Mercato Napoli: Inglese va a Parma ma non sarà sostituito, la piazza è in fermento

Pubblicato il autore: fabricondo Segui
NAPLES, ITALY - NOVEMBER 01: Supporters of SSC Napoli cheer their team during the UEFA Champions League group F match between SSC Napoli and Manchester City at Stadio San Paolo on November 1, 2017 in Naples, Italy. (Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

Foto Getty Images © scelta da SuperNews

Viene il sospetto che De Laurentiis agisca così per pungolare squadra e ambiente. O che prepari il botto finale per mandare Napoli in estasi. Difficile ipotizzare una terza via. L’unica certezza, per ora, è che la piazza è in ebollizione per un mercato che sognava molto diverso da quello condotto finora dalla società partenopea, specie dopo l’annuncio di Ancelotti. I tifosi speravano che fosse lui la password giusta per sbloccare l’arrivo di un paio di top player, ma niente da fare. Verdi, Ruiz, Meret e Malcuit sono buoni rinforzi, ma per strappare lo scudetto alla Juventus Moloch servirebbero uomini di peso. Così la cessione di Inglese al Parma è stato il detonatore di un’insoddisfazione crescente, alimentata da altre voci, vedi la storia degli abbonamenti cancellati. “Il nostro top player è Ancelotti” ha ripetuto come un mantra De Laurentiis. Basterà?

Parliamoci chiaro, non è che il possibile arrivo di Ochoa, il 33enne portiere del Messico, stuzzichi più di tanto la fantasia dei tifosi. Sarà che alcuni pesanti rovesci nelle amichevoli hanno contribuito a minare le certezze del Napoli, sarà la sfortuna – vedi l’infortunio di Meret nel primo giorno di ritiro a Dimaro – o le incertezze di Karnezis, fatto sta che servirebbe terribilmente un colpo per risvegliare l’entusiasmo dei tifosi. Anche la partenza di Inglese per Parma non ha fatto che accrescere il malcontento: almeno per ora non ci sono sostituti in vista è venerdì 17 si avvicina. De Laurentiis, già nel mirino della tifoseria, da quest’orecchio proprio non ci sente, anche se il Napoli ha incassato bene dalla cessione di Jorginho al Chelsea dell’ex profeta Sarri. Il patron ha trascorso l’estate tra attacchi e polemiche, mostrando i muscoli contro tutto e tutti, spiegando che CR7 poteva anche andare a Napoli ma non esistevano le condizioni, invitando Cavani a tagliarsi lo stipendio se davvero voleva tornare sotto al Vesuvio: sui conti non si sgarra. Parole molte, giustificazioni – anche condivisibili – parecchie, attese troppe. Gli altri, nel frattempo, si rinforzavano. La corsa alle spalle della Signora ora è più incerta.

Roma, Inter, Lazio e Milan hanno rimpolpato il roster a dovere, l’impressione è che la distanza dal Napoli – inutile nominare la Juventus, almeno sulla carta – si sia ridotta. Anzi. Una parte della critica, addirittura, parla apertamente di sorpasso virtuale di giallorossi e nerazzurri, e di pericoloso avvicinamento di biancocelesti e rossoneri. Chiaro che da sabato prossimo amichevoli e proclami non valgono più, a parlare sarà solo il campo e il Napoli potrà anche mettere subito a tacere i suoi censori. Ci vuole però una partenza decisa, perché il calendario di certo non agevola i partenopei: esordio a Roma contro la Lazio, prima in casa contro il Milan di Higuain – toh, chi si rivede – quindi tappa a Marassi contro la Sampdoria. Mica male. Ancelotti, come sempre, è tranquillo, dall’alto di un’esperienza e una capacità di gestire il gruppo che ha pochi eguali al mondo. Ha preso nota dei problemi palesati dal Napoli nei test amichevoli e sta lavorando per i risolverli. Il resto, ne è convinto, verrà da se’ e la squadra tornerà ad esprimersi come sa, con i vari Insigne, Mertens, Hamsik – convinto a restare nonostante le sirene milionarie dalla Cina – Allan e Koulibaly. E quel Milik che, bersagliato dagli infortuni, non ha mai potuto giocare una stagione intera ed è quasi un nuovo acquisto. E se il top player fosse lui? Vurria…

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