Ag. Bernardeschi: “Non vuole lasciare la Juventus. Sul Barcellona…”

Pubblicato il autore: SAP Segui


Giuseppe Bozzo, il procuratore di giocatori come Federico Bernardeschi e Sandro Tonali, è intervenuto ai microfoni di Calciomercato.com per parlare del giocatore ex fiorentina che sta vivendo un momento particolare con la Juventus.
Il giocatore si è dimostrato un campione di solidarietà contro il Coronavirus e di recente ha donato otto ventilatori polmonari all’ospedale Humanitas Gradenigo di Torino, ma si è trovato sempre al centro di valutazioni discordanti sul suo valore, ma alla ripresa potrebbe ritornare al centro delle rotazioni di Maurizio Sarri nel caso Higuain non dovesse rientrare in Italia.
Su di lui, in passato, si è registrato l’interesse di Barcellona e Milan, ma adesso è proprio Bozzo a far chiarezza sul suo futuro:

SUL FUTURO DI BERNARDESCHI E IL BARCELLONA
“Io non ho mai incontrato dirigenti di altre società che non sia la Juventus. L’unico discorso che saltò fuori fu con il Barcellona, più uno scambio di idee che altro. A Federico dà fastidio leggere che se ne potrebbe andare da Torino. Ma sa due cose: Primo, che, soprattutto in una fase come questa, le speculazioni giornalistiche abbondano. Secondo, che non ha nessuna intenzione di lasciare la Juventus.”

SUGLI SPAZI ALLA JUVENTUS E LA CONTINUITA’
“Io non sono un tecnico, perciò non mi permetto di dire quel che deve fare Sarri. Dico che giocando tre partite a settimana, ed essendoci poi la Champions League, di spazi ne dovrebbe trovare. Io dico che ha sempre fatto bene, sia quando ha cominciato la partita, sia quando è entrato per avvicendare qualcuno. Se si guardano i risultati lui è sempre stato in campo quando il risultato è cambiato in meglio.”

SUL RAPPORTO CON MAURIZIO SARRI E LA DIRIGENZA DELLA JUVENTUS
“La Juventus lo ha sempre difeso e non c’è stata partita, anche quelle in cui è stato fischiato da una parte del pubblico, nella quale Sarri non abbia riconosciuto la sua utilità. L’allenatore ha detto che solo nel tempo vedremo il vero valore di Federico Bernardeschi.”

GLI ATTACCHI DELLA CRITICA
“Se si discute uno come Federico vuol dire che il calcio è finito.  Io penso che con la personalità e la forza d’animo, oltre che quella fisica, i veri valori vengono fuori. O qualcuno davvero crede che la Juventus abbia speso quaranta milioni per lui, strappandolo ad una sfilza di altri club, e adesso dica che si è sbagliata? Piuttosto il discorso è un altro, che Bernardeschi si è dovuto adattare ad un sacco di ruoli diversi dall’esterno qual è.
Io dico che siamo di fronte al paradosso: in Nazionale è titolare, è apprezzato dall’allenatore e benvoluto da tutti, mentre altrove lo si contesta. Bernardeschi è un generoso dentro e fuori dal campo.”

SUL TIPO DI PERSONA CHE E’ BERNARDESCHI
“Sensibile, intelligente, con una grande attenzione a determinati valori che gli sono stati trasmessi dai genitori. Un ragazzo fuori dal comune. Ama viaggiare, ma anche spaziare, sa tante cose e quando ne parla non delude mai.”

ALLA JUVE COS’HA CAPITO
“Ha capito che c’era bisogno di uno che si sacrificasse e lui non si è tirato indietro. Ha fatto il mediano, la mezza punta, ha corso per tutti e ha finito le partite sfiancato. Ha fatto di necessità virtù secondo i bisogni della squadra. Io dico che i tifosi lo dovrebbero ringraziare. Quando giochi per certi club sei tu che devi dare qualcosa di più, la Juventus vuole essere prima in tutto. Però se si chiede all’interno della società, dal presidente Agnelli all’ultimo dei dipendenti, quanto Bernardeschi sia da Juve tutti diranno che lo è completamente.”

SULLA RIPRESA DEL CAMPIONATO
“Si ricomincerà sicuramente e sarà un finale di campionato bellissimo, una specie di Gran Premio di Formula 1 con tante safety car, rappresentate dal virus, in pista. Finire è importante, ma è importante anche per i club poter fatturare i diritti televisivi. E poi c’è la funzione sociale. Il calcio, oltre che un’industria, è una passione, svago, divertimento. Ci manca da morire, anche se ho una convinzione, ovvero che il virus scomparirà solo con la scoperta di un vaccino, quindi per portare a termine la stagione si dovranno mettere in calendario tante soste. Ecco perché ho parlato di safety car. Sarebbe logica e vantaggiosa una nuova stagione da proporre nell’anno solare.”

 

 

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