arrivare nessuno”. E’ apparso evidente l’imbarazzo del diesse rossonero che si trova in mezzo a cose più grandi di lui. Se Marco Fassone ammette candidamente di non sapere cosa succede al vertice del club rossoneri, figuriamoci Mirabelli.Nessuno andrà via e nessuno arriverà contro il parere di Gattuso. Il prossimo sarà il Milan di Rino”, questo per il momento deve bastare ai milanisti.

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Mirabelli, dalle stelle alle stalle in meno di un anno

L’estate del 2017 era stata quella dei sogni, dei botti messi a segno e delle cose formali. 11 nuovi acquisti, il rinnovo di Donnarumma, gli striscioni dei tifosi milanisti a San Siro. Un anno dopo per Massimiliano Mirabelli è cambiato tutto, o quasi. Le critiche per i tanti, troppi, soldi spesi per André Silva, il passato interista che riemerge e i nostalgici di Galliani che la fanno da padrone sui social. Ora Mirabelli ha di fronte un mese e mezzo per consegnare una squadra competitiva e completa a Gattuso. Non sarà facile, tra incertezze societarie, tribunali e poco budget su cui contare.

Ma è in queste situazione che si vede il grande dirigente di calcio. Perché per comprare i grandi giocatori non servono vagonate di milioni. Kakà fu acquistato per 9 milioni di euro, Thiago Silva per 5, in tempi più recenti la Lazio ha speso 10 milioni per Immobile. Saranno giorni di fuoco per Mirabelli, che dovrà restare in piedi sul filo del rasoio rossonero. Dai frizzi e lazzi alla mortadella il passo è stato piuttosto breve. Non tutte le colpe sono sue, o di Fassone, questo è chiaro. Ma gente come André Silva o Kalinic deve essere il salvadanaio per il mercato rossonero. Non c’è via d’uscita. Buon lavoro Mirabelli. Di cuore.

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