Luca Paolini torna in sella e riparte dalla Mountain Bike: ora è ufficiale

Pubblicato il autore: Luca Santoro Segui

Luca Paolini torna sulle due ruote, ma non più nel ciclismo su strada


Luca Paolini
(ri)parte dalle due ruote: il quarantenne ciclista meneghino infatti cambia genere di competizione, passando dalla strada alla mountain bike.
La notizia è stata ufficializzata oggi da una intervista alla Gazzetta dello Sport e sta avendo grande eco perché parliamo della rinascita di un corridore tra i più amati (e sfortunati) dagli appassionati di ciclismo.

La nuova carriera di Luca Paolini

Ma ora il futuro di Luca Paolini si concentrerà nel mondo della MTB, disciplina che affronterà sotto le insegne del team Torpado – Südtirol-International Mtb Pro Team con il quale ha firmato (presentazioni ufficiali con il nuovo organico previste il prossimo 19 febbraio) e con già un obiettivo di prestigio su cui puntare: i Mondiali Marathon che si correranno il 26 giugno a Singen, in Germania. Non a caso la Torpado è attiva in questa specialità del granfondo e anche nel cross country.
Il Gerva, che sarà allenato per l’occasione dall’amico di una vita, l’ex ct della Nazionale su strada Paolo Bettini, ha dichiarato alla Gazzetta: “Io la bici ce l’ho dentro. Volevo chiudere il ciclo della mia esperienza nel ciclismo in sella. Ero pronto a correre ancora tra i pro’, ma dopo la squalifica volevo proposte di qualità. La Torpado mi ha chiamato, mi ha fatto piacere. Era un’occasione alla quale non potevo dire di no. Chiuderò con un numero sulla maglia“. Luca Paolini si dichiara fiducioso riguardo l’obiettivo Mondiale, a portata di mano – dichiara – di chi ha già esperienza nel ciclismo su strada, forte anche del suo passato nella BMX con cui è cresciuto e la confidenza con la MTB da lui usata a più riprese per allenarsi.
In questa nuova avventura Luca Paolini ritroverà un altro grande amico, ovvero Mirko Celestini, qui in veste di neocommissario tecnico della mountain bike tricolore. A questo proposito il Gerva precisa: “Mirko è un tecnico, non ci possono più essere rapporti di amicizia. Mi ha detto che non ci sono preclusioni. Cercherò di farmi trovare pronto“.

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Luca Paolini, una carriera tra luci ed ombre

Luca Paolini, che ha corso per squadre come la Mapei, la Quickstep, la Liquigas, Acqua e Sapone e concluso la carriera su strada con la Katusha, ha appena terminato di scontare questo gennaio una squalifica di 18 mesi per uso di cocaina: una brutta storia che ha trascinato a fondo il ciclista lombardo, un fulmine a ciel sereno sia per i tantissimi tifosi del Gerva che per gli appassionati di ciclismo.
E’ giusto ricordare, infatti, che Luca è stato ed è tutt’ora uno dei corridori più amati perché, al di là dei podi e dei successi ottenuti in carriera come la tappa del Giro d’Italia 2013 di Marina Ascea  (in cui conquistò anche la maglia rosa) e la strepitosa conquista a 38 anni di una classica come la 77ª edizione della Gand-Wevelgem nel marzo del 2015 (in condizioni climatiche impossibili, tra l’altro), il corridore lombardo ha sempre gareggiato “con la testa e con il cuore” come mimò esultando nel traguardo di Marina d’Ascea e della corsa delle Fiandre. Un ciclista che anche fuori dalle gare ha sempre dimostrato una dote di umanità non così comune, ma che si è accompagnata nel rovescio della medaglia ad una fragilità che lo spinse nel tunnel della dipendenza da sonniferi e nella spirale distruttiva della cocaina.
Ma come si dice nello sport, cadi sette volte e rialzati otto: Luca Paolini ha battuto i suoi demoni, supera il momento difficile che un ciclista affronta quando si ritrova appiedato senza squadra e si reinventa una vita, come è avvenuto per un altro suo collega ex pro di prestigio, Alessandro Proni: rileva infatti assieme ad altri due soci un bar a Como. Sembrava che quella fosse la sua ripartenza, dopo aver ufficializzato a gennaio di quest’anno l’addio al ciclismo.
Ed invece Luca Paolini torna in sella. “So che ho fatto male al ciclismo, ma ho anche dato tanto prima“: ed ora c’è un nuovo futuro da scrivere per il Gerva.

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